27 Ottobre Ott 2017 1523 27 ottobre 2017

Festa del Cinema di Roma 2017, Rosamund Pike presenta Hostiles

Il film di Scott Cooper nella serata di apertura, con l'attrice inglese e il resto del cast in sala. Dopo un passato da thriller, per lei un tuffo nel western.

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Rosamund Pike

Un'inglese per eccellenza, laurea a Oxford e bellezza sofisticata, nel genere americano per antonomasia, il western. Lei è Rosamund Pike e il film che la vede protagonista a fianco di Christian Bale (Batman, fra le altre cose) è Hostiles, di Scott Cooper. L'uscita è prevista nelle sale statunitensi a dicembre 2017, ma è stato presentato il 26 ottobre come titolo di apertura alla Festa del Cinema di Roma. Il classico racconto di un lungo viaggio nel selvaggio West, che mentre strizza l'occhio ai grandi registi del passato, John Ford in primis, vorrebbe parlare all'America di oggi. Divisa fra violenze razziali e scontri cittadini. In tutto questo, si inserisce Rosalie, una donna che ha visto uccidere sotto i propri occhi marito e figli. Un personaggio difficile, dalla vita dolorosa, che Rosamund Pike ha interpretato pensando a chi si trova a vivere simili situazioni oggi. «La forza del mio ruolo è nell'amore. Rosalie mi ha fatto venire in mente le donne che in Siria vanno a cercare i corpi dei propri figli fra le macerie e la spazzatura». Una prova impegnativa per l'attrice, a sua volta madre di due figli, che ha all'attivo quasi 30 film e una candidatura all'Oscar per Gone Gil - L'amore bugiardo, ma che forse, finora, non ha mai conquistato il cuore del grande pubblico. Hostiles, che si preannuncia tragico ed epico insieme, potrebbe essere la giusta occasione.

ALL'UNIVERSITÀ CON UN'AMICA PARTICOLARE

Di Rosamund Pike viene sottolineata spesso la sua classe e finezza. Un'aurea da diva del passato e di donna algida che si è rivelata molto utile in diversi suoi ruoli, sempre immersi in un clima di tensione e sospetto. Merito, forse, della sua infanzia e degli studi. Classe 1979, figlia di un cantante d'opera e di una violinista, l'inglese ha sempre vissuto immersa nell'arte e nella musica. Avrebbe voluto intaprende una carriera da violoncellista, quando arrivò la svolta attoriale. Era comunque destinata, probabilmente, a una vita ricca di successi. Prima di sfondare al teatro e al cinema aveva già conseguito una laurea in letteratura inglese a Oxford, dove, fra le altre cose, aveva stretto amicizia con Chelsea Clinton.

DA BOND A GONE GIRL

La svolta arrivò col ruolo della Bondgirl Miranda Frost, nel 2002. Era al fianco di Pierce Brosnan in La morte può attendere, ultimo film che vide l'attore inglese nei panni dello 007 (poi sarebbe iniziata l'epoca Daniel Craig), in cui però Rosamund Pike era in realtà una spia doppiogiochista nemica di James Bond. Da lì, collezionò una serie di titoli importanti, sia in produzioni inglesi che americane. Per dirne alcuni: Orgoglio e pregiudizio, Il Caso Thomas Crawford, Jack Reacher -La prova decisiva. E al fianco di grandi nomi del cinema: Anthony Hopkins, Ewan McGregor, Ryan Gosling, Keira Knightley. Mai però nel ruolo da protagonista. Come fu invece nel 2014, quando David Fincher la scelse per recitare al fianco di Ben Affleck in Gone Girl- L'amore bugiardo. Attesissimo adattamento del bestseller di Gillian Flyn e che infatti la fece salire alla ribalta, valendole anche una candidatura agli Oscar. Da quel momento Rosamund non è un più un volto da tenere nelle retrovie, ma diventa la donna simbolo del thriller psicologico.

LA SCELTA DI RUOLI POLITICI

Arriva un momento, in una carriera di un attore o un'attrice, in cui si ha conquistato la libertà di scegliere i ruoli che più si preferiscono. E quel momento, Rosamund Pike, lo ha raggiunto. L'inglese sembra avere le idee su quali debbano essere i suoi. «Scelgo film che esplorano temi più grandi», storie che riguardano donne che hanno lasciato il segno o che sono state costrette a vivere momenti difficili. Oltre a Hostiles, anche la sua interpretazione in A United Kingdom - L'amore che ha cambiato la storia, voleva dare spazio alla forza e determinazione femminile. E lo sarà, anche, quella in A private war, pellicola ancora in lavorazione che racconta l'uccisione in Siria di Marie Colvin, giornalista del Sunday Times.

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