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Diritti

30 Ottobre Ott 2017 1500 30 ottobre 2017

Arabia Saudita: dal 2018 le donne possono entrare allo stadio

Dopo la patente di guida, una nuova conquista femminile nel Paese islamico. Ma c’è ancora molto da fare per parlare di vera parità di diritti.

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Arabia Saudita donne

Se accompagnate il ragazzo allo stadio e poi rimanete lì, due ore al freddo, per vedere la partita, state godendo di un diritto che non è così scontato. In Arabia Saudita fino a ieri, ad esempio, una donna non poteva salire sulle gradinate. Ma dal 2018 le cose per fortuna cambiano e le arene sportive non sono più un’esclusiva maschile. A dare l’annuncio domenica 29 ottobre è stato Turki Al Asheikh, Autorità Generale dello Sport e presidente del Comitato Olimpico. Il quale ha aggiunto che verranno fatti dei lavori per adattare gli edifici al nuovo ingresso delle famiglie. Una ristrutturazione che per ora è stata prevista per le strutture di Riad, Gedda e Damman, le tre principali città del Paese. Un piccolo segnale che non può essere definito certo rivoluzionario, ma che tuttavia dimostra che la monarchia si sta interessando alla condizione femminile.

UNA VISIONE MODERNA

La decisione segue a distanza di poco tempo la possibilità per le donne di prendere la patente e qualche segnale di un loro accesso agli stadi era già nell’aria: il 24 settembre 2017 le famiglie saudite avevano infatti potuto assistere alle celebrazioni per l’87esimo anniversario del regno dagli spalti dell’arena Re Fahd di Riad. Un’eccezione che ora la riforma ha trasformato in regola. Dietro a questa decisione, ancora una volta, c’è il principe Mohammed bin Salman. Giovane e intraprendente, l’erede ha infatti lanciato il progetto Vision 2030, un processo di rinnovamento sociale ed economico del suo Paese.

ALLO STADIO SOLO SE ACCOMPAGNATE

Intenzionato a dare al mondo un’immagine moderna dell’Arabia Saudita, il principe deve fare i conti con un Paese in cui la parità dei diritti è ancora lontana e dove a dettare legge è una corrente religiosa integralista. La riforma specifica infatti che l’ingresso allo stadio riguarda le famiglie e non le donne sole. A dimostrazione che non cambia invece il fatto che una saudita può spostarsi solo se è accompagnata da un parente uomo. Non solo: gli eventi sportivi a cui assistere sono un’esclusiva maschile perché l'attività fisica femminile è ancora mal vista. Le lezioni di ginnastica a scuola per le ragazze sono state introdotte da poco, ma devono scontrarsi con una mentalità maschilista consolidata.

UNA PRINCIPESSA SPORTIVA

Dalla parte delle donne è scesa in campo anche la principessa Reema bint Bandar. Nominata presidente della Federazione saudita di sport locale dallo stesso Turki Al Asheikh, da sempre si batte perché le sue connazionali possano fare sport. A Gedda ha aperto una palestra tutta al femminile dove allenarsi e tenersi in esercizio. La speranza sua e di altre attiviste è che riesca perlomeno a passare il messaggio che fare attività fisica è, prima di tutto, una questione di salute. In modo da poter vedere un giorno, sugli spalti degli stadi arabi, le saudite fare il tifo per le saudite.

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