1 Febbraio Feb 2018 1224 01 febbraio 2018

Chi era Katharine Kay Graham, la prima editrice donna di un grande quotidiano

Il suo nome è tornato in auge grazie al film The Post, al cinema dal primo febbraio 2018. E anche perché l'attrice che la interpreta è una certa Meryl Streep.

  • ...
Katharine Kay Graham

Essere la 'prima' è sempre un onore, forse anche un privilegio, e, nella maggior parte dei casi, ti fa entrare di diritto nella storia. Altre volte, invece, non basta aver stabilito un record o aver fatto un'impresa memorabile: il rischio di cadere nel 'dimenticatoio' è altissimo. Per i non addetti ai lavori, forse, Katharine 'Kay' Graham può essere una totale sconosciuta e invece ha contribuito e non poco al giornalismo, soprattutto a quello statunitense. Infatti, è stata la prima donna editrice di un grande giornale: il Washington Post. Perché vi stiamo raccontando di lei? Per il semplice fatto che dal primo febbraio 2018 la sua vita e la sua storia la potete vedere al cinema nel nuovo film di Steven Spielberg: The Post. A interpretarla è Meryl Streep, co-protagonista insieme a Tom Hanks. In occasione dell'uscita della pellicola, vi raccontiamo qualche curiosità ma anche chi è stata Katherine 'Kay' Graham.

I PENTAGON PAPERS E IL WATERGATE

Raggiunse la fama grazie a due inchieste che, in seguito, diventarono i cardini del giornalismo americano: i Pentagon Papers e il Watergate. La prima vicenda riguardava i documenti top secret (circa 7 mila pagine di dossier) del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti: uno studio approfondito sulle strategie e i rapporti del governo federale con il Vietnam dal 1945 al 1967. Furono copiati dall'ex militare Daniel Ellsberg e poi venduti e pubblicati prima dal New York Times nel 1971 e successivamente dal Washington Post guidato da Katharine Graham. L'anno dopo fu la volta dello scandalo Watergate, che portò alle dimissioni l'allora presidente Richard Nixon. Il giornale scoprì il suo sistema di potere incentrato su attività di controllo e spionaggio interno (illegali) per mantenere il potere. Il nome del 'caso' deriva dal Watergate Hotel, l'albergo in cui furono effettuate le intercettazioni che dettero il via allo scandalo.

LA SCALATA AL POTERE E I RECORD

I primi contatti con il giornale li ebbe nel 1933 quando il padre, Eugene Meyer, comprò il Washington Post, in bancarotta. Dopo aver risanato le finanze, nel 1946 passò la gestione al marito di Katharine, Philip Graham, dal quale lei prese il cognome. Dopo il sucidio di Philip, la Graham prese in controllo del quotidiano nel 1963 in via ufficiosa. Soltanto nel 1967 assunse il ruolo di 'presidente', diventò ufficialmente editrice due anni dopo e rimase in carica fino al 1979. Dal punto di vista imprenditoriale, invece, divenne chairwoman del consiglio d'amministrazione nel 1973 e restò fino 1991. Oltre al successo nel campo dell'editoria, nel 1972 fu la prima donna a entrare nella Fortune 500, la classifica del magazine americano sulle società con i ricavi più alti dell'anno. Tra i record, ci sono anche un premio Pulitzer vinto nel 1998 per il libro Personal History e nel 2002 è stata inserita nella National Women's Hall of Fame, un anno dopo la sua morte a 84 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso