6 Dicembre Dic 2017 1910 06 dicembre 2017

Andrea Chénier, la Prima 2017 alla Scala

La trama dell'opera (in breve), chi sono gli interpreti e il direttore d'orchestra che il 7 dicembre portano in scena il testo di Giordano, da 32 anni assente dal teatro di Milano. 

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Per i milanesi, il 7 dicembre vuol dire soprattutto una cosa: il ponte di Sant'Ambrogio. La fortuna di avere il proprio vicino al giorno dell'Immacolata, però, non fa dimenticare alla città una delle sue più grandi fonti d'orgoglio, l'inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala. Come ogni anno, si annuncia un appuntamento schiacciato fra norme di sicurezza da una parte e polemiche di eccessivo esibizionismo dall'altra. E, soprattutto, un banco di prova severissimo per interpreti e direttore d'orchestra. Ad andare in scena è l'Andrea Chénier di Umberto Giordano, che fa ritorno sul palco scaligero dopo 32 anni di assenza. Grande attesa per la presenza della soprano russa Anna Netrebko, mentre gioca in casa il direttore, il milanese Riccardo Chailly. Abbiamo raccolto un po' di cose da sapere per questa Prima del 2017.

DOVE VEDERLA (SE NON SIETE A TEATRO)

La Prima, che come ogni anno ha inizio alle 18.00 del 7 dicembre, viene trasmetta su Rai 1. Per chi volesse seguirla, il collegamento inizia dalle 17.45. In occasione del 50esimo anniversario della scomparsa di Victor de Sabata, la recita viene dedicata al suo ricordo. De Sabata fu il direttore d'orchestra che, nel 1951, decise di anticipare l'apertura della stagione dal 26, Santo Stefano, al giorno di Sant'Ambrogio, patrono di Milano. Per i milanesi, e chi si trova in città, viene riproposta per il settimo anno l'iniziativa 'La Prima Diffusa': 30 luoghi di interesse in cui assistere alla diretta.

L'OPERA, ANDREA CHÉNIER

L'opera, Andrea Chénier, fu messa in scena per la prima volta proprio alla Scala, nel 1896. Fu scritta da Umberto Giordano, con libretto di Luigi Illica. Insieme a Cavalleria Rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo è considerata fra le massime espressioni liriche del verismo, e per questo è apprezzata per la forte gestualità scenica e la componente vocale d'effetto. L'ambientazione è quella della Rivoluzione Francese: il protagonista, Andrea Chénier, è un giovane poeta che si trova coinvolto insieme all'amata Maddalena di Coigny nelle violente repressioni che seguono l'instaurazione del Regime del Terrore di Robespierre. E proprio lui, la guida dei moti del 1789, finì per mandarli entrambi a morte. Come contraltare di Chénier, illuminato intellettuale, c'è il giovane servitore Gerard, da sempre innamorato della contessina di Coigny.

IL DIRETTORE, RICCARDO CHAILLY

Il direttore scelto per dirigere l'ensemble è Riccardo Chailly, da molti indicato come l'uomo giusto per esaltare i tratti di un'opera troppo spesso ridotta al semplice rango di nazional-popolare, e per questo sottovalutata dalla critica di settore. Chailly, che aveva già messo in scena l'Andrea Chénier negli Anni '80, sempre alla Scala, è un grande estimatore della produzione verista. Nato nel 1953, proprio a Milano, è stato assistente di Claudio Abbado a soli 20 anni e nel 1978 fece il suo debutto scaligero con I masnadieri di Giuseppe Verdi. Un curriculum tutto meneghino che gli varrà sicuramente il favore del pubblico.

IL REGISTA, MARIO MARTONE

Napoletana, invece, la regia, che è stata affidata a Mario Martone. Suo Il Giovane Favoloso del 2014, con Elio Germano nei panni di Giacomo Leopardi. Se anche lo conosciamo più per i suoi film, l'esordio di Martone fu teatrale, nel 1976. Negli anni ha ricoperto il ruolo di direttore artistico del Teatro Argentina di Roma e del Teatro Stabile di Napoli e Torino. Sua la sfida di raccogliere e raccontare in chiave attuale la potenza distruttiva e insieme positiva della Rivoluzione Francesce.

LA DIVA, ANNA NETREBKO

L'Andrea Chénier viene definita un'opera per tenori (e infatti il suo protagonista è maschile), con alle spalle una tradizione di grandi interpreti: vestirono i panni del giovane francese sia Gigli che Pavarotti. Eppure, quest'anno, gli occhi della critica si annunciano essere tutti per Anna Netrebko, soprano nel ruolo di Maddalena. La russa esordì alla Scala nel 1998, per poi farvi ritorno in diverse occasioni. Nel 2015, l'abbiamo vista diretta sempre da Chailly, nella Giovanna d'Arco di Verdi. Con lei sul palco, quest'anno, il marito Yusif Eyvazov, che, ironia della sorte, è il suo amato, Andrea Chévier, anche nella finzione. Prima della Netrebko, l'altra grande contessa di Coigny fu Maria Callas, che interpretò il personaggio nel 1955. Al suo nome è legata l'aria più famosa di Maddalena, La mamma morta.

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