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19 Gennaio Gen 2018 1257 19 gennaio 2018

Elena Ferrante sta con #MeToo: «Denunciate i 'Weinstein'»

La scrittrice si schiera con il movimento in occasione dell'uscita di Storia della bambina perduta in Francia.

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Elena Ferrante Guardian Me Too Weinstein

Può anche non avere un volto, ma quando Elena Ferrante parla, riesce a farsi sentire. E anche con un discreto successo, tanto che è stata inserita dal settimanale Time tra le 100 persone più influenti del 2016. Finora, però, non aveva mai affrontato pubblicamente il tema 'molestie sessuali' dopo lo scandalo Weinstein e in occasione della presentazione in Francia di Storia della bambina perduta, il suo nuovo romanzo, si è schierata a favore del movimento #MeToo. E lo ha spiegato molto bene in un'intervista al settimanale L'Obs: «Credo che [il caso Weinstein] abbia messo in luce quello che le donne hanno sempre saputo e sempre più o meno taciuto. Nonostante le apparenze, anche in Occidente il dominio patriarcale è sempre fortemente ancorato: lo sperimentiamo tutte, nei luoghi più disparati e nelle forme più diverse, subendo giorno dopo giorno l'umiliazione di essere la vittima muta, la complice impaurita o la ribelle silenziosa, quando ce la prendiamo con le vittime invece che con i violentatori».

Nonostante le apparenze, anche in Occidente il dominio patriarcale è sempre fortemente ancorato

Elena Ferrante

E quindi ben venga un movimento di denuncia grande, forte e in continua espansione. Ma a una condizione: secondo la scrittrice, bisogna mantenere il senso della misura. «Paradossalmente non vedo grandi differenze fra le donne del quartiere napoletano di cui ho parlato e le attrici di Hollywood o le donne colte e raffinate che lavorano ai piani alti alti del nostro sistema socio-economico», racconta Elena Ferrante a L'Obs. E continua: «Alzare i toni e dire #MeToo mi sembra una buona cosa, ma soltanto se manteniamo il senso della misura: gli eccessi fanno male alle giuste cause. La forza dei grandi e piccoli Weinstein, che si trovino al centro del mondo o in posizione marginale, è non soltanto di non provare alcuna vergogna di fronte alle diverse forme di stupro alle quali ci sottopongono, ma anche di farci credere, con un meccanismo ripugnante, che siamo noi a doverci vergognare».

Alzare i toni e dire #MeToo mi sembra una buona cosa, ma soltanto se manteniamo il senso della misura: gli eccessi fanno male alle giuste cause

Elena Ferrante

LA NUOVA EDITORIALISTA DEL GUARDIAN

Elena Ferrante è a tutti gli effetti un personaggio influente e seguito, tanto che, accanto alla sua attività di scrittrice, da sabato 20 gennaio 2018 è anche la nuova editorialista del giornale inglese The Guardian. Per essere precisi, il giornale le ha offerto una rubrica settimanale sul Guardian Weekend Magazine, il settimanale.

Nell'articolo di lancio del giornale inglese, l'editrice Melissa Denes ha parlato proprio della new entry: «Non vedo l'ora di lavorare con Elena Ferrante. Ogni settimana scriverà un pezzo personale su vari argomenti: dal sesso all'invecchiamento fino alle cose che la fanno ridere».

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