29 Dicembre Dic 2017 1238 29 dicembre 2017

A Margaret Thatcher non piacevano i panda

Dagli Archivi Nazionali di Londra, alcuni documenti desecretati rivelano che la Iron Lady aveva un'avversione tutta particolare per i teneri mammiferi cinesi.

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Margaret Thatcher Panda

Non è una storia da Wikileaks, nè qualcosa che potrebbe interessare Edward Snowden, ma da alcuni documenti ufficiali del Regno Unito, resi pubblici dal National Archives di Londra, è emerso un aneddoto niente male sulla Iron Lady, Margaret Thatcher. Dai carteggi desecretati della Primo Ministro inglese, rimasta in carica dal 1979 al 1990, si è scoperto che aveva una grandissima avversione per i panda giganti. Difficile credere che qualcuno possa non adorare queste enormi, placide, dolcissime palle di pelo, eppure per la politica brittanica era proprio così. Del resto, la chiamavano Donna di Ferro non a caso. Al giorno giorno nessuno rinuncerebbe all'opportunità di condividere un viaggio aereo con uno di loro (pensate a quanti selfie potreste farvi in otto ore di volo transoceanico), ma, nel 1981 la Thatcher lo fece.

«IO NON PRENDERÓ UN PANDA CON ME»

L'occasione, perduta, si presentò quando Margaret Thatcher doveva recarsi nel Stati Uniti, per far la conoscenza del neo eletto presidente Ronald Reagan. Durante la preparazione della partenza, l'ufficio della Iron Lady fu contattato da Lord Zuckerman, a capo dello Zoo di Londra, per chiederle se fosse stata disposta a portare con sè, durante il volo di ritorno da Washington, il panda gigante Chia Chia. L'animale veniva gentilmente 'prestato' in visita allo zoo inglese dallo Smithsonian, uno dei più importanti centri di ricerca americani, per permettere l'accoppiamento con Ling Ling, esemplare femmine che si trovava nella capitale inglese. Zuckerman sperava nella collaborazione della Thatcher per facilitare l'avvicinamento fra i due: quale miglior mezzo che un jet presidenziale per far sbocciare l'amore fra panda? Lei, però, rifiutò fermamente questo ruolo da cupido. «Io non porterò un panda con me», si legge su una nota scritta a mano dalla donna (che sottolineò volte il 'non'). Concludendo così: «I panda e i politici non sono una buona accoppiata. Lord Z. sa sicuramente più cose di me a tal proposito. Troverà una altra maniera per organizzarsi».

LA MALEDIZIONE POLITICA DEI PANDA

Ma a cosa si riferiva Margaret Thatcher dicendo che politica e panda non vanno d'accordo? La sua, in realtà, più che un' avversione nei confronti dei dolci mammiferi era superstizione. Probabilmente, non aveva dimenticato il fatto che diversi suoi colleghi, come Georges Pompidou, il giapponese Kakuei Tanaka e Richard Nixon, videro finire anzitempo i propri governi dopo aver portato con sè dalla Cina proprio dei panda. Stessa sorte toccata anche al suo predecessore, Ted Heath. Gli animali dovevano essere doni diplomatici, ma si rivelarono essere delle vere e proprie maledizioni.

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