29 Dicembre Dic 2017 1215 29 dicembre 2017

In Irlanda la manicure è femminista

Intervista a Andrea Horan, l'irlandese che fa propaganda per l'emancipazione femminile nel suo salone di bellezza. Sulle unghie delle clienti.

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Manicure Femminista Irlanda

Una signora tende la mano per salutare e rivela sulle unghie laccate di viola il simbolo stilizzato di una vagina. Una ragazza si passa le dita tra i capelli: su indice e pollice si notano dei numeri, come le cifre di un messaggio in codice. Essere donna in Irlanda non è semplice, perché alcuni diritti che in altri paesi sono dati per scontati vengono ignorati. Così le donne hanno deciso di combattere a modo loro. E si sono inventate una strategia davvero graffiante. Potremmo chiamarla manicure di protesta, dove le dita sono trattate come manifesti di propaganda, per fare sentire la propria voce. Un'iniziativa inventata da Andrea Horan, esperta di bellezza ma anche di marketing e comunicazione. Nel suo negozio di manicure di Dublino, che si chiama Tropical Popical e ha già collezionato qualche premio a livello nazionale, la Horan propone decorazioni per le unghie a sfondo politico, con messaggi, simboli e disegni a sostegno della riconquista della libertà femminile e dell’emancipazione. Una tendenza femminista iniziata in modo discreto, ma che sta mietendo consensi al punto da aver fatto lievitare le richieste e aumentare la lista d’attesa. «Sono felice di questo successo» racconta Andrea, «ma la vera vittoria sarà riuscire ad ottenere i diritti per cui lottiamo».

UNGHIE E IDEE

L’idea di trasformare un salone di bellezza in un hub di autocoscienza e di comunicazione è nata in modo spontaneo nella mente di Andrea, che ha 36 anni e da cinque si occupa di estetica. «Si è trattato di un processo quasi naturale» racconta. «Prima ho avviato una piattaforma on line che si occupa di presa di coscienza dei problemi femminili e di di soluzioni e modelli operativi (The HunReal Issues). Poi, lavorando nel negozio, mi sono resa conto che molte donne, soprattutto giovani, non avevano informazioni adeguate riguardo a certe tematiche e ho pensato di trovare il modo di fornirgliele». Quando ci si sottopone a una sessione di decorazione delle unghie servono tempo e tranquillità. «Non c’è il disturbo del rumore del phon, come dal parrucchiere, non ci sono distrazioni quali i giornali da sfogliare», spiega Andrea, «quindi l’occasione è propizia per parlare e chiacchierare». Da cosa è nata cosa, insomma. Andrea Horan ci tiene però a precisare che non ci sono state pressioni o formule di indottrinamento. «Non abbiamo voluto spingere troppo su questo punto» spiega. «Raccontavamo alle clienti la situazione del paese e la posizione dell’associazione, e la loro reazione era quasi sempre di coinvolgimento. Molte ragazze hanno preso coscienza della situazione, hanno capito e hanno deciso di seguirci».

IL TEMA DELL'ABORTO

Così sulle unghie sono comparsi disegni stilizzati di vulve e vagine, lettere che inneggiano alla reazione, brevi slogan a favore dell’aborto e del diritto alla libera procreazione. «A marzo, prima della marcia per la richiesta del referendum, siamo stati presi d’assalto da ragazze e signore che volevano le unghie a tema per andare a sfilare in strada e pretendere giustizia», racconta Andrea. Il primo obiettivo per cui combattere per lei è proprio il referendum per la liberalizzazione dell’aborto. «In Irlanda esiste un emendamento del 1993 che impedisce l’aborto e centinaia di ragazze sono costrette a viaggiare all’estero o a scegliere cliniche clandestine per interrompere una gravidanza indesiderata. Tra maggio e giugno i cittadini saranno chiamati ad esprimersi in un referendum per dire se sono d’accordo oppure no» racconta. «Stiamo facendo una campagna su questo tema, perchè si tratta di qualcosa di fondamentale».

LA VITA PRIMA DELLA POLITICA

Aver abbracciato questo atteggiamento di impegno politico e sociale ha fatto arrivare clienti nuovi, ma non ha avuto, sul fronte opposto, l’effetto di allontanare quelli storici. «Il nostro è un piccolo salone, molto specializzato nell’arte della manicure. Abbiamo un sacco di differenti approcci». Le 'unghie con la coscienza', comunque, non sono una trovata di marketing, ma una formula di comunicazione. E la gente è favorevole a questa cosa e vuole continuarla. Anche perché non si tratta di azioni politiche nel senso astratto del termine, ma di iniziative che riguardano la vita. «Certe ragazze giovani magari non si interessano Alla politica, ma alcune tematiche, come quella dell’aborto, sono parte della loro esistenza e riguardano la loro felicità».

CAMBIAMENTO DAL BASSO

Secondo la fondatrice di Tropical Popical, poi, la battaglia delle unghie serve anche a far capire a tutte le donne che i cambiamenti arrivano dalla base. «La gente sta cominciando a rendersi conto che può influenzare le scelte della politica e che il governo fa quello che i cittadini chiedono, se sono capaci di farsi ascoltare. Si sta prendendo coscienza del fatto che i cambiamenti avvengono con l’aiuto della gente di tutti i giorni, non solo attraverso i politici». Anche perché la rappresentanza femminile in politica è ridotta al minimo nel paese. «Quando abbiamo cominciato con il progetto delle unghie che lanciano messaggi è stato anche perché ho capito che ci sono tante donne che possono essere coinvolte e fornire energia e supporto a diverse campagne», conclude. Il primo obiettivo di Andrea è la vittoria del referendum, ma concluso questo processo le unghie che mandano messaggi e fanno politica continueranno ad esistere, trovando nuove tematiche da affrontare. Grazie a un esercito di ragazze pronte a lottare per la verità. Anche a costo di usare le unghie.

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