28 Novembre Nov 2017 1300 28 novembre 2017

Violenza domestica sulle donne: come riconoscerla

Non sempre serve un occhio nero per avere una vittima di abusi. Ci sono tipi di controllo, emotivo e psicologico, pericolose quanto quello fisico. 

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Non serve un occhio nero per avere un abuso, non servono vestiti strappati per avere uno stupro. Ancora troppo spesso l'immagine della violenza sulle donne è legata a immagini forti, quasi eclatanti. Senza quelli, per molti, non c'è un colpevole o un vittima, ma quasi due complici. In realtà, le cose sono più complesse di così. Soprattutto se chi fa del male è uno di famiglia, un fidanzato o un marito. In quei casi tutto rimane sotto traccia, non visto e non detto. Ma si tratta comunque di violenza domestica. Ce ne sono diversi tipi, e bisogna saperli riconoscere. Per non sottovalutarli, per combatterli e per toglierci da situazioni nocivi e potenzialmente pericolose.

CONTROLLO COSTANTE

Una forma di abuso molto comune, che spesso non viene percepita o riconosciuta come tale, è il controllo che un membro della coppia, o della famiglia, esercita sull'altro. Può significare che le cose che facciamo, le persone che vediamo e i nostri spostamenti debbano essere 'approvati' o comunicati al nostro partner, sempre. Una situazione del genere può degenerare, a volte, in successive forme di violenza, non solo psicologica ma anche fisica. Il rischio è quello di consegnare la propria vita nelle mani di chi ci vuole controllare, senza rendercene conto finché è troppo tardi.

ABUSO FINANZIARIO

Quando qualcuno vuole prendere in mano le fila della nostra vita, una delle prime cose da fare è poterci controllare da un punto di vista finanziario. I soldi conferiscono una forma di potere immediato. Può voler dire toglierci l'accesso ai conti o, in modo più subdolo, impedirci di lavorare in tranquillità, o minare la nostra reputazione professionale. In qualsiasi caso, l'abusatore vuole diventare l'unica nostra forma di sostentamento, così da renderci dipendenti e sottomosse alle sue volontà.

ABUSO TECNOLOGICO

La tecnologia, purtroppo, ha fornito nuovi strumenti di controllo ai partner violenti. Un primo passo può essere chiedere di condividere gli stessi profili social, o di avere le password di computer, telefoni e l'accesso ad account mail e Facebook. Più informazione ha a sua disposizione un abusatore, più avrà possibilità di controllarci e manipolarci. Per questo è importante riuscire a definire i propri spazi e difenderli, anche quando si tratta di spazi online. Un altro problema legato a questo argomento è il revenge porn, cioè la diffusione di materiale intimo, fotografico e video, in Rete, senza il consenso della persona interessata. Una forma di violenza spesso utilizzata da ex in cerca di vendetta.

STALKING

Molto simile alla prima categoria, ma spesso lo stalking non implica il controllo diretto su quello che facciamo. Si può trattare 'solo' di sapere cosa facciamo e dove siamo in ogni singolo momento della nostra giornata. Purtroppo anche in questo caso le tecnologie non aiutano. O meglio, bisogna essere in grado di impedire che vengano utilizzate contro di noi. Bisogna prestare attenzione a certe funzioni applicazione come Snapchat e Instagram, e alla geolocalizzazione automatica dei nostri post sui social network. E ancora, chi ha un iPhone dovrebbe sapere come attivare o disattivare la funzione 'Trova amico'.

CONTROLLO EMOTIVO

Quando una persona abusiva minaccia di suicidarsi o di farsi del male nel caso noi decidemmo di andarcene, è solo un altro segnalo del controllo emotivo che vuole costruire su di noi. Molti utilizzano il senso di colpa come principale arma per manipolarci. È un modo subdolo di farci sentire responsabili del loro dolore, e insieme le uniche a poterlo lenire, mettendoci in una situazione di stallo e blocco. Se un partner ha seriamente dei pensieri suicidi o autolesionisti, la miglior cosa da fare è incoraggiarlo a vedere uno specialista e non prendere su di sè il carico della sua guarigione.

RABBIA ECCESSIVA

Gli scoppi d'ira, la rabbia incontrollata e la violenza su oggetti sono comunque delle forme di abuso. Solo perché il punto di sfogo non siamo noi, non significa che un partner con costanti e repentini sbalzi d'umore non stia portando avanti una forma di abuso. Vivere nel terrore di una rappresaglia per qualsiasi nostra azione è emotivamente sfiancante ed è una cosa che non andrebbe accettata.

USARE I FIGLI CONTRO IL/LA PARTNER

Le relazioni abusive in cui sono coinvolti dei bambini, hanno diversi modi per colpire una vittima. I figli possono essere usati per ricattare e minacciare: quando si cerca di uscire dal controllo del partner, quello può metterci davanti a battaglia legali per la loro custodia, o peggio, impedirci di vederli e persino rapirli. Questo nei casi più estremi. Prima di arrivare a questo punto, però, i bambini possono essere manipolati, finendo per essere contro la vittima. Un comportamento che fa male a tutte le parti coinvolte, tranne, ovviamente, l'abusatore.

TRASMETTERE VOLONTARIAMENTE MALATTIE SESSUALI

L'abuso sessuale prende moltissime forme. Una, subdola e di cui spesso non ci rendiamo conto, è la trasmissione volontaria di malattie sessuali. Che si tratti di infezioni, o di qualcosa di più grave, spesso i partner abusivi e che vogliono aver il controllo su di noi lo vedono come un modo per renderci meno attraenti agli occhi degli altri. Contagiandoci vogliono isolarci.

SESSISMO

Altra forma di violenza è, ovviamente, il sessismo. Portare avanti l'idea della superiorità maschile, della divisione dei ruoli e della sottomissione della donna, contruibisce a creare un clima di tensione e controllo che impedisce alla vittima di percepirsi al pieno delle sue possibilità. Chiudere gli orizzonti, minare la sicurezza in se stessi e limitare le forme di espressione sono classici mezzi di abuso mentale ed emotivo che finiscono con l'annullare la volontà di chi subisce.

VARIE FORME DI RICATTO

In generale, ogni volta che un parnter violento è a conoscenza di una nostra debolezza quella sarà sfruttata contro di noi. In America, per esempio, una forma di controllo molto forte è esercitata nelle coppie in cui uno dei due è un immigrato irregolare. La sua condizione di illegalità lo rende un target facile di ricatti e minacce, rendendo completamente sotto il controllo dell'altro.

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