Scandalo Weinstein

Scandalo Weinstein

6 Dicembre Dic 2017 1359 06 dicembre 2017

Scandalo Weinstein, il sistema per nascondere le molestie

Il New York Times rivela in un nuovo articolo come il produttore pagasse avvocati, giornalisti e investigatori per coprire i propri abusi.

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Harvey Weinstein Scandalo Molestie

Per circa 30 anni Hollywood è stata avviluppata da una ragnatela fatta di giornalisti, investigatori privati, avvocati, agenti, produttori e assistenti. Al centro di questa rete, il grande ragno tessitore pronto a tappare la bocca in ogni modo alle sue vittime: Harvey Weinstein. A circa di due mesi di distanza dallo scoppio dello scandalo, il New York Times non ha ancora mollato l'osso sulle molestie e gli abusi del potente produttore: e nel suo scoop più recente, pubblicato il 5 dicembre, ha rivelato come quello messo in piedi da Weinstein fosse un vero e proprio sistema pervasivo e ramificato, in grado di arrivare ovunque e colpire chiunque.

FARE TERRA BRUCIATA

La nuova inchiesta del Nyt è stata realizzata intervistando 200 persone, che hanno fatto luce sui comportamenti di Weinstein e confermando ulteriormente le tattiche prevaricatrici già denunciate da numerose attrici e impiegate. L'agente di Rose McGowan, la quale stava scrivendo un memoriale in cui raccontava delle molestie subite, aveva ad esempio ricevuto offerte di denaro da parte di Weinstein per abbandonare McGowan e dedicarsi ad altri affari.

L'ARMA DEL RICATTO

Ma Weinstein non terrorizzava solo le attrici; anche i suoi partner commerciali non potevano permettersi di opporsi ai suoi comportamenti. O, altrimenti, Weinstein avrebbe portato alla luce i loro scheletri nell'armadio, magari diffondendoli a mezzo stampa tramite giornalisti sul suo libro paga. Pare che anche tra gli agenti si celassero alcuni scagnozzi di Weinstein. Ben otto di loro facevano parte della potentissima Creative Artists Agency, e pur essendo a conoscenza dei comportamenti predatori di Weinstein non esitavano a mandare da lui le loro attrici.

COMPRARE LE TESTIMONIANZE

Weinstein, come detto, aveva però anche dei rapporti molto stretti con alcuni gruppi editoriali, come American Media, che pubblica tra gli altri il National Enquirer e Radar. Il National Enquirer, in particolare, per proteggere Weinstein comprava dalle vittime i diritti per raccontare la storia, salvo poi rifiutarsi di pubblicarle. Ambra Battilana è tra le donne che erano state contattate dall'Enquirer, ma lei si rifiutò di vendere la propria storia alla testata.

DEMOCRATICI IGNARI?

Ma nei confronti di Weinstein, com'è noto, anche la politica ha chiuso un occhio. Anzi, tutt'e due. Nell'ambito della nuova inchiesta del Nyt, Lena Dunham ha rivelato di aver messo in guardia diverse persone dello staff elettorale di Hillary Clinton, spiegando loro che a Hollywood tutti erano a conoscenza dei comportamenti del produttore. Gli avvertimenti di Dunham, però, rimasero lettera morta. Elrod e Schake, le due persone citate da Dunham, hanno però negato di essere mai state avvertite della cosa.

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