Natale 2017

Natale 2017

14 Dicembre Dic 2017 0900 14 dicembre 2017

Babbo Natale esiste davvero?

Cosa dire ai bambini che cominciano a dubitare della sua esistenza? E come dovrebbero comportarsi i genitori? Lo abbiamo chiesto a due esperti.

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Babbo Natale Esiste

Babbo Natale non esiste: i regali sotto l'albero li mettono mamma e papà. Prima o poi tutti i bambini lo vengono a sapere. Può capitare che a rivelare loro la verità sia un amichetto, ma può anche succedere che siano loro stessi a chiedere ai genitori se quel vecchietto che la notte di Natale parte dal Polo Nord volando su una slitta esiste davvero. E, allora, ogni anno per mamma e papà si ripete il dilemma: dire la verità oppure no? LetteraDonna ha provato a fare un po' di chiarezza sul comportamento da adottare.

IL PENSIERO MAGICO

Il Babbo Natale che fa parte dell'immaginario collettivo è una figura nata in epoca moderna che, com'è noto, deve molto alle pubblicità della Coca-Cola. Ma affonda le sue radici in antiche credenze e ha molto in comune con altre figure tipiche dello stesso periodo, come la Befana. Oppure come le fate, gli gnomi, persino gli angeli e Gesù Bambino, che per tradizione in alcune zone d'Italia porta i regali a Natale. «Babbo Natale ha un’importanza notevole e molteplice», spiega Alessandro Mariani, professore di pedagogia generale e sociale presso l’Università degli Studi di Firenze . «Con la sua connotazione di tipo magico, che riguarda la dimensione simbolica, coinvolge la sfera inconscia e appaga l’immaginario infantile». Babbo Natale, insomma, fa parte del 'pensiero magico' studiato da Jean Piaget, il padre della psicologia dello sviluppo.

L'IMPORTANZA DEL CONFRONTO

Oltre a «Sì, esiste» e «No, non esiste» sarebbe in realtà da preferire la contro-domanda «Tu che ne pensi?», ideale per instaurare un confronto genitori-figlio sull'argomento. Condizione necessaria è che il figlio sia ancora nella fase del pensiero magico. A conferma di quanto sia importante il confronto, Alessandro Mariani propone un'altra strategia: «Rilanciare, cercando di spiegare una bellissima frase de Il Piccolo Principe: 'Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi'. Ovvero, non limitarsi a registrare la presenza reale di Babbo Natale, ma riflettere sulla possibilità di continuare a immaginarlo indipendentemente dalla sua esistenza». I bambini hanno infatti bisogno della rassicurazione del soprannaturale e della positività del magico.

UN PICCOLO TRAUMA

Nel dubbio, mai prendere l'iniziativa e dire la verità al piccolo: «Il mondo a metà tra realtà e fantasia è importante per lo sviluppo del bambino, perché appartiene al mondo del gioco. Se possibile, mantenerlo in vita non può che essere positivo per lo sviluppo di un pensiero capace di fantasia e di immaginazione», spiega Andrea Smorti. Gli fa eco il collega Alessandro Mariani: «Come ha scritto Bruno Bettelheim, una razionalità prematura, al pari di ogni esperienza prematura, ci lascia scarsamente equipaggiati a far fronte alle vicissitudini e agli imprevisti della vita». E allora, Babbo Natale esiste. Basta crederci. Perché un po' di magia, in fin dei conti, non ha mai fatto male a nessuno.

L'IMPORTANZA DEL CONFRONTO

Oltre a «Sì, esiste» e «No, non esiste» sarebbe in realtà da preferire la contro-domanda «Tu che ne pensi?», ideale per instaurare un confronto genitori-figlio sull'argomento. Condizione necessaria è che il figlio sia ancora nella fase del pensiero magico. A conferma di quanto sia importante il confronto, Alessandro Mariani propone un'altra strategia: «Rilanciare, cercando di spiegare una bellissima frase de Il Piccolo Principe: 'Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi'. Ovvero, non limitarsi a registrare la presenza reale di Babbo Natale, ma riflettere sulla possibilità di continuare a immaginarlo indipendentemente dalla sua esistenza». I bambini hanno infatti bisogno della rassicurazione del soprannaturale e della positività del magico.

UN PICCOLO TRAUMA

Nel dubbio, mai prendere l'iniziativa e dire la verità al piccolo: «Il mondo a metà tra realtà e fantasia è importante per lo sviluppo del bambino, perché appartiene al mondo del gioco. Se possibile, mantenerlo in vita non può che essere positivo per lo sviluppo di un pensiero capace di fantasia e di immaginazione», spiega Andrea Smorti. Gli fa eco il collega Alessandro Mariani: «Come ha scritto Bruno Bettelheim, una razionalità prematura, al pari di ogni esperienza prematura, ci lascia scarsamente equipaggiati a far fronte alle vicissitudini e agli imprevisti della vita». E allora, Babbo Natale esiste. Basta crederci. Perché un po' di magia, in fin dei conti, non ha mai fatto male a nessuno.

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