Me Too Times Up

#MeToo

19 Gennaio Gen 2018 1350 19 gennaio 2018 Aggiornato il 26 gennaio 2018

L'Onu e il caso delle molestie sessuali impunite

Un articolo del Guardian rivela che l'organizzazione che si occupa di diritti umani ignora la tutela delle proprie dipendenti.

  • ...
Onu Molestie Sessuali

Non è caduta nel vuoto l'inchiesta del Guardian sulle molestie sessuali all'Onu. Lo stesso quotidiano inglese ha rivelato che Mick Lorentzen, direttore del World Food Programme in Afghanistan, è stato sospeso, mentre sono in corso degli accertamenti disciplinari nei suoi confronti. Non è stato sospeso invece Luiz Loures, assistente al segretario generale delle Nazioni Unite e vicedirettore esecutivo del programma UNAids. Anche la sua condotta, però, è al vaglio degli organismi interni preposti al controllo.
Secondo la precedente esclusiva del Guardian, l'organizzazione ha sempre fatto ben poco per affrontare il problema. Ben 15 impiegati dell'Onu avevano rivelato al quotidiano inglese di aver subito molestie o stupri, e di aver perso la speranza di ottenere giustizia: «Se denunci, la tua carriera è praticamente finita, soprattutto se sei solo un consulente».

MINACCE, LICENZIAMENTI, DIMISSIONI FORZATE

Storia tristemente nota, insomma, ma che colpisce ancora di più vista l'istituzione coinvolta. L'Onu ha ammesso di essere a conoscenza del grave problema, e di voler seguire una politica di tolleranza zero. Intanto, però, un numero indefinito di donne hanno lasciato il lavoro, per volere proprio o altrui, o vivono in un costante stato di angoscia e stress, dettato dall'impossibilità di poter ottenere giustizia e di essere al contempo tutelate. Se alcuni contratti impongono il silenzio ai dipendenti, un'altra paura è quella di subire delle vere e proprie rappresaglie, come hanno raccontato tre donne i cui molestatori sono ancora ai loro posti, mentre loro sono state licenziate o costrette a dimettersi.

UN SISTEMA FALLATO

I dossier e le indagini all'interno dell'Onu esistono, ma a quanto pare le inchieste interne vengono condotte in maniera approssimativa e spesso gli indagati riescono a ottenere informazioni riservate che dovrebbero essergli tenute nascoste. Inoltre, nonostante numerose prove e testimoni oculari, non vengono praticamente mai sospesi e continuano a svolgere il loro lavoro come se nulla fosse. Una situazione contro cui gli stessi difensori delle presunte vittime non fanno pressoché nulla: non sono rari i casi in cui loro stessi hanno suggerito alle vittime di non procedere con le denunce. Anche il sistema di counseling psicologico è carente.

LA SITUAZIONE È PEGGIORATA

Le vittime di molestie sessuali che lavorano all'Onu, insomma, possono poco contra una estesa rete di conoscenza e potere dove tutti si proteggono gli uni con gli altri. Anche perché spesso alcuni casi si verificano in Paesi le cui legislazioni offrono ben poche garanzie alle vittime. L'aspetto più preoccupante, forse, è che, come denuncia una donna rimasta anonima, negli ultimi dieci anni la situazione è peggiorata: un decennio fa il suo molestatore era stato punito con un provvedimento disciplinare, ma la donna dubita che oggi, nel 2018, andrebbe nello stesso modo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso