7 Novembre Nov 2017 1207 07 novembre 2017

La Vedova Nera giapponese sarà impiccata

Il caso di Chisako Kakehi, che avvelenò tre uomini per soldi, ha monopolizzato la stampa nipponica per mesi. Ora la sentenza: sarà condannata a morte.

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La Vedova Nera giapponese

Se la notizia non arrivasse dalle prime pagine di tutti i quotidiani del Giappone, potrebbe benissimo essere uscita da un romanzo di Agatha Christie, o da un episodio de La Signora in Giallo. Chisako Kakehi, invece, è un personaggio reale. Come lo sono i tre omicidi, più un altro tentativo fallito, che ha commesso. Eppure, con la sua aria di innocua donna anziana e quel soprannome romantico e letale che le hanno dato i giornali, La Vedova Nera ha catalizzato su di sé le attenzioni morbose e le preoccupazioni di un intero Paese. Ora, il tribunale di Kyoto l’ha condannata alla pena di morte, per impiccagione.

GLI OMICIDI DELLA VEDOVA NERA

Il nome, Vedova Nera, le è stato dato per il suo modus operandi. La sua arma era infatti il cianuro, che somministrava ai suoi amanti. Come capita fra i ragni, fra cui gli esemplari femmina spesso divorano i compagni dopo l’accoppiamento. Chisako Kakehi cercava uomini anziani, ricchi e soli da sedurre e da cui farsi lasciare enorme somme di denaro. Lo faceva in maniera sistematica, entrandovi in contatto attraverso agenzie di incontri, a cui chiedeva un profilo ideale molto preciso. In questo modo, dal 2007 al 2013 ha potuto frequentare una decina di facoltosi partner accumulando un patrimonio di circa un miliardo di yen (oltre 8 milioni di dollari). Fra questi, tre incapparono nella sua trappola mortale. La Kakehi conservava il cianuro fra i vasi delle piante, mentre tracce del veleno sono state ritrovate in due dei cadaveri. I suoi avvocati difensori hanno cercato di sostenere la strada della demenza senile, presentandola come incapace di intendere e volere. Ipotesi però rigettata dalla corte giapponese: tutti gli uomini furono uccisi dopo averla nominata beneficiaria di ingenti somme.

IL GIAPPONE SI PREOCCUPA

Tinte romanzesche a parte, il Giappone ha seguito con grande interesse il caso. Soprattutto, per quello che rivela sulla società nipponica. La ricerca di compagnia, da parte di uomini e donne anziani e soli, è una tendenza che sta prendendo sempre più piede. I risvolti, tragici come in questo caso, che possono esserci, preoccupano molto il Paese. Durante il processo a Chisako Kakehi, un uomo di 80 anni che l'aveva frequentata ha spiegato così la loro relazione: «Dopo la morte di mia moglie, la vita da solo era difficile. Per questo ho iniziato a vivere insieme a lei». Visto il continuo allungarsi delle aspettative di vita (i giapponesi sono fra i più longevi al mondo), in molti si stanno chiedendo come gestire questo tipo di situazioni a rischio.

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