9 Gennaio Gen 2018 1619 09 gennaio 2018

Oprah Winfrey alla Casa Bianca? Cosa si dice a riguardo

Dopo il suo discorso durante i Golden Globe, molti la vedrebbero pronta alle elezioni americane del 2020. Mentre lei non conferma, gli analisti di dividono. 

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Oprah Winfrey 2020 Presidente

Dei Golden Globe 2018 si è già detto tanto: le proteste, gli abiti neri, le spille Time's Up. Si è detto anche che, probabilmente, cerimonie di questo tipo sono diventate più un motivo di discussione politica, che di riflessione su film e serie tv. E a sentire il discorso che la conduttrice Oprah Winfrey ha tenuto la sera di domenica 7 gennaio, non si può che essere d'accordo. Per molti è stato, infatti, un inequivocabile segno che la donna stia pensando di candidarsi come Presidente degli Stati Uniti, alle elezioni del 2020. O che almeno ci stia iniziando a pensare, dopo aver passato gli ultimi anni a negare davanti a chiunque glielo proponesse. Le parole che ha pronunciato dopo aver ritirato il premio alla carriera Cecil B. DeMille (è stata la prima donna afroamericana a riceverlo), hanno toccato diversi temi, dalle discriminazioni, all'importanza della stampa, alla lotta contro le molestie e il movimento #MeToo, per poi chiudere su una frase molto da campagna elettorale: «Io voglio che tutte le ragazze che ora stanno guardando sappiano che c’è all’orizzonte un nuovo giorno! E quando questo nuovo giorno sarà finalmente sorto, sarà grazie a tante donne meravigliose, molte delle quali sono proprio qui, questa sera in questa stanza, e grazie ad alcuni uomini piuttosto fenomenali».

Su Twitter, e sui giornali americani, ha iniziato subito a girare l'ipotesi di un #OprahForPresident e #Oprah2020, mentre la CNN ha detto che, secondo due fonti a lei molto vicine, Winfrey «ci sta pensando concretamente». Del resto, lo stesso Donald Trump aveva affermato più volte, nel 1999 e nel 2015, che avrebbe scelto volentieri Oprah come suo braccio destro, in un'ipotetica presidenza (poi diventata reale). Il legame fra lei è il tycoon è più stretto di quanto possa sembrare: il fatto che gli americani abbiano scelto Trump per la Casa Bianca, nel 2016, sembra aver 'spianato' la strada a una nuova classe di politici, in cui Winfrey entra alla perfezione. Carisma, popolarità e denaro, nelle analisi fatte in queste ore, sembrano prevalere su esperienza e competenza. Ed è quello che sostiene, per esempio, David Smith sul Guardian. Per Robert Shrum, che lavorò come consulente alle campagne di Al Gore e John Kerry, l'imprenditrice, che è considerata la donna afroamericana più ricca d'America, potrebbe essere una candidata giusta: Sono sempre stato scettico su persone senza esperienza politica, soprattutto perché i fatti recenti dimostrano quanto è necessaria, ma credo che lei possa cavarsela. Alle persone piace, e sopratutto le danno fiducia».

QUELLI PER IL SÌ

Quello che dice Robert Shrum, in pratica, è che gli americani potrebbero perdonarle di non aver alcuna esperienza politica, diplomatica ed economica, un po' perché ormai 'vaccinati' dall'elezione Trump, un po' per la sua fama di ottima comunicatrice, e per la sua empatia. Sempre Smith, sul Guardian: «Lei è stata nei salotti di milioni di persone, vestendo i panni di una buona ascoltatrice, vicina al cittadino medio, trasversale fra le varie classi, generi e razze». Una figura per certi versi simile a The Donald, amata perché poco da 'establishment', ma per altri lontanissima: di umilissime origini, vicina alle minoranze e più incline al dialogo che alla zuffa. Il fatto che Oprah abbia già mosso qualche piccolo passo in campagna elettorale, sostenendo prima Obama nel 2007 e poi Hillary Clinton, la inquadra come una celebrità vicina all'attualità. Soprattutto, i suoi sostenitori ricordano il suo forte impegno nella beneficenza e nel sociale: basti pensare che ha già vinto, in passato, un Oscar onorario per la sua filantropia.

E GLI SCETTICI

Nel dibattito post-discorso-di-Oprah, però, ci sono anche molti scettici. Soprattutto analisti che non vedono di buon occhio l'idea di avere alla Casa Bianca, per il secondo mandato di fila, qualcuno di così estraneo alle dinamiche amministrative e governative. In particolare, si punta il dito contro il partito Democratico, accusandolo di incoerenza e ipocrisia. Nel 2016, quando l'ombra e il carisma di Donald Trump si facevano via via più forti, i suoi rivali cercarono di opporgli la compentenza dei propri candidati. Hillary Clinton, come anche Bernie Sanders, avevano il pregio (o per molti americani il difetto) di rappresentare l'establishment, e di aver avuto una carriera politica ortodossa. Questo era il vanto del partito. Sul Guardian, Briahna Joy Gray ha scritto: «In qualche modo, dopo un anno dall'insediamento di Trump, una parte non trascurabile dell'elettorato Democratico (o per lo meno, di quelli che usano Twitter) è passata dall'idolatrare l'essere qualificati ad adottare la linea repubblicana sui candidati-celebrità». E ancora, molti già iniziano a criticare la Winfrey per le sue amicizie nel mondo dello spettacolo, non troppo 'presidenziali', per così dire. Lei ancora non si è ufficialmente pronunciata sull'argomento, ma la campagna sembra essere già iniziata.

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