15 Novembre Nov 2017 0901 15 novembre 2017

Su Instagram le artiste donne hanno successo

Il social network è diventato il nuovo spazio democratico di esposizione. A Londra, la mostra The Great Women Artists: Women on Instagram rende omaggio alla creatività femminile.

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Instagram Artiste Donne

Non è un'esagerazione dire che i 'canali tradizionali' dell'arte, della letteratura e della cultura in generale abbiano avuto per secoli una lente di ingrandimento sulla produzione maschile, e un occhio chiuso su quella femminile. Non è complottismo, nè bisbetico femminismo, solo un dato di fatto. Nei libri di storia dell'arte è sempre stato difficile trovare spazio per pittrici o scultrici donne, mentre i nomi di grandi artisti (uomini) ci frullano nella testa dalle scuole elementari. Le cose, però, stanno cambiando. Come cambiano gli spazi dove si fa, l'arte. Ce lo dice, per esempio, la mostra The Great Women Artists: Women on Instagram, in programma dal 13 al 17 novembre nell'agenzia Mother London. Voluta da Katy Hessel, che ne è la curatrice, e che nel 2015 fondò un account Instagram ispiratore del progetto (@thegreatwomenartists), è una raccolta di opere di 15 giovani fotografe, illustratrici e disegnatrici, che hanno raggiunto una grande notorietà sul social network. E proprio sull'importanza della piattaforma, come mezzo democratico e senza pregiudizi di genere, insiste molto la Hessel.

INSTAGRAM E L'ARTE ALLA PARI

Dati alla mano, in Europa e negli Stati Uniti solo il 3-5% delle grandi collezioni pubbliche è opera di artiste donne, mentre nella National Gallery di Londra, città della mostra The Great Women Artists: Women on Instagram, di oltre 2 mila oggetti esposti solo il 20% è stato realizzato da mani non maschili. Per questo, Katy Hessel considera Instagram come la nuova frontiera della scoperta artistica. Un luogo dove non ci siano cancelli dettati dai pregiudizi sociali da dover superare, e dove ciascuno può gestire il proprio account con la stessa cura estetica che si ritrova nelle gallerie. Oltre a questo, il social ha permesso la nascita di un network vivo di giovani artiste, che non affrontano la femminilità in modo univoco, ma ciascuna col proprio approccio e una sua sfaccettatura. I temi più ricorrenti, negli account selezionati dalla Hessel, trattano di sessualità, erotismo, lavoro, maternità, pressioni sociali. Uno spazio artistico democratico, che però ha ancora i suoi limiti. Come sottolinea la curatrice: «Instagram ha decisamente cambiato l'idea di femminismo, normalizzandone i temi e trasportandoli su una piattaforma mainstream. Però, ha ancora un forte potere di veto e censura sull'espressione della sessualità femminile».

Juno Calypso (@junocalypso), è fra le artiste presenti nella mostra. I suoi lavori, in particolare la serie Honeymoon Suite del 2015, raccontano l'ossessione per la bellezza e la ricerca della perfezione fisica.

Maisie Cousins (@maisiecousins), con il suo Butthole and Bonnet ha raccontato la sessualità e il corpo femminile utilizzando materiali di riciclo o elementi vegetali. Nei suoi lavori cerca di scardinare le convenzioni estetiche imposte alle donne, dagli standard fisici alla depilazione.

Helen Downie, su Instagram come @unskilledworker, artista britannica particolarmente apprezzata dal mondo della moda. Le sue stampe, in cui tornano sempre personaggi espressionistici dai grandi occhi, sono state scelte da Alessandro Michele per una capsule collection di Gucci.

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