30 Ottobre Ott 2017 0900 30 ottobre 2017

Molestie sessuali: il rispetto si impara da bambini

Toccare una persona senza il suo permesso è una forma di violenza. Con i suoi fumetti Elise Gravel lo insegna ai più piccoli. 

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Molestie sessuali rispetto bambini

«Non toccare». Un bambino se lo sente dire 10, 20, 100 volte al giorno. Sono off-limits i cassetti, i fornelli, la coda del gatto, i gerani della nonna, le caramelle al supermercato e la borsa della signora sull’autobus. Tuttavia, raramente si sente una mamma dire questa frase al figlio che abbraccia il suo compagno d’asilo. Un gesto di tenerezza bellissimo, nessuno lo nega, ma per il quale troppo spesso non si chiede il permesso. Invece si dovrebbe farlo, perché il corpo delle persone è un confine da rispettare. È qualcosa che non ci appartiene e, per toccarlo, l’altro dev’essere d’accordo. Un’idea apparentemente semplice ma che potrebbe rivoluzionare il mondo.

IL RISPETTO INIZIA DA SUBITO

Mentre i casi di Harvey Weinstein e di altri uomini hanno portato ancora una volta alla ribalta le molestie sessuali diffuse, e in parte giustificate, Elise Gravel ha cercato una soluzione per risolvere il problema alla base. Illustratrice per bambini e madre di due figlie, Elise ha infatti pubblicato sulla sua pagina Facebook un fumetto dedicato ai più piccoli in cui insegna a chiedere il consenso prima di toccare un’altra persona. Un’idea che è piaciuta molto e ha già raggiunto le 19 mila condivisioni.

UN 'NO' SIGNIFICA 'NO'

Nei suoi disegni si vede un bambino chiedere al compagno se può abbracciarlo. E accettare come risposta un eventuale «No». Perché anche se si tratta di un bacio o di una carezza, dunque di gesti fatti con affetto, non è detto che all’altra persona facciano piacere. E obbligarla a riceverli è una forma di violenza.

DEL MIO CORPO DECIDO IO

La stessa cosa vale ovviamente per il proprio corpo: nessuno deve sfiorarlo senza il nostro permesso. A quasi tutti è capitato di avere delle zie che vi afferravano le guance scuotendovi la testa a destra e sinistra, mentre voi sopportavate stoicamente. Loro non lo facevano certo con cattiveria ma anche agli adulti andrebbe insegnato a fermarsi e chiedere: «Posso?», prima di passare ai fatti.

NON IMPORTA SE PIACE ALL’ALTRO

Perché lasciare i parenti liberi di compiere gesti che non ci mettono a nostro agio, trasmette un messaggio sbagliato. Ovvero quello che alcuni comportamenti sgradevoli devono essere sopportati perché fanno piacere all’altro. Un pensiero che può avere conseguenze molto più gravi di una guancia stiracchiata.

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