6 Gennaio Gen 2018 1824 06 gennaio 2018

Vladimir Luxuria: «Vi racconto la mia Marina Ripa di Meana»

La conduttrice ed ex politica ricorda la regina delle provocazioni, morta il 5 gennaio 2018 a 76 anni.

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Vladimir Luxuria Marina Ripa Di Meana Morta

Una delle ultime volte in cui l’ha vista erano dietro ai camerini di un salotto televisivo, quelli in cui Marina Ripa di Meana, l’estrosa stilista e scrittrice che ci ha lasciati il 5 gennaio 2018 all’età di 76 anni, era abituata a dominare come una vera regina. A contendersi il trono sul piccolo schermo, spesso e volentieri, insieme a lei c’era un altro personaggio femminile del mondo dello spettacolo a cui le provocazioni non dispiacciono affatto: Vladimir Luxuria. Unite in tante battaglie, come quelle animaliste, ma anche pronte a dirsene di tutti i colori: ultimo terreno di scontro i matrimoni gay, contro cui la Ripa di Meana si era pubblicamente opposta. Ma non c’è rancore, anzi profonda stima e rispetto, nel ritratto che Luxuria ha tracciato della ‘signora dei salotti romani’ per LetteraDonna.

DOMANDA: Poche ore fa sul suo profilo twitter ha scritto di Marina: «Ci siamo alleate, ci siamo scontrate, ma mai ignorate R.I.P». Che tipo di rapporto vi legava?
RISPOSTA: Ci conosciamo da tantissimi anni. È stata una delle prime persone che ho incontrato quando sono arrivata a Roma: io avevo la direzione artistica di Muccaassassina e lei ogni tanto ci veniva a trovare. Si divertiva molto a stare con noi. Ci ha accomunato la battaglia animalista contro le pellicce. Siamo spesso state ospiti negli stessi salotti televisivi: su alcune questioni avevamo intesa, su altre un po’ meno.

D:Tipo quali?
R: Lei ultimamente aveva preso posizione contro i matrimoni gay e su questo ci siamo confrontate, ma come ho scritto «mai ignorate».

D: Nella sua vita Marina Ripa di Meana è stata spesso testimonial di lotte per i diritti civili. Si aspettava di non trovarla d’accordo su questo tema?
R:
In questo tipo di battaglie era un po’ piccolo borghese. Ci diceva: «Proprio voi che avete sempre lottato per essere controcorrente adesso vi volete conformare con il modello familistico?». Era un ragionamento tutto suo su cui chiaramente c’è sempre stato dibattito.

D: Da 16 anni combatteva contro un tumore. Ne era a conoscenza?
R
: Sapevo della malattia. Una delle ultime volte in cui l’ho vista eravamo ospiti della stessa trasmissione televisiva e mi aveva confessato che le rimaneva poco tempo. Lì per lì ho pensato che si trattasse di un suo sentimento un po’ pessimista. Invece, in realtà, conosceva bene il suo stato di salute.

D: Il suo ultimo video-messaggio è un appello a liberarsi dalle sofferenze in punto di morte grazie a cure palliative come la sedazione profonda.
R: Bisogna sempre ascoltare chi vive queste condizioni prima di pontificare e decidere per gli altri non avendo una situazione di forte dolore. Io sono molto attenta e rispettosa nei confronti di chi fa questi appelli nel momento in cui vive una condizione di grande sofferenza. Per fortuna in Italia è stata approvata la legge sul biotestamento ed è stata riconosciuta la cannabis come strumento per alleviare il dolore. Credo che tutti gli aspetti della Ricerca siano importanti, ma soprattutto è fondamentale avere riguardo per la dignità del malato in fase terminale, che ha tutto il diritto di essere accompagnato verso la morte con tutti i mezzi a disposizione per non soffrire inutilmente.

D: È stata un'icona di stile: i suoi cappellini hanno fatto scuola nel mondo della moda. Che eredità lascia all'ambiente dello spettacolo italiano una personalità come la sua?
R:
Uno stile eccentrico, ma sempre elegante. Era una che sapeva il fatto suo. Recentemente l’ho intervistata per Radio Capital in occasione dell’uscita del suo libro: una raccolta di aneddoti di una vita vissuta intensamente, che un po’ come la mia è passata attraverso il mondo dello spettacolo, dei salotti e della politica.

D:Una provocatrice per antonomasia. Dietro la maschera dell'esuberanza si nascondeva una donna fragile?
R:
È sempre difficile dover definire una persona, perché spesso dietro alle maschere e agli atteggiamenti provocatori c’è anche una certa fragilità. Ma lei è stata brava ad usare l’intelligenza per nascondere le sue debolezze.

D:Che aggettivo sceglierebbe per descrivere la sua persona?
R: Unica

D:Il ricordo più bello che conserverai di lei.
R:
Una sera eravamo entrambe a teatro. Lei aveva un cappello davvero ingombrante. Quando si è seduta una persona che era dietro di lei le ha chiesto di toglierlo perché copriva la visuale del palcoscenico. E lei ha risposto: «Guardi, già il mio cappello è uno spettacolo. Si accontenti di quello».

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