16 Marzo Mar 2018 1857 16 marzo 2018

Alessandra Cantini: «Meglio Weinstein di Asia Argento»

Le assurdità dell'ex candidata con Forza Italia che attacca Me Too e il femminismo: «Non è un maiale, è solo un uomo di potere con degli istinti».

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Alessandra Cantini

Sul suo profilo Instagram si definisce protettrice degli uomini, mentre sul suo sito The Venusians punta ancora più in alto prendendo sotto la sua ala protettrice l'umanità intera. Tranne Asia Argento, le femministe e tutte quelle donne che hanno aderito a #MeToo.
Non avevamo idea di chi fosse Alessandra Cantini, prima che finisse ospite a La Zanzara per attaccare le vittime di abusi sessuali come Asia, accusandola di essere «una donna che ha ottenuto un ruolo, qualcosa, e poi ha denunciato 20 anni dopo l’uomo che glielo ha procurato».

«WEINSTEIN? NON È UN MAIALE»

Tutte approfittatrici, insomma, le donne che hanno trovato il coraggio di accusare Harvey Weinstein: «Lui non è un maiale, è un uomo con degli istinti che si trova davanti delle giovani ragazze [...] Non si possono chiamare gli uomini maiali perché esternano i propri istinti. È un uomo di potere e spesso il potere va di pari passo con la sessualità», dice Alessandra Cantini, che nel suo curriculum può vantare un'esperienza con Paolo Virzì in La prima cosa bella e una candidatura al consiglio regionale della Toscana (per Forza Italia, ça va sans dire). Poi, se possibile, la spara ancora più grossa: «Tra Asia Argento e Weinstein preferisco Weinstein. Difendo gli uomini. Se le donne non volevano essere costrette a farlo non lo facevano e se ne andavano. Evidentemente erano compiacenti».

«IL FEMMINISMO? LA PARITÀ È INNATURALE»

Il sito web di Alessandra Cantini, d'altronde, è tutto un programma, e forse potrebbe piacere alla compagna di Matteo Salvini, Elisa Isoardi: «Quante persone pensano che il femminismo abbia esagerato? [...] Non ci vergogniamo dei nostri corpi e ci piace usarli per portare gioia e tenere alte le endorfine, non per fare la guerra agli uomini inseguendo le loro carriere. Fare l'amore ed essere madri è già un lavoro impegnativo!». Un vero e proprio florilegio di dichiarazioni moderne quanto il giurassico: «Il femminismo è una nuova sorta di comunismo, vuole annullare la differenza di genere, vuole la parità completa tra uomo e donna che è innaturale perché la donna ha un suo ruolo particolare, è soprattutto genitrice», ha detto in un'intervista che ha fatto discutere pubblicata sul quotidiano conservatore La Razòn.
E, purtroppo, non è finita qui: «Le femministe di oggi si prostituiscono due volte, vanno con gli uomini e poi vogliono distruggerli. Lo hanno fatto con Weinstein che è andato prima dagli psichiatri e adesso è in bancarotta. Questo nuovo femminismo sta portando gli uomini a vivere sotto il terrore. Le donne hanno sempre usato l'arma del sesso per ottenere influenza e potenza, da millenni. La donna usa sesso e sensualità, ed è giusto così».

Eravamo partiti con l'intenzione di commentare e criticare le esternazioni della Cantini. Leggendole approfonditamente, però, ci sembra quasi offensivo nei confronti della nostra intelligenza, nonché superfluo: si è spinta così in basso che si commenta da sola. Speriamo sarete d'accordo.

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