27 Novembre Nov 2017 1631 27 novembre 2017

Violenza sulle donne, la giornalista Laura Tangherlini: «I miei tre anni di inferno»

La cronista di Rai News 24 racconta il calvario vissuto con l'ex fidanzato, tra minacce, ricatti e botte. «Credevo fosse amore, al massimo gelosia. Solo dopo ho capito che si trattava di controllo e ossessione. Ero come paralizzata».

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Laura Tangherlini

«La violenza domestica è toccata anche a me».
Inizia così, senza giri di parole, il lungo racconto della giornalista di Rai News Laura Tangherlini, che ha scelto di rompere il silenzio nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne con un post su Facebook.
«I momenti di passione e chimica infinite, uniti a quelli in cui mi faceva sentire una principessa, mi trattenevano incatenata a lui. E mi facevano credere che il suo fosse amore, al massimo gelosia. E che fossi io a sbagliare e a meritare le sue reazioni. Solo dopo ho capito che si trattava di controllo, ossessione, egoismo, totale manipolazione. Eppure anche a quel punto non riuscivo a spezzare le catene. Ero come paralizzata, confusa e tanto infelice».

I RICATTI, LE MINACCE, LE BOTTE

Un inferno, quello vissuto per tre anni insieme al suo ex fidanzato conosciuto durante un viaggio di lavoro a Beirut, che la giornalista è riuscita a superare - oggi è felicemente sposata con un altro uomo - ma che non può dimenticare, così come le violenze che accettava quotidianamente senza riuscire a ribellarsi: «Le botte, gli insulti continui, i ricatti, le vendette, le minacce», stretta tra la paura che potesse lasciarla e quella che potesse ucciderla. «Ricordo che non potevo telefonare neppure ai miei genitori e che il mio telefono non poteva essere occupato. Ricordo le minacce mentre ero in onda e le accuse di flirtare con i telespettatori se non mostravo il suo anello a ogni singola inquadratura. Ricordo che era tutto assurdo, surreale, che non capivo, che lui non mi capiva. Ma restavo lì. Per uno, due anni».

AMARE È AVERE FIDUCIA

Un terrore che la accompagnava, nonostante continuasse a restare immobile, ma che non era più solo suo. «Ricordo la paura mia, dei miei amici, dei miei familiari. Ricordo che pure loro mi dissero di scegliere, loro o lui. Scelsi lui. E rimasi ancora piu sola e in pericolo», preosegue. «Ricordo l'ultima volta che lo vidi, mi inseguiva in auto per le vie di Los angeles dandomi della puttana perche per l'ennesima ed ultima volta stavo scappando dalle sue botte dopo che per la prima volta avevo invece rifiutato un approccio fisico». Quella fuga, spiega la giornalista, fu finalmente la definitiva: «Quei tre anni di infernali montagne russe mi han fatto capire una cosa. Non può essere il sesso il punto dell'essere amate. Il punto è essere rispettate e tutelate, nel letto e fuori. È poterti fidare davvero di chi hai accanto e poter essere se stessi, senza dover temere conseguenze». Un messaggio che vuole andare dritto a tutte le donne, ragazzine o mamme che siano, per dire loro che sarà doloroso, ma uscirne si può. Sempre.

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