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11 Dicembre Dic 2017 1750 11 dicembre 2017

Molestie sessuali, l'arte di (non) chiedere scusa

Harvey Weinstein, Kevin Spacey e gli altri accusati non hanno mai detto in modo esplicito di essere dispiaciuti delle loro azioni. Ma perché?

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Lo scandalo Weinstein e, più in generale, i casi di molestie sessuali del 2017 ci hanno insegnato che si può chiedere scusa, senza chiedere (effettivamente) scusa. A prima vista, può sembrare un controsenso, è vero. Ma non è così. A fine novembre, infatti, W Magazine aveva stilato la classifica delle 'peggiori scuse', analizzando e selezionando tutti i discorsi pubblici di chi è stato accusato di abusi sulle donne. Un elenco che riguarda sia il mondo dello spettacolo, sia quello della politica. E nessuno dei 'nominati' ha mai detto direttamente: «Chiedo scusa» o qualcosa di simile. No. Ad esempio Ben Affleck ha detto che ognuno è responsabile delle proprie azioni, il politico Roy Moore ha spiegato che tutte le accuse nei suoi confronti sono un «attacco politico», e così via, fino ad arrivare al vincitore Kevin Spacey: «Ho amato e ho avuto incontri romantici con uomini per tutta la mia vita, e ora scelgo di vivere da gay». Tralasciando il fatto di aver molestato il collega Anthony Rapp. Evidentemente, per l'attore, sono solo dettagli. Ma, allora, è un problema di memoria o è una scelta ponderata? Jay Rayner del Guardian si è posto il problema e ha provato a dare una risposta.

IL GENERATORE AUTOMATICO DI SCUSE

Giusto per essere chiari: le non scuse pubbliche non sono un'opinione di un solo o di una sola giornalista. L'opinione pubblica, in primis quella americana, se n'è accorta. Il 20 novembre 2017, la scrittrice e giornalista Dana Schwartz ha creato Celebrity Perv Apology Generator, un sito web che genera automaticamente delle scuse, scimmiottando e prendendo in giro le dichiarazioni pubbliche delle celebrities. Abbiamo deciso di provarlo per vedere se i risultati fossero quantomeno verosimili.

As a male feminist, I am deeply ashamed (but not “sorry” because that means I’m guilty of something). At the time I believed that my sociopathic manipulation of the 22-year-old in my office was consensual, and of course now I realize my behavior was wrong. In conclusion, I will not change anything about my actions or behavior.

Come uomo femminista, mi vergogno profondamente (ma non dico «Mi dispiace» perché significa che sono colpevole di qualcosa). All'epoca credevo che la mia manipolazione sociopatica della 22enne nel mio ufficio fosse consensuale e naturalmente ora capisco che il mio comportamento era sbagliato. In conclusione, non cambierò nulla delle mie azioni o dei miei comportamenti.

Il primo tentativo è risultato positivo: la dichiarazione è piuttosto verosimile. Continuiamo. Premiamo 'Try again' ('Prova ancora').

As the father of daughters, harassment is completely unacceptable — especially when people find out about it. I was intoxicated at the time, and of course now I realize my behavior was wrong. In conclusion, I will wait 2-3 years before reappearing in film and TV and just sort of hope you all forget about this.

Lo dico da padre: le molestie sono completamente inaccettabili, specialmente quando le persone lo scoprono. All'epoca ero in stato di ebbrezza e naturalmente ora capisco che il mio comportamento era sbagliato. In conclusione, aspetterò due-tre anni prima di riapparire nel cinema e in tv e spero che voi tutti vi dimenticherete di questo.

Anche in questo caso, semaforo verde. Potremmo continuare ma i risultati sono sempre piuttosto tendenti alla realtà. In fondo l'ironia sta proprio in questo, oltre al fatto di rendere espliciti i 'non detti' delle celebrità accusate.

DISPIACIUTI DI COSA?

Secondo Dana Schwartz, quindi, non si tratterebbe di perdita di memoria ma di scelta consapevole. Ma per trovare una risposta esauriente, il giornalista del Guardian Jay Rayner ha voluto sentire anche l'opinione di Jonathan Shalit, agente dello showbiz che rappresenta molte star del Regno Unito. Secondo lui, il problema è l'intento: la parola «'scusa' è una delle parole più potenti. La problema che hai con le scuse di persone come Weinstein e Spacey è che sembra che non siano dispiaciute per il comportamento. Sono dispiaciuti di essere stati scoperti. Se hai intenzione di dire 'scusa' devi sembrare sincero. La maggior parte della gente fa casini. Ciò che conta è come te ne occupi dopo. Puoi rimediare alla maggior parte delle cose».

COME CHIEDERE SCUSA IN MODO PERFETTO

Sempre rimanendo nel settore, Jay Rayner ha fatto qualche domanda a Eli Attie, ex consigliere di Bill Clinton e Al Gore e poi scrittore e produttore della serie The West Wing. Quindi, esiste il modo perfetto per chidere scusa? «Riguarda la grazia assoluta e non l'amarezza o la negazione di ciò che si è fatto», spiega Attie. E continua: «Ho letto qualche discorso pubblico degli accusati: alcune di queste persone potrebbero essere in grado di tornare tra cinque o dieci anni. Ma chi ha fatto scuse piene di rancore, beh, per loro è la fine». E il futuro di Weinstein e Spacey? «Per loro non c'è redenzione».

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