1 Dicembre Dic 2017 1918 01 dicembre 2017

Sesso in Corea del Sud: le donne reclamano il piacere per sé

Nel Paese asiatico le cose stanno cambiando: la popolazione femminile rivendica i propri diritti.

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Sesso Corea Sud Donne

Strano Paese, la Corea del Sud: puoi trovarci Jeju Loveland, il parco dei divertimenti tutto dedicato al sesso. O l'Haesindang Park, dove protagonista indiscusso è il pene. E però, allo stesso tempo, sempre in Corea del Sud si trovano una moltitudine di coppie giovani e meno giovani dove il sesso è un miraggio. Un articolo del Korea Times del 2016 rivelava che il popolo sudcoreano si classificava in seconda posizione tra quelli che facevano meno sesso, secondi solo ai vicini giapponesi. A quanto pare, però, negli ultimi tempi qualcosa sta cambiando. Perché, anche grazie ai social media, i giovani sudcoreani stanno rivendicando il loro diritto a una sessualità più libera e aperta. E in prima linea ci sono le donne.

ANCHE LE DONNE VOGLIONO PARLARE DI SESSO

Tra le voci più attive e convinte di questo movimento c'è quella di Lin Yu-han: «Perché devi essere impegnata o sentire una profonda responsabilità per fare sesso? Se lui è un figo con un bel corpo, saltaci sopra e basta», aveva scritto in uno dei suoi post. Provocatoria, ma per un fine 'nobile', come ha spiegato al Guardian: «Molte persone sono ancora convinte che per una donna parlare di sesso in pubblico è sconveniente, mentre gli uomini parlano di sesso in continuazione».

FIORISCONO I SEX SHOP

Insomma, non solo in Corea del Sud di sesso se ne fa poco, ma quel poco è anche appannaggio della sola volontà maschile. Raramente alle donne è concesso prendere l'iniziativa. Almeno finora. A Seoul cominciano a diffondersi i sex shop, alcuni dei quali dedicati unicamente a una clientela femminile. Dal design ricercato e accogliente, immersi in un ambiente luminoso, hanno ben poco in comune con l'idea di squallore associata a luoghi simili. L'attenzione nei confronti delle clienti è massima, al punto che insieme ai vibratori vengono distribuiti anche dei volantini che spiegano con esattezza dov'è il clitoride e come funziona.

TIMIDEZZA ADDIO

C'è ancora molta timidezza in Corea del Sud, riguardo al sesso. Al punto che in certi frangenti i sudcoreani preferiscono usare vocaboli in inglesi piuttosto che nella loro lingua madre. Peggio ancora per le donne, che non possono raccontare le proprie esigenze sessuali senza essere additate, spesso, come delle poco di buono: e quindi il piacere, almeno per ora, tocca cercarselo da sole, nei sex shop di cui sopra. Per fortuna anche i media cominciano a parlare di sesso in maniera più libera. Comincia a spuntare qualche programma televisivo un po' più audace e informativo. E il sistema giudiziario, nel frattempo, comincia a fare piazza pulita di leggi legate a una mentalità ormai sorpassata.

LA CHIESA STORCE IL NASO

Pochissimo, ma sono bastate queste poche scintille per permettere alle donne coreane di cominciare a rivendicare i propri diritti sessuali. Il sesso, pian piano, sta diventando più ricreativo e meno opprimente, meno legato all'istituzione della famiglia e alla necessità della riproduzione. Meno entusiasti sembrano le comunità cristiane del Paese, secondo cui questo cambiamento radicale sta avvenendo troppo in fretta e, soprattutto, sta andando nella direzione sbagliata.

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