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21 Dicembre Dic 2017 1842 21 dicembre 2017

Dieci modelle denunciano gli abusi sessuali su Harper Bazaar

In collaborazione con Model Alliance e il casting director James Scully, la rivista americana ha raccontato con un potente video le molestie presenti nel mondo della moda. 

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Video Harper Bazaar Modelle Abusi

«Nel mondo della moda, potresti trovarti sola in una stanza con sei abusatori, tutti insieme. E loro finiranno tutti per coprirsi le spalle». A dirlo non è uno a caso, ma uno che conosce l'industra del fashion system e le sue dinamiche come le proprie tasche. James Scully è stato casting director per marchi come Tom Ford, Gucci e Stella McCartney, ma da qualche anno porta avanti una dura battaglia contro gli abusi sessuali che le modelle e i modelli sono costretti ad affrontare costantemente. Harper Bazaar ha raccolto la sua voce, e quella di dieci coraggiose ragazze, in un articolo che getta ulteriori ombre sulle disparità presenti negli ambienti lavorativi. In collaborazione con Model Alliance, un'organizzazione che cerca di introdurre maggiori tutele e protezioni legali nel mondo delle sfilate e delle passerelle, la famosa rivista americana ha anche realizzato un video di denuncia, in cui ciascuna donna racconta la propria esperienza. Sfociata spesso nell'aggressione fisica. Come spiega Scully: «Questo sistema ha bisogno di essere ripulito. È tempo di voltare pagina. Per chi ha potere è diventato un parco gioco pieno di giovani che hanno perso completamente il loro potere contrattuale. È come un parco in mano a dei bulli».

#MYJOBSHOULDNOTINCLUDEANABUSE

Tutto era cominciato come un risvolto dello scandalo Weinstein: dopo le prime denunce a Hollywood, il movimento si era esteso al mondo della moda. Il fotografo Terry Richardson, per esempio, era stato travolto dalle accuse che da anni lo riguardavano, perdendo qualsiasi impiego con Condé Nast, che lo ha messo al bando. Contemporaneamente, la modella Cameron Russell ha iniziato a raccogliere le testimonianze anonime di diverse colleghe, pubblicandole sotto l'hashtag #MyJobShouldNotIncludeAnAbuse. Il mio lavoro non dovrebbe prevedere un abuso. La seguirono Amber Valletta, Kate Upton, Elsa Hosk e Sara Sampaio, mostrando come anche alcune delle top model mondiali non erano estranee ad abusi e molestie. Nel video realizzato da Harper Bazaar, Elliott Sailors ha raccontato: «Il fotografo mi fece fare cose umilianti. Mi disse di sputare sul mio stesso seno e fare altre cose che non volevo fare. Eseguii gli ordini ma poi scoppiai a piangere per la mortificazione. Continuò a scattare anche mentre piangevo».

TROPPO GIOVANI E TROPPO VULNERABILI

Uno dei punti su cui insiste l'articolo di Harper Bazaar e la Model Alliance è il fatto che le modelle siano una delle categorie più esposte agli abusi sessuali, soprattutto per la giovane età in cui le ragazze e i ragazzi cominciano la loro carriera. Spesso si trovano in situazioni che non conoscono, o che non sanno riconoscere, ma che sono a tutti gli effetti molestie e violenze. L'ingenuità e la grande disparità di potere che c'è fra loro, i fotografi e i direttori dei casting, crea facili situazioni di pericolo. Come ha ricordato Sara Ziff, che nel 2012 fondò l'organizzazione, quando aveva 14 anni fece il suo primo casting nello studio di un fotografo. Qui, trovò altre ragazze ad aspettare, ma gli scatti erano fatti una a una, così da trovarsi sole con l'uomo. Una volta dentro, lui cominciò a chiederle di spogliarsi, e lei, pensando di doverlo fare, pensando fosse così funzionava, rimase in biancheria intima: «Stavo di fronte a lui, con il mio intimo di Mickey Mouse, quando mi disse che doveva vedermi anche senza reggiseno. Al tempo credevo che dovessi fare tutto quello che mi veniva detto». Proprio in seguito a esperienze come questa ha deciso di lottare, 20 anni dopo, per fornire maggiore tutela legale contro ogni forma di sexual harassment.

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