21 Novembre Nov 2017 1647 21 novembre 2017

Molestie nella ginnastica artistica, Simone Biles contro Gabby Douglas

«È nostro dovere di donne vestirci in maniera modesta. Se mettiamo abiti sexy stimoliamo la parte sbagliata della massa». Un tweet infelice della ginnasta 22enne scatena la collega Biles.

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Simon Biles

Che brutto effetto fa sentir dire da una campionessa brillante e giovanissima, nata nel 1995, che un abbigliamento femminile puro e casto può disincentivare le molestie sessuali.
Lei è la ginnasta statunitense Gabby Douglas, campionessa olimpica nel 2012 e vicecampionessa del mondo nel 2015, che ha fatto parlare di sé per un tweet infelice: «È nostro dovere di donne vestirci in maniera modesta e di classe. Vestirci in modo provocatorio e sexy stimola la parte sbagliata della massa», ha scritto la sportiva, commentando le testimonianze delle atlete McKayla Maroney e Aly Raismanch, che hanno accusato di molestie sessuali l’osteopata americano Larry Nassar, già in carcere per possesso di materiale pedo-pornografico.
Un'uscita spiazzante, quella di Douglas, che anziché scheirarsi in difesa delle giovani colleghe, ha preferito puntare il dito contro un abbigliamento inappropriato. Come se fosse quello a scatenare incontrollabili pulsioni maschili.

SIMONE BILES STA CON LE DONNE

Parole che hanno fatto indignare la super ginnasta Simone Biles, che non ha perso tempo e ha screenshottato il tweet incriminato, poi rimosso, di Gabby Douglas. «Che shock vedere un commento del genere ma non mi sorprende… Vedere questo mi rattrista, come compagna mi aspettavo di più da te e credevo che la supportassi di più. Io sto con Aly e con tutte le altre donne». Il commento di Biles ha scatenato un'ovazione: oltre 54 mila rewteet. Il giorno successivo sono arrivate le scuse della collega, che dopo aver fatto mea culpa per aver usato parole sbagliate, ha sottolineato che gli abusi «non sono mai accettabili, in nessuna circostanza». Ci resta il dubbio che sia stata costretta a fare un passo indietro dopo la bufera mediatica che ha fatto scoppiare. Ma proviamo a darle fiducia.

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