31 Ottobre Ott 2017 1956 31 ottobre 2017

L'Arabia Saudita concede la cittadinanza alla robot Sophia

Il Paese islamico ha dato il riconoscimento a una donna che non usa l'hijab e parla inglese. Il motivo? È artificiale.

  • ...
Robot Sophia

Una cittadina araba che tiene conferenze davanti a centinaia di uomini e non si vela il capo c’è. Ma si tratta un robot. Il suo nome è Sophia ed è in grado di parlare, muoversi e provare emozioni. Come arrabbiarsi o essere felice. A questa donna bionica l’Arabia Saudita, il 25 ottobre, ha deciso di concedere la cittadinanza. L’annuncio è stato dato nel corso della conferenza Future Investment Iniziative di Riad. «Sono molto onorata e orgogliosa per questo riconoscimento unico», ha ringraziato Sophia in inglese, «È un momento storico essere il primo robot nel mondo a diventare un vero cittadino».

I DIRITTI DELLE DONNE VERE

Un’iniziativa simbolica che, tuttavia, ha subito sollevato numerose proteste. Il Paese, infatti, è noto per essere uno dei più arretrati al mondo in fatto di diritti femminili. Per capirci: qui le donne potranno prendere la patente ed entrare allo stadio solo dal 2018. Mentre girare senza hijab, il velo con cui nascondere i capelli previsto dalla legge islamica, è ancora punito.

LA ROBOT SOPHIE NON HA UN GUARDIANO

E mentre le sue connazionali non possono muoversi senza un uomo ad accompagnarle, Sophia è invece libera di rimanere a capo scoperto (e con un rossetto acceso) davanti a una platea maschile. Un paradosso che il popolo del Web ha subito sottolineato con l’hashtag #Sophia_calls_for_dropping_guardianship.

L’ULTIMA IMMIGRATA

Le donne non sono le uniche a essere state ‘sorpassate’ dalla robot in quanto a diritti: la creatura ideata da David Hanson, infatti, ha ottenuto una cittadinanza che viene negata a chi non è di fede musulmana, anche se è residente da tutta la vita in Arabia Saudita. Una clausola che in questo caso è stata trascurata. «Sophia si è convertita all’Islam?», si chiede su Newsweek Ali Al-Ahmed, che per monitorare la monarchia saudita ha riunito diversi avvocati per i diritti umani e fondato l’Istituto per gli Affari del Golfo.

UN’ARABIA SAUDITA MODERNA

Le battaglie da portare avanti per i diritti di donne e lavoratori sono ancora molte. Qualche apertura, soprattutto verso il mondo femminile, negli ultimi tempi c’è stata. A portarle avanti è il giovane principe Mohammed bin Salman che sogna un’Arabia Saudita più moderna. Ed è sempre lui ad aver concesso la cittadinanza a Sophia. Un riconoscimento che fa parte di un progetto molto più grande, denominato Neom: una metropoli futuristica abitata da umani e robot.

UN PARADISO ARTIFICIALE

«Il miglior posto dove vivere e lavorare», viene definito nella presentazione. A renderlo tale l’intelligenza artificiale che qui avrebbe un ruolo primario. Un’area di 26.500 chilometri quadrati che si estenderebbe fra Arabia Saudita, Egitto e Giordania per un investimento di oltre 500 miliardi. Una spesa che solleva ulteriori perplessità nella popolazione. Non manca infatti chi si chiede se non fosse meglio impiegare risorse così ingenti in altri settori.

BLADE RUNNER È ARRIVATO

Preoccupazioni che non riguardano Sophia. La quale preferisce invece ironizzare sul genere fantascientifico di moda sul grande schermo. «Voi guardate troppi film di Hollywood. Non preoccupatevi. Se siete carini con me, io sarò carina con voi», ha affermato la robot. Una frase che suona un po’ inquietante, perché di fatto lei è la dimostrazione che uno scenario alla Blade Runner non è poi così inverosimile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso