13 Novembre Nov 2017 1610 13 novembre 2017

Il palpeggiamento sull'autobus è violenza sessuale, dice la Cassazione

La Suprema Corte respinge l'appello dell'imputato, confermando che i contatti non desiderati di natura erotica sono equiparabili a una violenza sessuale.

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Autobus

Una donna vittima di sfregamenti e palpeggiamenti a bordo di un bus è vittima di violenza sessuale. Lo ha stabilito una sentenza della terza sezione penale della Corte di Cassazione, esprimendosi sui fatti verificatosi su un autobus a Roma: due uomini, complici, avevano costretto una donna a subire «strusciamenti del bacino contro il fondoschiena» della donna e «palpeggiamenti».

RICORSO RESPINTO

Nulla da fare per il ricorso presentato da uno dei due imputati, che si lamentava della «mancanza o manifesta illogicità della motivazione». Le conclusioni a cui erano giunti i giudici d'appello di Roma sono le stesse che ha confermato la suprema corte, ribadendo la condanna per violenza sessuale. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile. L'uomo, inoltre, è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali.

IL PRECEDENTE

Una sentenza che suona in maniera molto differente rispetto all'ordinanza di qualche mese fa, emessa dal gip di Torino, secondo cui eiaculare su una donna in pubblico non è violenza, ma un mero atto osceno: «Nel racconto della donna non sono presenti elementi per confermare che lo sfregamento masturbatorio ipotizzato sia stato effettuato in appoggio alla gamba della ragazza, quindi appare difficile qualificare il gesto come violenza sessuale».

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