8 Novembre Nov 2017 1301 08 novembre 2017

Donald Trump: il primo anno del Presidente sessista

L'8 novembre 2016 vinse le elezioni USA, sconfiggendo Hillary Clinton. Il giorno in cui un imprenditore misogino è diventato inquilino della Casa Bianca. 

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Donald Trump Sessismo

Un anno fa, come dimenticare, l’America eleggeva Donald Trump come suo 45esimo Presidente. Una notizia che non sembrava possibile, e a cui, in questi 365 giorni, abbiamo cercato di fare l’abitudine. Riuscendoci più o meno. Non è comunque un anniversario da disdegnare in toto: a vedere il bicchiere mezzo pieno ci restano davanti (solo) altri tre anni con lui alla Casa Bianca. All’inizio sembrava difficile poter resistere anche solo un mese. Tanti auguri a noi, quindi, piuttosto che a lui. Sul Telegraph la giornalista Claire Cohen aveva raccolto tutti i commenti e comportamenti sessisti (per non parlare delle molestie) che Trump ha collezionato dagli Anni ’80 al luglio 2017. Ve ne proponiamo una piccola, piccolissima parte, in occasione del suo primo anno a Washington.

1980: LA FOTOGRAFIA 'DA GRASSA'

La lista, davvero lunghissima, risale agli Anni '80, quando Donald Trump era un imprenditore, già sessista, ma almeno senza velleità politiche. Una sua collaboratrice dell'epoca, Louise Sunshine, ha raccontato al Washington Post che dal 1973 al 1985 il miliardario teneva una sua vecchia foto, in cui aveva qualche chili in più, nella scrivania, tirandola fuori e mostrandogliela quando lei faceva qualcosa che non gli andava a genio. La Sunshine ha detto che era un modo per ricordarle che «non era perfetta» e che le capita di pensarci ancora adesso.

1991: LE DONNE SONO 'DEI BEI CULI'

All'epoca era Presidente George H.W. Bush, che ora a confronto non sembra più così male. In un'intervista a Esquire USA, parlando di media e giornali disse che non gli interessava di cosa scrivessero o trattassero, a lui bastava avere attorno«culi belli e giovani». La sua definizione di donna.

1992: «TRATTALE COME PUTTANE»

Parole sue, da un intervista con il New York Magazine. Alle donne lui avrebbe riservato questo trattamento. E consigliò anche ad altri di farlo.

1994: LA CENA DEVE ESSERE IN TAVOLA

Ai microfoni di ABC News, Donald Trump aveva lasciato poco spazio all'immaginazione circa la sua concezione dei compiti famigliari. «Ci sono giorni in cui, non vorrei sembrare troppo sciovinista nel dirlo, ma è così, se torno a casa e non trovo la cena pronta in tavola vado su tutte le furie». Nella stessa intervista paragonò le donne a un palazzo: «Credo che far lavorare una donna sia molto pericoloso. Dopo che fanno successo, per me il divertimento è finito. È come con un palazzo: la parte divertente è la costruzione».

1997: QUANDO DISSE CHE LE DONNE SONO CERCATRICI D'ORO

Nel 1997, il Presidente deliziò il mondo con il libro Trump: The Art of the Comeback . Riportiamo un passaggio sul tema 'accordo pre matrimoniale'. «Ci sono tre tipi di donne. Il primo è il gruppo delle donne oneste, che amano sul serio il proprio futuro marito, per quello che è e senza doppi fini. Loro rifiutano di firmare l'accordo per principio. Le capisco, ma consiglio a ogni uomo di passare oltre e cercare qualcun altro. Poi, ci sono le calcolatrici: loro si rifiutano di firmarlo perché vogliono arricchirsi alle spalle del povero e ignaro consorte, che sono riuscite a imbrogliare. Infine, c'è la donna che firmerà subito e senza pensarci troppo. Così potrà avere subito i soldi che le vengono dati».

MAGGIO 2000: LA CLASSIFICA DELLE DONNE CON CUI AVREBBE VOLUTO FARE SESSO

In un'intervista a Howard Stern, Donald Trump aveva stilato una lista delle donne famose con cui avrebbe voluto andare a letto. Ai primi posti, mise la Principessa Diana, morta tre anni prima. Commentando: «Era bella, alta, con un pelle magnifica. Aveva tutto. Certo era pazza, ma sono dettagli poco importanti». Gli altri nomi: Melania Knauss (allora era la sua fidanzata), Ivana Trump (sua prima moglie), Principessa Diana, Michelle Pfeiffer, Cameron Diaz, Julia Roberts, Cindy Crawford, Mariah Carey, Gwyneth Paltrow, Diane Sawyer.

2006: LE BATTUTINE A TEMA INCESTO

«Se Ivanka non fosse mia figlia, ci uscirei», disse. Qualche tempo prima l'aveva definitiva «voluttuosa». Ok.

2011: LA GIORNALISTA È UN CANE

Dopo che la giornalista del New Tork Times Gail Collins scrisse un articolo sulla sua presunta bancarotta, Donald Trump le spedì una copia del giornale, con la foto della donna cerchiata e la scritta «La faccia di un cane».

2013: INCESTO, DI NUOVO

Da una sua apparizione sul The Wendy Williams Show, un'altra battuta a sfondo sessuale in riferimento a sua figlia Ivanka. Dopo che fu chiesto a entrambi cosa avessero in comune, lei rispose «Il golf e la passione per l'immobiliare». Lui invece: «Avrei detto il sesso, ma non posso collegarlo direttamente a lei». Mmmh?

2016: GLI EXPLOIT IN CAMPAGNA ELETTORALE

La campagna elettorale di Donald Trump è stata un susseguirsi di battute sessiste e omofobe degne del peggio bullo della scuola (ci ricordiamo di quando prese in giro un giornalista disabile?). Le battute ai danni della rivale Hillary Clinton («Se non è riuscita a soddisfare suo marito, come può soddisfare l'America») erano all'ordine del giorno, ma quello che fece infuriare gli elettori, o almeno un parte, fu il video rilasciato nell'ottobre 2016, in cui Trump di vantava di poter ottenere quello che voleva dalle donne, in quanto uomo ricco. È il filmato della frase «Grab them by the pussy», che fece il giro del mondo. Ma che evidentemente non bastò per non fargli vincere le elezioni.

2017: 'COMPLIMENTI' NON RICHESTI

Evidentemente il Presidente Trump non ha ben chiaro il concetto di 'fuoriluogo'. Moltissime sue uscite e dichiarazioni, fatte in occasioni ufficiali, diplomatiche, mentre, insomma, rappresenta il suo Paese, sono state al limite del sessismo. Sicuramente imbarazzanti. Fra tutte, fece molto discutere la sua reazione davanti alla premiére dame, Brigitte Macron. Quando la incontrò a luglio, la squadrò da capo a piedi ripetendo: «Com'è in forma! È davvero in forma!». Non contento, si girò verso il Presidente francese commentando: «Bellissima!». Donald, possiamo sentirti.

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