14 Novembre Nov 2017 1320 14 novembre 2017

Molestie sessuali: in Francia aumentano le denunce dopo Weinstein

Il 30% in più rispetto a ottobre 2016. Un successo per la ministra Marlène Schiappa, che sta promuovendo leggi più severe sulle violenze stradali e sui minori. 

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Francia Denunce Molestie

Mentre da noi si parla già di un 'Weinstein italiano', in riferimento alle accuse rivolte al regista Fausto Brizzi, le conseguenze dello scandalo che dagli inizi di ottobre ha sconvolto l'opinione pubblica mondiale si fanno sentire anche in Francia. Dove, a quanto ha rivelato una fonte interna alla Polizia francese, rimasta anonima, le denunce di abusi e violenze sessuali sono aumentate del 30% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il lasso di tempo considerato è il mese di ottobre: si è registrato un passaggio dal 1,213 dello scorso anno al 1,577. Un dato che all'Eliseo e sulla stampa nazionale intendono come una nuova presa di coraggio, aiutata dalla mobilitazione che negli ultimi 30 giorni ha seguito l'inizio del caso Weinstein. Le campagne sui social network, come quelle degli hashtag #MeToo e #BalanceTonPorc, avrebbero incentivato le vittime a ottenere giustizia davanti alla legge.
Richard Lizurey, a capo della Gendarmerie National, ha chiesto ai propri agenti una «mobilitazione generale» a sostegno delle vittime di molestie, mentre si sta pensando di introdurre una modalità preliminare di denuncia online.

IL ROMANTICISMO FRANCESE NON È IN PERICOLO

Un risultato che Marlène Schiappa, ministra per la Parità di Genere, ha commentato con grande entusiasmo e soddisfazione. Nei suoi progetti, la Francia dovrebbe dotarsi a breve di leggi più severe in fatto di abusi, soprattutto quando si tratta di minori, e di molestie stradali. Determinati comportamenti (palpeggiamenti, cat-calling) sarebbero sottoposti a norme più precise. Provvedimenti che certi opinionisti, per esempio su Le Figaro, hanno giudicato come la fine del romanticismo francese. «La Francia non è un Paese dall'amore platonico», hanno scritto Berenice Levet e Guillaume Bigot. Schiappa, dal canto suo, ha risposto che: «Noi vogliamo preservare la seduzione, la cavalleria e l'amore alla francese, definendo cosa è consentito e cosa no. Tra adulti consenzienti tutto è possibile».

INTRODUZIONE DI UN'ETÀ MINIMA PER DARE IL CONSENSO LEGALE

L'altro importante provvedimento cui stanno pensando Marlène Schiappa e la ministra della Giustizia Nicole Belloubet riguarda l'introduzione di un'età minima necessaria per considerare valido il consenso sessuale. Un limite, si ipotizza fissato ai 13 anni, sotto il quale i rapporti saranno sempre considerati violenze, con l'aggravante della minore età. Una legge resa necessaria e richiesta a gran voce dall'opinione pubblica dopo alcuni casi di cronaca molto discussi. In uno di questi, un uomo di 30 anni era stato assolto dall'accusa di stupro ai danni di una 11enne, perché lei si era finta più grande.

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