5 Febbraio Feb 2018 1948 05 febbraio 2018

Nicola Mendelsohn, la manager di Facebook che ha un cancro ma non si cura

Affetta da un linfoma incurabile dal 2016, per ora non si sottopone alla chemio. E parla della malattia attraverso una pagina social 'per sentirsi meno soli'.

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Nicola Mendelsohn

Avere un «male incurabile», un lavoro che ti porta a girare il mondo, una famiglia e quattro figli, ma decidere per il momento di «monitorare e aspettare» piuttosto che curarsi.
È la storia di Nicola Mendelsohn, 46 anni, vicepresidente di Facebook per l'Europa, Africa e Medio Oriente nonché «la donna più potente nell'industria tecnologica britannica» secondo il Daily Telegraph a cui è stato diagnosticato un linfoma follicolare. Una storia di malattia e di lotta, la sua, che ha portato la manager a portare la sua esperienza nel campo tecnologico, aprire una pagina sul social per entrare in contatto con altri malati e «sentirsi meno soli», ma anche per promuovere la ricerca di una cura.
«Parlo spesso di come le persone possono impadronirsi del proprio destino, ma è dura ricordarsi che ci sono cose che non si possono controllare», ha raccontato su Facebook Nicola Mendelsohn, moglie del politico laburista Lord Mendelsohn, che ha deciso di rivelare pubblicamente la sua malattia «poco conosciuta, ma non rara».

I often talk about how people can seize their own destiny, so it’s tough to be reminded that there are things you can’t...

Geplaatst door Nicola Mendelsohn op zondag 4 februari 2018

LA VERITÀ AI FIGLI

Nel novembre 2016 le è stato diagnosticato un linfoma follicolare, tumore a sviluppo lento che interessa i globuli bianchi. La malattia è «attualmente incurabile» e il 60% di coloro che ne sono affetti vive più di 10 anni. In un articolo sul Sunday Times Magazine, la top manager ha rivelato come sia stato difficile raccontare tutto ai suoi figli, il più piccolo dei quali ha 13 anni. «La sua prima domanda è stata: stai per morire? Una conversazione che non avrei potuto mai immaginare di avere, nemmeno nei miei peggiori incubi, fino a quando non mi ha colpito senza pietà. È stato il momento più difficile della mia vita», ha raccontato.

PER ORA DICE NO ALLA CHEMIO

Certo, non si è rassegnata: si sottopone a controlli, le sua analisi del sangue sono buone, dice di avere energie, fa esercizio fisico ma ha scelto di monitorare il suo cancro seguendo l'approccio «guarda e aspetta». Significa che inizierà il trattamento di chemio o radioterapia solo se i suoi sintomi peggioreranno. «La mia decisione avrebbe potuto essere diversa, ma purtroppo una cura per il linfoma follicolare, nel 2018, non esiste», sottolinea Mendelsohn. «Nel mio gruppo spesso ci definiamo guerrieri, oggi auguro a tutti noi e ai loro cari di avere la forza necessaria per continuare a lottare», ha scritto in occasione del World Cancer Day. Il gruppo 'Living with Follicular Lymphoma' è stato aperto da Nicola Mendelsohn su Facebook pochi mesi dopo la diagnosi e al momento conta 3.500 persone.

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