14 Dicembre Dic 2017 1241 14 dicembre 2017

Tiziana Cantone: l'indagine per istigazione al suicidio è stata archiviata

La decisione è del giudice per le indagini preliminari di Napoli Nord. Nonostante i sospetti (tra cui l'ex fidanzato Sergio Di Palo), nessuno è mai stato indagato.

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Non è colpa di nessuno. O meglio, nessuno ha istigato Tiziana Cantone al suicidio. Ha deciso così il Giudice per le indagini preliminari di Napoli Nord che il 13 dicembre 2017 ha archiviato l'indagine per scovare presunti colpevoli che avrebbero portato la ragazza di Mugnano di Napoli a uccidersi il 13 settembre del 2016 in seguito alla diffusione di alcuni video hard sul Web. Era tanti i sospettati, tra cui anche l'ex findanzato Sergio Di Palo che, secondo la madre di Tiziana, è stato il maggiore responsabile della morte della figlia, o anche Mirko Rivola, incaricato dalla ragazza nella causa civile intentata contro i siti web che avevano pubblicato i video. Alla fine, però, nessuno è stato mai indagato e così il gip ha chiuso il fascicolo sulla presunta istigazione al suicidio.

PERCHÉ L'INCHIESTA È STATA ARCHIVIATA

Le indagini, affidate al sostituto procuratore Rossana Esposito, sono state lunghe e complesse. Ci sono stati anche degli 'accertamenti tecnici' come lo sblocco dell'iPhone di Tiziana Cantone del febbraio 2017, effettuato dai carabinieri della sezione cyber-crime del Comando provinciale di Napoli dopo mesi di lavoro. In quel periodo si pensava davvero che l'inchiesta fosse vicina a un punto di svolta, perché, accedendo ai file audio registrati prima del suicidio della ragazza, gli inquirenti pensavano di poter fare una ricostruzione piuttosto accurata di cosa fosse effettivamente successo. E scovare, quindi, i presunti colpevoli. Ma così non è stato.

L'INCHIESTA ARCHIVIATA AD APRILE 2017 PER DIFFAMAZIONE

Una decisione, quella del Gip di Napoli Nord, che si aggiunge a un'altra, pressoché identica, presa qualche mese prima: ad aprile del 2017. In quel caso, però, gli inquirenti stavano investigando sul reato di diffamazione. Cinque ragazzi, ai quali Tiziana aveva mandato i video, erano stati indagati ma il giudice, alla fine, chiese l'archiviazione.

C'È ANCORA UN'INDAGINE APERTA

Sulla vicenda di Tiziana Cantone resta aperta solo un'altra indagine, sempre della Procura di Napoli, in cui è indagato per calunnia Sergio Di Palo. Gli inquirenti ipotizzano che sia stato lui a convincere la ragazza a querelare i cinque e a indicarli come i responsabili della diffusione online dei video incriminati.

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