21 Novembre Nov 2017 1400 21 novembre 2017

Musica, dirigente della Warner accusato di molestie sessuali

In Svezia, in una lettera aperta oltre duemila donne (cantanti, manager, giornaliste) hanno raccontato gli abusi subiti e chiesto di cambiare le cose.

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Svezia Musica Molestie Sessuali

Dopo il cinema, la politica, lo sport, anche la musica si trova a dover risolvere i propri conti in sospeso. In riferimento all'argomento che sta tenendo banco da inizio ottobre: le molestie sessuali. E lo fa per la prima volta in Svezia, dove un alto dirigente della Warner Music è stato sospeso dal proprio ruolo dopo che diverse donne lo hanno denunciato per gli abusi subiti. A dare la notizia il sito AftonBladet, dove si legge anche il commento dell'azienda: «Abbiamo un preciso codice comportamentale interno riguardo alle molestie di qualsiasi tipo, e prendiamo queste accuse molto seriamente. Abbiamo sospeso il nostro dirigente e avviato un'indagine indipendente: contemporaneamente abbiamo convocato una riunione per fare sapere ai nostri dipendentei quali siano i canali disponibili per fare denunce di questo tipo». La decisione non è stata presa dal nulla. È arrivata in concomitanza a una dura presa di posizione del mondo femminile che lavora nel settore: 2192 fra cantanti, giornaliste e manager hanno sottoscritto una lettera aperta per condividere con tutti le loro esperienze. E chiedere un cambiamento. Il loro è un ambiente che per decenni è stato a dominanza maschile, spiegano, ma ora gli equilibri sembrano essere cambiati. Più artiste sui palchi, più firme femminili nei giornali e dirigenti non più solo uomini. Così le cose 'alla luce del sole'. Ma diverse nel dietro le quinte «dove essere accomodanti e non creare problemi è fondamentale per non essere rimpiazzate. Il che rende le donne target di soprusi di potere, che spesso assumono anche una valenza sessuale». Tra i nomi firmatari Zara Larsson (conosciuta in Italia soprattutto per la collaborazione con David Guetta), Robyn, Icona Pop (quelle di I love it), Tove Lo (membro del collettivo Free the Nipple). Tutte concordi nel «non stare più in silenzio» e nell'avere «tolleranza zero» di fronte a nuovi casi.

LE LORO STORIE

Nella lettera, pubblicata dallo svedese Dagens Nyheter, si leggono anche alcune delle loro testimonianze. Così una: «Avevo 23 anni, e lavoravo a Londra. Però mi mancava la Svezia, e volevo tornare: provai a cercare lavoro in un famoso studio di registrazione svedese. Il giorno che chiamai, per presentarmi, c'era un famoso artista. Iniziarono subito a fare battute, e a mettermi in vivavoce. Io cercai di parlare di quello che facevo, e del mio curriculum, ma fui interrotta subito dal cantante: 'Ti piace succhiare cazzi? Perché se ti piace allora abbiamo un lavoro per te'. Sentivo tutti i produttori ridere in sottofondo». Un'altra: «Da dovrei dovrei iniziare? Il mio capo mi spinse la faccia contro il suo inguine, quando gli feci notare che venivo pagata la metà rispetto a un uomo che io avevo formato sul lavoro. Mentre una volta un manager di un famoso cantante provò a stuprarmi mentre eravamo soli».

LE PRIME CONSEGUENZE

In risposta alla petizione, Mark Dennis, amministratore delegato di Sony Music Svezia, ha scritto su Facebook: «Grazie a chi ha avuto la forza di condividere la propria storia durante questi giorni. Questo è un lato molto buio dell'industria musicale, che ora, per fortuna, è venuto alla luce. Faremo tutti gli sforzi possibili per porre fine a questi episodi, ammettendo, purtroppo, di aver finora preso sottogamba il problema». Simili parole ha detto Jonas Siljemark, presidente di Warner Music nei Paesi Nordici, sulle pagine di Music Business Worldwide.

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