7 Novembre Nov 2017 0900 07 novembre 2017

Cinque artiste donne che meritano di essere ricordate

Spesso nei libri e manuali la storia della pittura, della scultura e della fotografia sembra essere stata fatta solo da uomini. Ma non è andata proprio così.

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Artiste Donne Dimenticate

Non si direbbe, visto i bellissimi risultati che crea, ma anche il mondo dell'arte è stato a lungo off limits per le donne. O meglio, lo sono stati la sua storia e i suoi manuali. Spesso poco clementi con il gentil sesso, pronti a ricordare grandi pittori, scultori e fotografi, ma solo se al maschile. La donna rientrava nelle più tradizionali e romantiche caselle di musa, amante o moglie devota al talento del compagno. La creazione artistica, però, rimaneva sempre in mano agli uomini. In realtà, non è sempre andata proprio così. Soprattutto dall'Ottocento in poi, il problema non era la mancanza di esponenti femminili, ma dell'anonimato in cui erano relegate. Qui di seguito, cinque storie rimaste troppo a lungo all'ombra di colleghi e partner.

MARGARET KEANE

Se il suo nome vi dice poco, conoscerete sicuramente i suoi dipinti. Margaret Keane fu la pittrice dagli 'occhi grandi', come quelli con cui ha sempre ritratto i suoi soggetti. All'inizio, quando i quadri iniziarono a farsi conoscere, non era lei a firmarli. Infatti tutto il mondo credeva fossero opera di suo marito, Walter Keane, che si appropriò dei meriti del suo talento dagli Anni '60. Nata nel 1927 in Tennessee, l'artista cominciò la sua carriera decorando vestiti per bambini. Solo in un secondo momento si dedicò totalmente ai ritratti. Nel 1955 sposò Keane a Honolulu, che quando la moglie cominciò a vendere le prime tele si appropriò dei ricavi e dei riconoscimenti. Cosa che fece per tutto il decennio successivo, fino a quando lei chiese il divorzio, ma soprattutto giustizia. Durane il processo, Margaret Keane sfidò l'ex marito a provare di saper realizzare i dipinti che aveva continuato a firmare al posto suo. Lui si rifiutò, mentre la donna, davanti al giudice, eseguì un ritratto in soli 53 minuti. La battaglia legale si concluse, ovviamente, a suo favore: ottenne 4 milioni di dollari in risarcimento. Tim Burton ha girato un film ispirato alla sua storia, con Amy Adams nei panni della pittrice.

CAMILLE CLAUDEL

Nonostante sia una scultrice di innegabile talento, Camille Claudel è ancora troppo spesso ricordata come una 'compagna di'. Fu infatti allieva e amante di un altro grande della storia dell'arte, Auguste Rodin. I due si incontrarono probabilmente nel 1883, dopo che la giovane Claudel aveva frequentato dei corsi nell'atelier di Alfred Boucher. Una volta arrivata nello studio di Rodin, il rapporto fra i due si trasfromò molto in fretta in qualcosa di più. Camille fu per lui una musa, mentre Rodin divenne suo mentore. Fra i due c'erano 20 anni di differenza e una relazione tanto passionale quanto distruttiva. Di Claudel vengono ricordate soprattutto La Jeune Fille à la Gerbe e Sakountala (L'abbandono), che suscitò un certo apprezzamento di critica e pubblico. Dopo la rottura con Rodin, nel 1892, la scultrice continuò a produrre opere, che però non ebbero mai il giusto riconoscimento, soprattutto per l'ombra perenne del suo ex maestro. Per Camille Claudel iniziò un periodo molto difficile, che la vide vittima di crisi paranoiche e crisi di nervi. Prima di essere internata in un'ospedale psichiatrico, nel 1913, distrusse tutte le sue opere. Trascorse i successivi 30 anni rinchiusa, morendo a causa della malnutrizione.

BERTHE MORISOT

Al tempo figura di punta dell'Impressionismo, il talento di Berthe Morisot è stato spesso eclisatto da nomi del calibro di Monet e Renoir. La Morisot seguì fin da subito la sua vena artistica, facendosi dare lezioni di pittura dalla madre e mostrando molto in fretta il suo talento. Al tempo l'Accademia era per lei ancora inaccessibile, proprio in quanto donna. L'Ecole des Beaux-Art avrebbe iniziato ad accettare allievi di entrambi i sessi solo dal 1897. Durante lo storico Salon des Refusés nel 1864, evento con cui si fa tradizionalmente iniziare l'Impressionismo, la Morisot espose le sue prime tele. Con la sorella Edma, a sua volta pittrice, entrò a far parte dei più importanti circoli intellettuali dell'epoca. Visse a stretto contatto con Émile Zola, Charles Baudelaire, Charles-François Daubigny. Ma fu soprattutto con Édouard Manet che strinse un profondo legame professionale. Pur facendo parte a tutti gli effetti dell'avanguardia impressionista, le sue opere vennero sempre lasciate da parte dalla critica, che mal accettava una donna, e un'artista, così lontana dagli schemi del tempo. Nonostante le critiche e le prese in giro, le non cessò mai di sperimentare e appassionarsi all'arte. Dopo la pittura, esplorò anche la scultura. Morì nel 1895, con una ricchissima produzione alle spalle. Eppure, sul suo certificato di morte fu scritto 'senza professione'.

SOPHIE TAEUBER-ARP

Artista, pittrice e scultrice, Sophie Taeuber-Arpe ha preso parte ai movimenti dadaisti e surrealisti al fianco di suo marito, Jean Arp. Anche per lei, una vicinanza che l'ha spesso relegata nei libri d'arte a essere solo una 'moglie di'. Nacque in Svizzera nel 1889, studiando arte applicata in Germania, avvicinandosi alla danza espressionista e al teatro danza. Nel 1915, l'incontro con Jean Arp. La sua arte fu molto influenzata dalla geometria, nei suoi quadri prevalgono figure elementari come quadrati e rettangoli, che oppone sfruttando colori dalle campiture piatte e la luce. Dopo aver sposato Arp nel 1921, Sophie Taeuber-Arpe continuò a coltivare le sue due passioni, la pittura geometrica e la danza, fino alla morte, nel 1943.

GERMAINE KRULL

Vera e propria pioniera fra i fotografi surrealisti, Germaine Krull è però ancora poco studiata e conosciuta rispetto ad artisti simili a lei, come, per esempio, Man Ray. Nata nel 1897 in Polonia, si trasferì a Monaco per studiare fotografia. Si avvicinò in fretta all'ambiente artistico e bohémien della città, sposandosi poco più che 20enne con un anarchico russo. Coinvolta nell'omicidio di un dirigente politico, fu arrestata e condannata a morte, ma riuscì a fuggire a Berlino. Qui venne a contatto con i dadaisti e gli espressionisti, continuando il suo percorso artistico. La tappa successiva furono i Paesi Bassi, dove realizzò diverse fotografie ispirate agli sviluppi dell'architettura industriale e all'uso dei materiali metallici. Una passione che coltivò una volta arrivata a Parigi, nel 1925, collaborando con la rivista Nouvelle Revue Française. Germain Krull è ricordata come una figura fondamentale nella nascita del fotogiornalismo, soprattutto per i suoi lavori nel Sud- Est asiatico.

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