12 Gennaio Gen 2018 1311 12 gennaio 2018

Franco Zeffirelli è accusato di molestie sessuali

A parlare è stato l'attore Johnathon Schaech su People. Durante le riprese di Storia di una capinera il regista si sarebbe introdotto in camera sua, abusandone. 

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Franco Zeffirelli Accuse Molestie Sessuali

Non ci sono solo donne fra le accusatrici dei grandi nomi del cinema. Dopo gli attori che hanno testimoniato contro Kevin Spacey, è finito nell'occhio del ciclone anche il regista italiano Franco Zeffirelli, contro cui ha parlato Johnathon Schaech. Il protagonista di Storia di una capinera, film di Zeffirelli del 1993, tramite una lettera aperta pubblicata su People ha raccontato gli abusi fisici e psicologici subiti dal cineasta durante le riprese della pellicola. All'epoca Schaech era poco più che un esordiente, ricorda, e non aveva alle sue spalle nessuna grande esperienza nè un manager o un'agenzia a cui fare riferimento. Dopo aver fatto diversi provini, venendo dagli Stati Uniti a Cinecittà, fu ingaggiato per la parte.

Durante il periodo di preparazione, dovette in particolare lavorare sull'accento, spiega di aver percepito sin da subito una attenzione particolare nei suoi confronti: «Potevo dire oltre ogni dubbio che voleva da me qualcosa di più che essere semplicemente il suo attore principale. Franco è un uomo incredibilmente affascinante. All'epoca aveva circa 60 anni: potevi pensare di essere in una situazione sicura. Ma io sapevo che non era così. Lo sentivo». Un rapporto che, da quello che dice l'americano, mascherava dietro il lato professionale qualcosa di più: «Stava cercando di sedurmi, con la scusa di farmi da guida e maestro, sin dall'inizio». La situazione si fece più complessa, a quanto scrive Schaech, man mano che procedeva la lavorazione del fine. Oltre a mortificare spesso lui e i suoi colleghi, Zeffirelli cercò più volte di introdursi in camera sua, durante la notte. Quando alla fine ci riuscì, «mi molestò nel mio letto» ricorda l'attore. «Mi mise le sue mani addosso, ovunque, e fece cose di cui non sono fiero. Ma non fu una mia colpa». L'uomo conclude poi il suo lungo intervento raccontando delle difficoltà e dei traumi che quell'episodio gli causò negli anni. Dipendenza da droga, alcol e dal sesso. Solo dopo 25 anni ha trovato la forza di parlare di un fatto che al tempo visse come una sorta di rito di passaggio, qualcosa che non poteva non accadere.

LA RISPOSTA DEL FIGLIO

La gravità delle accuse e l'eco che sta avendo la testimonianza di Schaech ha portato il figlio adottivo di Zeffirelli, Pippo, a commentare il fatto, negandolo nel modo più assoluto. Secondo lui, la presa di posizione dell'attore sarebbe una vendetta tardiva nei confronti di suo padre, per altro non più in grado di difendersi per via delle sue condizioni di salute. L'astio sarebbe nato dalla decisione del regista di doppiare tutte le battute del protagonista, che aveva al tempo «una ostruzione alla gola che rendeva il suo parlare difficile», come spiega il figlio. Che ha concluso: «A parer mio, quindi, si tratta di una chiara vendetta nei confronti di Franco Zeffirelli, con la speranza di ottenere quella notorietà che all'inizio il signor Schaech pensava di ottenere, ma che la sua carriera di attore non gli ha mai procurato».

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