20 Dicembre Dic 2017 1311 20 dicembre 2017

Giornalismo, nel 2017 uccise dieci reporter donne

Cala il numero complessivo di morti nel mondo dell'informazione, ma aumentano le vittime femminili.

  • ...
Giornaliste Uccise 2017

Di giornalismo si muore. Anzi, si viene uccisi. Il report di Reporters sans frontières riguardo all'anno 2017 conta 65 giornalisti assassinati, tra professionisti, citizen journalists e lavoratori del mondo dei media. E anche se i dati parlano di un 16% in meno rispetto al 2016, allo stesso tempo sale il numero delle giornaliste donne che hanno perso la vita a causa del loro lavoro: ben dieci, il doppio rispetto all'anno precedente. Come spiega il report, «molte delle vittime erano giornaliste investigative esperte e determinate, con uno stile di scrittura caustico. Nonostante avessero ricevuto delle minacce, avevano continuato a indagare e a denunciare la corruzione e altri casi che coinvolgevano politici o gruppi criminali, e per questo hanno pagato con le loro vite». LetteraDonna ha deciso di omaggiarle ricordando loro e il loro lavoro.

DAPHNE CARUANA GALIZIA

Il suo omicidio è forse stato il più eclatante del 2017. La giornalista maltese, uccisa il 16 ottobre da un'autobomba, aveva dato vita a un blog dove raccontava e denunciava la corruzione del suo Paese e dei politici, andando a scavare nei legami pericolosi che univano gli esponenti delle istituzioni alla malavita organizzata e ai trafficanti. Inoltre, aveva condotto un filone d'inchiesta sui Panama Papers e sulle società offshore che vedevano coinvolto il premier Joseph Muscat e sua moglie.

GAURI LANKESH

Il 5 settembre sette uomini armati uccisero a colpi di pistola, sulla soglia di casa, la direttrice del settimanale indiano Lankesh Patrike. La donna, 55enne, fino a quel momento si era distinta per le sue battaglie a favore dei diritti delle donne e per l'aspra opposizione al sistema di caste ancora vigente. Prima di essere uccisa, Lankesh era stata più volte minacciata su Internet, in particolare dai sostenitori del primo ministro Narendra Modi.

MIROSLAVA BREACH VELDUCEA

Forse in nessun altro Paese al mondo come in Messico i giornalisti sono consapevoli di mettere a rischio la propria vita. Ben 11 le vittime nel 2017, un dato secondo solo alla Siria (12 giornalisti uccisi). Velducea è stata uccisa il 23 marzo, crivellata di colpi mentre era alla guida della sua auto nella regione del Chihuahua. Pochi giorni prima di morire, aveva scritto un articolo in cui parlava del «conflitto tra i due leader di un gruppo criminale collegato al cartello della droga di Juarez».

VÉRONIQUE ROBERT

È una degli otto giornalisti rimasti uccisi in Iraq. Di nazionalità svizzera, era nel Paese per realizzare un'inchiesta televisiva. A toglierle la vita mentre stava accompagnando un'unità di forze speciali, il 19 giugno, è stato un esplosivo rudimentale. Nello stesso attentato sono morti il suo collega Stephan Villeneuve e il giornalista curdo-iracheno Bakhtiyar Haddad, che li accompagnava.

TUBA AKYILMAZ

Per 19 giorni la giornalista turca aveva lottato contro le ferite riportate il 3 marzo, quando era stata colpita dal fuoco di un cecchino. Infine, però, è deceduta. Tuba Akyilmaz aveva seguito le forze indipendentiste curde nella città irachena di Sinjar, teatro di accesi scontri fin dall'inizio del conflitto siriano.

KIM WALL

Ancora differente è la storia della giornalista svedese, il cui cadavere è stato fatto a pezzi dall'inventore danese Peter Madsen, che però ha negato l'omicidio. Kim Wall era salita a bordo del sottomarino costruito da Madsen, con l'intenzione di realizzare un profilo sull'inventore. Salpati il 10 agosto, dopo non si seppe più nulla della sorte di Kim Wall. Fin quando i resti del suo cadavere non vennero ritrovati in fondo al mare e sulle spiagge vicine.

MARÌA EFIGENIA VÁSQUEZ ASTUDILLO

L'8 ottobre la giornalista colombiana si era unita a un gruppo di indigeni che avevano occupato una tenuta agricola, in attesa di essere sgomberati dalla polizia. Negli scontri successivi, Astudillo venne colpita da due colpi di arma da fuoco, uno dei quali al petto. Mentre l'associazione degli indigeni colombiani ha accusato la polizia di quanto accaduto, le forze dell'ordine hanno dichiarato che sono stati gli stessi manifestanti a uccidere la giornalista.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso