13 Dicembre Dic 2017 1209 13 dicembre 2017

Uomini e influenza: quale tipo di maschio malato avete in casa?

Uno studio inglese ha detto che è colpa del testosterone se i maschi soffrono di più il raffreddore. Anche se lo dice la scienza, impossibile difenderli.

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«Come si fa a fidarsi di un essere umano che perde sangue per 5 giorni al mese e non muore?» si chiedeva Woody Allen. Un modo un po' contorto per ammettere che le donne, quando si parla di sofferenza fisica e resistenza, sono molto pù temprate di un uomo. Siamo abituate a convivere con dolori mestruali e annessi da quando siamo ragazzine, sviluppando una soglia del dolore non indifferente. I maschi, invece, sono ormai diventati famosi per la loro tendenza a 'gonfiare' un po' troppo i sintomi, soprattutto quelli influenzali. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal, purtroppo, sembra dare ragione a loro: la loro maggior sensibilità a raffreddore, tosse e mal di testa dipenderebbe dal testosterone, che delibiterebbe il loro sistema immunitario, abbassandone le difese in modo drastico. La ricerca, firmata dalla professoressa Kyle Sue, sembrerebbe quindi risolvere l'annosa questione a favore della popolazione maschile, giustificandone lamentele ed eccessi. A dirlo sarà anche la scienza, ma l'uomo malato è ormai diventato un persoanggio mitologico. Qui le cinque tipologie peggiori di influenza maschile.

IL PREVIDENTE

La categoria base, la più comune, ma non per questo 'normale'. Se vivete con un uomo (padre, fratello, coinquilino, fidanzato) e state per ammalarvi, quello inizierà a girarvi alla larga. Troppo forte il rischio di essere contagiato a sua volta: vi eviterà nei corridoi, spruzzerà disinfettante al vostro passaggio in bagno, cercherà di passare più tempo possibile fuori casa. Quando poi inizierà a sentire un 'leggero dolore alla gola' non mancherà di incolparvi e iniziare a imbottirsi di miele e aspirine. Se riuscirà a scampare il pericolo, sarà un eroe. Se invece cadrà nel tunnel dell'influenza, si dichiarerà vittima della perfidia femminile.

GLI EREMITI

Quando poi un uomo ha effetivamente la febbre (di solito se supera la soglia dei 37 gradi sul termometro), ha diversi modi di reagire. Fra questi, c'è l'isolamento totale. Se avete un amico con il raffreddore, preparatevi a non vederlo più uscire di casa per almeno una settimana. Anzi, di solito, non si spingerà neanche fuori dalla camera da letto. Il dottore deve essere a domicilio, e anche il percorso verso il bagno sembra esser diventato lunghissimo. Per i pranzi e le cene, come fare? Spesso l'eremita, quando si rende conto di star per morire di fame e non poter andare più avanti a tisane e formaggini, si trasforma in un'altra tipologia di malato: il mammone.

I MAMMONI

Il ricorso alla mamma, durante l'influenza, è un grande classico. Uomini adulti, fuorisede, fidanzati (ma anche mariti!) pensano che ci possa essere una sola persona in grado di salvarli, la madre. Non importa se anche voi vi offrirete di preparargli un brodo caldo, o andare a comprare le medicine, loro si fideranno ciecamente di chi li ha messi al mondo. Vuoi per istinto primordiale, vuoi perché si sentono più vulnerabili e 'bambini', ma da malato il maschio medio è un gran mammone.

GLI SCONTROSI

Questa è la categoria più pericolosa, o meglio, fastidiosa. Forse anche più della semplice lagnetta e del vittimismo solitamente imperante. Qualche uomo, da raffredato e influenzato, si trasforma improvvisamente in un orso bisbetico, intrattabile e suscettibile. Se avete a che fare con un individuo del genere, piacevole tutto il resto dell'anno ma insopportabile da malato, girategli semplicemente alla larga. La febbre farà il suo corso, passando, e così anche la sua antipatia.

I MARTIRI

Infine, ci sono i devoti alla causa: che si tratti di lavoro o di un impegno preso da tempo, i martiri si obbligheranno a presenziare anche con la febbre. Ovviamente, il loro spirito del sacrificio non potrà passare inosservato, ma troveranno il modo di far notare la loro malattia in maniera dimessa, ma costante. Un piccolo brividino ogni tanto, un colpo di tosse qua e là, la sciarpina sempre al collo, anche nel salotto di casa: per farvi sapere che loro ci sono, in punto di morte, stoici e coraggiosi, ma ci sono.

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