31 Ottobre Ott 2017 1908 31 ottobre 2017

Femminicidi: la condanna delle aspiranti Miss Perù 2018

Al momento di dire le loro misure, le ragazze del concorso di bellezza hanno invece parlato delle violenze sulle donne del loro Paese.  

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Femminicidi Miss Peru

«Il mio nome è Camila Canicoba e le mie misure sono 2202 casi di femminicidi registrati negli ultimi nove anni nel mio Paese». È stata una ragazza splendida a pronunciare questa frase. Tacchi e vestito luccicante, sperava di avere presto addosso una fascia da reginetta di bellezza. Perché stava partecipando alle selezioni di Miss Perù 2018 e doveva essere giudicata solo per il suo aspetto fisico. Ma insieme alle altre concorrenti ha deciso di approfittare delle telecamere puntate su di lei per parlare delle condizioni in cui vivono le sue connazionali.

UN ELENCO DI ABUSI

Le partecipanti hanno sfilato una dopo l’altra e le loro presentazioni sono state un elenco di abusi e violenze. «Il mio nome è Karen Cueto e le mie misure sono: 82 femminicidi e 156 tentativi solo durante quest’ultimo anno», ha scandito una ragazza alta e mora. «Il mio nome è Melody Calderón. Le mie misure sono queste: l’81 per cento degli aggressori delle piccole sotto i cinque anni sono persone vicine alla famiglia della vittima», ha detto un’altra concorrente. E ancora: «Il mio nome è Melina Machuca e vengo da Cajamarca. Le mie misure sono: più dell’80% delle donne della mia città soffre di aggressioni».

HO UN CORPO E UN CERVELLO

Queste ragazze si contendevano la corona di Miss Perù 2018 e sapevano che una sola avrebbe vinto. Tuttavia, sul palco, si sono presentate come un muro compatto per difendere dei diritti che le riguardano. Perché il fatto di essere attraenti non le mette al sicuro. Ma ha dato loro la possibilità di parlare a migliaia di spettatori. Un messaggio forte, chiaro, deciso. A dimostrazione che avere un bel fisico non significa non avere un cervello. O non saper prendere posizione.

QUANDO IL FEMMINISMO DIVENTA VIRALE

Il pubblico ha risposto e l’hashtag #MisMedidasSon («Le mie misure sono») domenica 29 ottobre ha conquistato il Web. Qualcuna si è detta commossa e ha ringraziato le Miss per provare a scardinare un sistema maschilista e violento. Una ne ha approfittato per aggiungere dati allarmanti: «Lima è la città con il maggior numero di gravidanze fra le adolescenti, si sono registrati 29,645 casi fra il 2010 e il 2016».

MISS ITALIA, CHE VERGOGNA

Una bella differenza rispetto alla presentazione delle aspiranti Miss Italia 2017. Dove una ragazza ha accennato al bullismo vissuto da ragazza, ma «ora ci ride su», e un’altra ha parlato dell’amore per gli animali. Tutte concentrate solo su di loro, non hanno nemmeno protestato per le prove di cucina. Umilianti nel 2017, ma l’importante era vincere la coroncina brilluccicante. Per le concorrenti italiane poteva essere un’occasione di ribaltare i cliché della bellona un po’ superficiale. Un’occasione sprecata per quest’anno.

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