6 Dicembre Dic 2017 1640 06 dicembre 2017

Time person of the year 2017: i Silence Breakers di #MeToo in copertina

Non è nè un uomo nè una donna la persona dell'anno della rivista americana. È il movimento contro le molestie sessuali ad essere stato scelto come simbolo di questi ultimi 12 mesi. 

  • ...
Time Person Year 2017 Metoo

Il 2017 non avrà un uomo o una donna dell'anno, secondo il TIME, ma ne avrà decine di migliaia. A essere ricordati come le figure più rappresentative dell'anno, e a essere stati scelti per andare sulla copertina di dicembre della rivista, sono coloro che hanno infranto il silenzioSilence Breakers», li hanno chiamati) e hanno denunciato le molestie e gli abusi sessuali subiti sui luoghi di lavoro, in famiglia, a scuola. Una presa di coraggio e di posizione che a partire dalle rivelazioni dello scandalo Weinstein si è estesa a macchia d'olio in tutto il Mondo, soprattutto in Rete, dove le vittime hanno avuto il modo di condividere le proprie esperienze, una incoraggiata dall'altra, e chiedere la fine di ogni tipo di violenza. Come simbolo della candidatura è stato scelto l'hashtag #MeToo, che campeggiava nella lista dei possibili vincitori insieme a Donald Trump, Xi Jinping, i Dreamers (i bambini arrivati negli Stati Uniti da piccoli e ora a rischio espulsione sotto l'attuale presidenza), Colin Kaepernick (atleta afroamericano che ha manifestato contro il razzismo ancora presente nel Paese), Kim Jong Un e Jeff Bezos. Sulla possibilità di essere eletto per il secondo anno di fila, il presidente Trump si era già espresso con un tweet il 24 novembre. Aveva, di fatto, rinunciato alla candidatura, mentre il TIME non aveva commentato il suo rifiuto preventivo. Ironico che alla fine la scelta sia ricaduta su un movimento così lontano dal tycoon, che a sua volta ha ricevuto tantissime accuse da parte di diverse donne. Lo spirito dietro la decisione del giornale è da rintracciare nella vastità che le denunce sono riuscite a raggiungere, mostrando come le disparità e le ingiustizie siano presenti in quasi ogni ambiente, società, Nazione. E la copertina di TIME è l'ennesimo passo avanti di quello che le donne, unite, possono riuscire a fare: far sentire la loro voce.

«La galvanizzante azione delle donne che abbiamo voluto in copertina, insieme a quella di centinaia di altre e anche a quella di molti uomini hanno scatenato uno dei più veloci cambiamenti culturali dagli Anni '60 a oggi», ha detto il direttore di TIME Edward Felsenthal presentando la copertina in diretta al Today show su Nbc, sì, proprio il programma condotto fino a pochi giorni fa da quel Matt Lauer cacciato anche lui per molestie. «La scelta di quest'anno è particolarmente nello spirito della selezione della person of the year che TIME fa fin dal 1927. Ci sono individui che ispirano il mondo e queste donne hanno spinto tutti a smettere di accettare l'inaccettabile». Per rappresentarli tutti, sono state scelti questi cinque volti.

ASHLEY JUDD

L'attrice californiana fra le prime a denunciare le molestie subite da harvey Weinstein, apparsa come testimone del pezzo del New York Times che diede il via allo scandalo. Nel 1997 Ashley Judd fu invitata dal produttore a salire nella propria camera d'albergo, per quello che doveva essere un incontro di lavoro. Uno schema che, come abbiamo capito negli ultimi mesi, era la prassi l'uomo. Weinstein le si presentò in accappatoio e le chiese di fargli un massaggio o di guardarlo mentre faceva la doccia.

SUSAN FOWLER

Susan Fowler, la giovane ingegnera di Uber che ha denunciato il clima misogino e di violenza psicologica e fisica che le donne sono stata costrette a subire all'interno dell'azienda. La sua testimonianza ha portato al licenziamento del CEO Travis Kalanick e di altri 20 dipendenti. Uno dei molti 'fronti' aperti dal movimento #MeToo è stato proprio quello della Silicon Valley. dove le disuguaglianze fra sessi sono ancora fortissime.

ADAMA IWU

Adama Iwu, che ha contribuito alla causa con il suo sito We said enough, dedicato alla denuncia delle molestie sessuali nel mondo del lavoro e della politica in particolare. La Iwu lavora come lobbysta di Visa.

TAYLOR SWIFT

Quello di Taylor Swift è probabilmente il volto più noto fra quelli in copertina. TIME l'ha scelta per la causa che l'ha vista contro il dj David Mueller, che l'aveva palpeggiato nel 2013, dopo un concerto a Denver. Per via delle accuse, l'uomo perse il suo posto di lavoro, denunciando la Swift per diffamazione. Il processo, che la giovane pop star ha vinto, si è concluso nell'agosto 2017.

ISABEL PASCUAL

Infine, Isabel Pascual, pseudonimo della quinta donna in copertina, che da raccoglitrice di fragole ha raccontato pubblicamente le minacce che le sono state rivolte dopo che aveva denunciato le molestie subite al lavoro.

NON SOLO HOLLYWOOD

Le storie di copertina non sono che una minima parte del fenomeno, che ha toccato non solo donne, ma anche uomini. Come ha dimostrato il caso di Kevin Spacey, accusato da diversi giovani uomini di averli molestati. Quello che è successo, negli ultimi mesi del 2017, ha toccato chiunque, maschi e femmine. Il cambiamento che sta avvenendo è fondamentale perché universale, e più profondo e radicale di quelli avvenuti sinora. Dopo #MeToo sono arrivati il #BalanceTonPorc francese, il Me Too Act di Washington, per aiutare le vittime in Campidoglio a farsi avanti, la campagna #MeAt14 contro il repubblicano Roy Moore, presunto responsabile di decine di abusi nei confronti di giovani ragazze, e tanti altri casi simili.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso