21 Novembre Nov 2017 1915 21 novembre 2017

Molestie, quando dire no significa non lavorare più

Negarsi al potente di turno, a volte, significa dover rinunciare ai propri sogni di carriera. Le storie recenti che lo dimostrano.

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Kater Gordon Matthew Weiner Molestie Lavoro

Non è facile sapere come comportarsi quando un uomo in posizione di potere fa delle avances, e dalla risposta alle avances può dipendere il tuo futuro nel mondo del lavoro. Più che di avances, in realtà, si tratta di molestie: denunciare è difficile, quando non si hanno altre prove che la propria esperienza. Dire no, allo stesso modo, può significare dire addio al proprio sogno lavorativo, a una carriera per cui si ha studiato anni e le cui porte d'accesso sono guardate a vista proprio da quegli uomini che detengono il potere.

LA FUMETTISTA

Il Guardian ha raccolto diverse storie di donne che si sono ritrovate fuori dai giochi, la cui unica colpa è quella di aver tenuto la schiena dritta. Chiedete a Janelle Asselin, ad esempio, ex editor della Dc Comics che stava portando nella redazione della casa editrice di fumetti una ventata di freschezza, bloccando sul nascere tutte le trame sessiste. Quando però, insieme ad altre colleghe, riportò i commenti di natura sessuale di Eddie Berganza (allontanato solo di recente in seguito allo scandalo Weinstein), le risorse umane prima la ignorarono. Poi Berganza venne promosso, e Asselin decise di andarsene: rimanere alla Dc, a quelle condizioni, la faceva stare male. Da allora non si è più ripresa.

L'AUTRICE TV

Stesso epilogo per l'autrice tv Kater Gordon. Nel 2009 vinse un Emmy in quanto tra gli autori della seconda stagione di Mad Men. Dopo allora, però, non lavorò più. Il motivo? Le molestie subite dallo showrunner Matthew Weiner (che ha negato le accuse) la misero in una condizione in cui si sentiva impotente. Cercò di far ripartire la propria carriera, ma dovette perdere più tempo per affrontare i gossip che sostenevano che avesse una relazione con Weiner.

LA COSTUMISTA

La costumista Emma Bowers, nel 2010, lavorava nell'industria hollywoodiana per pochi soldi, nella speranza di arrivare al successo. Una situazione che la rendeva facilmente ricattabile, stando al suo racconto. A molestarla sarebbe stato l'ideatore del format YouTube Honest Trailers, che non ha mai risposto alle accuse. Quell'episodio ha fatto passare a Bowers la voglia di lavorare nell'industria dello spettacolo. Oggi si occupa di soccorso animali.

LA GIORNALISTA

Non fa eccezioni il mondo del giornalismo. Di recente, una giornalista rimasta anonima ha accusato di molestie Michael Oreskes, tra i giornalisti più importanti del New York Times. La cosa che le ha fatto più male, ha spiegato, non è stato tanto il tentativo di baciarla in bocca, quanto piuttosto il fatto di aver annientato la sua ambizione e menomando così, di fatto, la sua carriera.

LE CABARETTISTE

E anche il mondo della comicità ha avuto il suo grosso caso, quello di Louis C.K. La storia delle due donne davanti a cui si è masturbato, Dana Min Goodman e Julia Wolov, è andata esattamente come tutte quelle raccontate sopra. Prima lo shock, poi il tentativo di parlarne con qualcuno, poi l'esilio e la fuga di agenti e produttori.

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