Scandalo Weinstein

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21 Novembre Nov 2017 1915 21 novembre 2017

Natalie Portman parla di molestie e sessismo a Hollywood

Durante il Festival di Vulture l'attrice premio Oscar ha parlato a lungo delle sue esperienze (negative) e di come l'industria sembra voler dividere le donne. 

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Natalie Portman Molestie Sessuali Hollywood

Il polverone che ha suscitato il caso Weinstein, che ormai è letteralmente solo la punta di un iceberg che sta venendo pian piano a galla, inizia a depositarsi su Hollywood. Dopo il caos dei primi giorni, in cui i toni erano accessi e le coscienze sconvolte, ora si stanno facendo i conti con il 'dopo' e con la consapevolezza acquisita a posteriori. Molte star del cinema riflettono su quella che loro avevano sempre considerato la normalità, ma che forse così normale non era. È quello che ha fatto Natalie Portman, in un'intervista senza filtri al Festival di Vulture, noto sito d'intrattenimento, che ha avuto luogo a Los Angeles domenica 19 novembre. L'attrice di Black Swan, che si era ritrovata sui set poco più che bambina, ha parlato della propria esperienza personale, di quello che non le sembrava una molestia, o un comportamento abusivo, e invece lo era e della tendenza dell'industria cinematografica a tenere divise le (poche) donne che si trovano al suo interno.

DAL NON AVERE «UNA STORIA» DA RACCONTARE AD AVERNE 100

La Portman ha in pratica ammesso di star ripercorrendo tutti gli anni della sua carriera con un occhio più attento. «Sono passata dal pensare di non avere nessuna storia da raccontare a riguardo, al dirmi 'Oh, aspetta un attimo: ho un centinaio di storie così. E penso che un sacco di persone stiano facendo mente locale su cose che avevamo dato per scontate, o normali, e che invece non lo erano», ha detto l'attrice. Che ha poi specificato di non essere mai stata aggredita fisicamente, ma di aver subito, in una certa misura, «discriminazioni o molestie e pressioni» in quasi tutti i suoi lavori. Ha prima ricordato un episodio che vide protagonista lei e un famoso produttore. Visto che entrambi dovevano recarsi nello stesso posto, fu invitata da lui e dalla sua compagnia a viaggiare con un volo privato. Una volta arrivata in aereoporto, si rese conto che gli unici a partire sarebbero stati loro due: «Sul jet era stato preparato un solo letto. Non successe niente, non fui aggredita, ma dissi subito che la cosa mi metteva a disagio. Fu rispettato, ma non era comunque ok. Tutta la situazione era sbagliata: era manipolazione, ed era inaccettabile. Ho avuto paura». Per poi aggiungere: «Qualsiasi ragazza per strada si sente spesso così, quando cammina da sola di notte. E non penso che i ragazzi e gli uomini si rendano conto di come ci si senta».
Un'altra volta, durante le riprese di un film, un suo collega prese le sue difese in una discussione col regista, che sembrava ignorare deliberatamente quello che l'attrice gli stava dicendo: «Perché non la stai ascoltando, ma dai retta a me, mentre stiamo dicendo praticamente la stessa cosa?».

UN'INDUSTRIA CHE TIENE LE DONNE SEPARATE

Parlando più in generale, Natalie Portman ha insistito sul fatto che le poche donne presenti all'interno del cinema, abbiano poco modo di creare dei legami, o di avere dei momenti di confronto. Il che ha permesso che per anni ciascuna pensasse di essere l'unica a subire certi tipi di pressioni e molestie. «Di solito vai incontro alla produzione di un film sapendo di essere l'unica donna sul set. È davvero molto raro che ci sia uno staff al femminile, se non quando sei al ttrucco o al guardaroba. Una divisione in settori davvero molto stereotipata». Una tendenza che le sembra, ora, quasi strategica: «Sembra che ti tengano separata dalle altre donne deliberatamente, per evitare di condividere le esperienze».

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