2 Gennaio Gen 2018 1245 02 gennaio 2018

Peter Martins del New York City Ballet si dimette per molestie

La prima accusa risale al 1993, ma dal dicembre 2017 era formalmente sotto indagine. Con una lettera al consiglio di amministrazione ha annunciato il suo ritiro. 

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L'ondata di denunce di abusi di potere e molestie sessuali non si è fermata davanti al cambio di anno, e il 2018 si è aperto con la notizia del pensionamento, volontario e immediato, di Peter Martins, da tre decadi a capo dello storico New York City Ballet. La compagnia, una delle più famose e prestigiose al mondo, fondata nel 1948 dal coreografo George Balanchine, Lincoln Kistein e Leon Barzin, era nelle mani del danese dal 1990. Una guida segnata, secondo le testimonianze di oltre 20 ballerini e ballerine, da un clima di terrore, violenza verbale e fisica e favori sessuali in cambio di favori lavorativi. Martins era finito sotto accusa a inizio dicembre 2017, quando aveva annunciato un momentaneo allontanamento dal suo incarico in concomitanza a un'indagine interna all'istituzione. Le accuse nei suoi confronti, che in realtà sono state continue e documentate dal 1993, avevano portato il consiglio d'amministrazione a prendere provvedimenti. Lunedì 1 gennaio, infine, è arrivata la lettera di dimissioni. In cui il coreografo sì è dichiarato estraneo a tutti i fatti che gli stati imputati: «Sto cooperando totalmente nelle indagini, e sono certo che si concluderanno a breve. Quello che ne verrà fuori mi riabiliterà».

LE PRIME ACCUSE

Il primo a denunciare Peter Martins era stato Jeffrey Edwards, nel 1993. Per il tempo fu un atto di rottura, in un ambiente che tradizionalmente è segnato dal silenzio e l'omertà interna alle compagnie. Martins fu accusato di umiliare continuamente i suoi ballerini, durante le prove, non solo verbalmente ma anche fisicamente: oltre ai commenti sul peso, molti dopo Edwards hanno confessato di essere stati afferrati per il collo e aggrediti dall'uomo. Che, stando alle testimonianze raccolte, favoriva chiunque andasse a letto con lui con parti più significative negli spettacoli.

BALLERINI E BALLERINE DIVISE

Come spesso capita in queste situazioni, se da una parte le voci delle presunte vittime sembrano alzarsi in un coro unanime di condanna, dall'altra molti ballerini e ballerine si sono espressi a difesa di Martins, descrivendolo come una persona lontana da simili comportamenti. Il New York Times, ne ha raccolte diverse. Megan Fairchild, per esempio, nella compagnia per 16 anni, ha dichiarato: «Non mi sono mai sentita in pericolo in sua presenza. Lui era la persona da cui andavo quando problemi sul lavoro o nella vita privata». Molti di quelli che stanno dalla parte del coreografo 71enne vedono dietro le accuse che gli sono mosse delle vendette personali, di chi magari non è riuscito a sfondare al City Ballet. Così Sterling Hyltin, per diverso tempo prima ballerina della formazione: «Martins non è mai stato altro che rispettoso nei miei confronti. Fa davvero rabbia vedere degli ex colleghi parlare di questo argomento in merito a testimonianze attuali».

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