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11 Dicembre Dic 2017 1255 11 dicembre 2017

Nikki Haley contro Trump: «Ascoltate chi l'ha denunciato»

Giorni difficili per il Presidente: l'ambasciatrice Usa all'Onu, una dei suoi fedelissimi, rompe con la posizione della Casa Bianca sulle accuse di molestie sessuali contro di lui. 

 

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Sono giorni difficili per il presidente Trump, anche più del solito. Dopo l'annuncio di voler spostare l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme e aver fatto ripiombare nel caos Israele e Palestina, il tycoon deve fronteggiare nuove critiche, questa volta proveniente dall'interno. Dove, per interno, non si intende dai confini statunitensi, ma proprio da una dei suoi fedelissimi, Nikki Haley. L'attuale ambasciatrice USA all'Onu, incarico datole proprio dall'attuale Presidente, in un'intervista alla CBS si è detta «orgogliosa» del coraggio dimostrato da tutte le donne che hanno denunciato le molestie sessuali subite, precisando che anche quelle che hanno accusato Trump «dovrebbero essere ascoltate». Una posizione di rottura rispetto a quella ufficiale della Casa Bianca, che ha sempre evitato di commentare i precedenti di violenze e sessismo che circolano attorno al passato di The Donald. Più in generale, la Haley ha sostenuto il «cambiamento culturale» in atto, appoggiando provvedimenti come il Me Too Act approvato da Capitol Hill per limitare i casi di molestie alla Camera e al Senato.

LE ACCUSE CHE NON FINISCONO MAI

L'ultima in ordine di tempo, ma di storie simili su Trump se ne contano tantissime a partire dagli Anni '80, è stata Juliet Huddy, ex presentatrice di Fox News. Nel 2005, ha raccontato la Huddy, mentre si trovava in ascensore con il futuro Presidente, lui tentò di baciarla contro la sua volontà. A quel tempo non sporse denuncia, nè riuscì a reagire all'approccio. «Oggi avrei detto 'No!', all'epoca mi sono scusata», ha commentato la conduttrice. Segno che la consapevolezza su cosa sia una molestia o un abuso sessuale sta aumentando. Nel frattempo, altri guai in vista per il marito di Melania: lunedì 11 dicembre altre tre donne che lo avevano accusato, Jessica Leeds, Samantha Holvey, e Rachel Crooks, hanno in programma di parlare ai microfoni della NBC, per ribadire ancora una volta la colpevolezza dell'uomo. In quest'ottica, la presa di posizione su questo argomento di Nikki Haley risulta ancora più forte e decisa, soprattutto perché in passato si è dimostrata una delle politche più in linea con il pensiero e le decisioni di Trump.

UNA FAMIGLIA DI ORIGINI INDIANE

Nata Nimrata Randhawa il 20 gennaio 1972, la 44enne Nikki Haley non solo è una donna, 'categoria' già non particolarmente stimata da Trump (eccezion fatta per la figlia Ivanka e la moglie Melania): appartiene anche a una famiglia originaria dell'India e di religione sikh, arrivata negli Stati Uniti dal Punjab, stato al confine con il Pakistan. Suo padre Ajit, che insegnava all'università di Amritsar, ottenne una borsa di studio alla University of British Columbia in Canada, per poi trasferirsi dopo il dottorato in Carolina del Sud, dove è stato docente al Voorhees College.

COGNOME AMERICANO CON IL MATRIMONIO

Nimrata Randhawa, è nata a Bamberg, a una manciata di chilometri da dove lavorava il papà, e qui è cresciuta, con il nomignolo 'Nikki', che poi le è rimasto. Dopo la laurea alla Clemson University, ha iniziato a lavorare insieme alla mamma (e ai fratelli) nella ditta di famiglia Exotica International che, fondata nel 1976, è poi diventato un colosso nel settore dell'abbigliamento. Nel 1996, Nikki aggiunge il cognome Haley al suo soprannome, sposando Michael un impiegato del Dipartimento dell'Esercito: la coppia ha due figli.

SOSTENUTA DA ROMNEY E PALIN

Nel 1998, dopo aver lasciato la ditta di famiglia, Nikki ha ottenuto un impiego alla camera di commercio di Lexington. Avvicinandosi via via sempre di più alla politica, nel 2004 ha deciso di candidarsi alla Camera dei rappresentanti della Carolina del Sud, sconfiggendo a sorpresa il collega di partito repubblicano, in carica da 30 anni. Riconfermata per altri due mandati, nel 2010 Nikki Haley ha poi deciso di candidarsi alla carica di governatore dello Stato. Anche in questo caso, la scommessa si è rivelata un successo: sostenuta da importanti esponenti del partito come Mitt Romney e Sarah Palin, nonché governatore uscente Mark Sanford, la Haley ha vinto prima le primarie e poi le elezioni generali sul democratico Vincent Sheheen.

DA MARCO RUBIO A DONALD TRUMP

Prima persona di origini indiane a diventare governatore della Carolina del Sud (e seconda in generale dopo Bobby Jindal in Louisiana) e la più giovane attualmente in carica negli Stati Uniti, Nikki Haley è una repubblicana di ideologia conservatrice, contraria all'immigrazione illegale e fermamente pro-life. Da governatrice, ha promosso un’indagine su Planned Parenthood e due leggi restrittive sull'aborto: l’Opt Out of Abortion Act (che consente ai datori di lavoro di non pagare per l'aborto alle dipendenti) e il Born-Alive Infant Protection Act (che riconosce dignità di persone ai piccoli sopravvissuti all'aborto, assicurando loro accompagnamento e, se non possono sopravvivere, cure palliative). Dal South Carolina, la Haley ha acquisito notorietà nazionale quando, dopo l'attacco da parte di un suprematista bianco contro la chiesa afroamericana di Charleston, in cui rimasero uccise nove persone, convinse il Congresso locale a rimuovere la bandiera confederata, simbolo identitario per parte della popolazione e di razzismo per il resto.

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