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26 Gennaio Gen 2018 1947 26 gennaio 2018

Malala a Davos: «Donne, il cambiamento è possibile»

Al World Economic Forum, in Svizzera, c'era anche il Premio Nobel per la Pace e ha parlato di donne, di femminismo e di molto altro.

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Sembra proprio che a Davos, nel 2018, non ci siano soltanto i 'volti noti'. Certo, ci sono gli onnipresenti capi di Stato e di governo, insieme alla 'finanza che conta'. Quest'anno, però, le donne sono state le vere protagoniste del World Economic Forum. Prima con Christine Lagarde, la direttrice del Fondo monetario internazionale, che ha dimostrato come si possano portare nuove soluzione anche senza il bisogno di testosterone. Poi con Malala Yousafzai, il Premio Nobel per la Pace, che il 25 gennaio ha attaccato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sessismo, per poi fare una riflessione più ampia, alla luce degli scandali per le molestie e per le violenze sessuali: «Sono delusa nel vedere che le persone che si trovano in posizioni elevate parlano di donne in termini di disuguaglianza e non le accettano come uguali agli uomini. È scioccante pensare che stia succedendo». È «ora che le donne alzino la voce».

Il giorno dopo ha mandato un altro importante messaggio, esortando le donne a «cambiare il mondo da sole, senza attendere il sostegno degli uomini. Non chiederemo loro di cambiare il mondo. Lo faremo noi stesse». Ma dal palco di Davos, l'attivista ha voluto dedicare qualche parola anche al padre, «un femminista che ha sfidato la società tradizionale pachistana. È lui che mi ha dato il nome di Malala , un’eroina pashtun famosa per coraggio e forza. Ho iniziato a parlare quando avevo 11 anni senza sapere se qualcuno mi avrebbe ascoltata. Il cambiamento è possibile. Non dovete diventare primi ministri o presiedere consigli di amministrazione per cambiare le cose. Voi potete cambiare le cose a ogni età. Ogni vostra azione può avere un impatto».

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