25 Ottobre Ott 2017 0859 25 ottobre 2017

World pasta day, la giornata mondiale contro la fame nel mondo

Le iniziative del 25 ottobre nella 19esima ricorrenza. La nostra esperienza con Maria Pasotti, host di Airbnb.

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Pasta Fatta In Casa

Se amate la pasta, è la vostra giornata: proprio il 25 ottobre cade il World pasta day, nato per celebrare uno dei piatti cardine della dieta mediterranea, il modello alimentare tutelato dall'Unesco, che affonda le radici nella tradizione contadina.
La ricorrenza, giunta alla XIX edizione, è un'opportunità per sensibilizzare sulla fame nel mondo che, purtroppo, dopo un decennio di declino ha invertito il trend, ricominciando a crescere. E con The power of pasta, i pastai di tutto il pianeta si impegnano a donare oltre tre milioni di piatti, attraverso un'iniziativa che ha tre ambasciatori d'eccezione: gli chef Antonino Cannavacciuolo per il nostro Paese, Bruno Serato per gli Stati Uniti e David Hertz per il Brasile. La giornata dedicata al primo piatto viene inoltre festeggiata anche sui social, a cominciare da Twitter che per l'occasione promuove una spaghettata virtuale

La casa di Maria, host Airbnb, sulle rive del Garda.

A CASA DI MARIA

Io, che vivrei di carboidrati, mi sono portata avanti. Qualche giorno fa la redazione mi ha proposto di provare una Esperienza con Airbnb, ovvero una mezza giornata con Maria Pasotti, giovane food specialist che, dalla sua splendida casa sulla sponda bresciana del lago di Garda, mi avrebbe fatto accostare, assieme a pochi altri ospiti, al mondo della pasta fresca rigorosamente fatta a mano. Anche se non sono una maga dei fornelli, ho colto al volo l'invito e devo dire che ne è valsa la pena. In un'oretta di treno da Milano sono arrivata a Desenzano del Garda (Bs) e in pochi minuti di macchina a casa della host, conosciuta tramite il portale che, oltre ad alloggi, propone appunto esperienze negli ambiti del cibo e dell'arte.
La mamma di Maria, una giovane laureata con master all'Università di Scienze Gastronomiche in Cultura del cibo e comunicazione di prodotti di alta qualità, ci accoglie assieme a Molly, la cagnolina desiderosa di coccole. Ricevuti in un clima cordiale e dopo un caffè in giardino, accompagnato dai bon bon al cioccolato - fatti, nemmeno a dirlo, da Maria -, entriamo in cucina tra taglieri, terrine, bilancia, coltelli e tutti gli altri ferri del mestiere.

Maria, l'host di Airbnb che ci ha insegnato a preparare la pasta fatta in casa.

LA PASTA

È il momento di armarsi di grembiule con tanto di logo Good food, good mood, sotto il quale la padrona di casa raccoglie le sue attività di cooking lab, food advisor e food tour. Siamo pronti per gli impasti, che rimandano alle tradizioni di Sud, Centro e Nord Italia: man mano che si risale lungo lo Stivale, ci spiega la host, «nella pasta si usano sempre più uova e tuorli». Nel frattempo sorseggiamo l'acqua con limoni del posto, lime, zenzero. E ci mettiamo all'opera: niente farina raffinata, ma solo di tipo 1 o integrale, olio del Garda, un pizzico di sale, acqua e uova a seconda della ricetta. L'amalgama va lavorato per dieci minuti, perché «la pasta si deve sentire tra le mani», precisa Maria, quindi avvolgiamo le tre pagnotte nella pellicola trasparente, in modo che la superficie esterna non si secchi, e le mettiamo in frigo, dove riposeranno per un'ora.

I SUGHI

Intanto prepariamo tre sughi, a partire dal pesto ligure, con 80 foglie di basilico, uno spicchio di aglio, 80 grammi di Grana, 30 di pinoli, 150 ml di olio del Garda (per cinque persone). Il segreto? Per non far ossidare il basilico, mantenendo quindi un pesto di verde intenso, bisogna mettere in freezer il bicchiere del frullatore in cui si fa il sugo, aggiungendo qualche cubetto di ghiaccio durante la lavorazione. Il condimento, sempre che rimanga in frigo, dura anche due o tre giorni, ma le foglioline devono essere coperte dall'olio.
Passiamo quindi al sugo al pomodoro, da fare con uno spicchio di aglio in camicia, olio e datterini tagliati a metà che vanno aggiunti a una salsa di qualità (noi abbiamo usato la Mutti). Una presa di sale e basilico, rigorosamente dell'orto, e in pochi minuti il condimento è pronto.
Un po' più laborioso, e saporito, il sugo alla siciliana, per il quale usiamo scalogno, quattro pomodorini secchi, due cucchiaini di uvetta, due di capperi e altrettanti di pinoli, più 150 grammi di pesce spada a dadini. Dopo aver messo i pomodorini e l'uvetta in acqua ad ammollare, tagliamo finemente lo scalogno e lo mettiamo in padella, con un filo di olio. Aggiungiamo il resto e quando l'acqua si è assorbita tocca al pesce.

IL PIATTO È SERVITO

Ora dobbiamo solo tirare la pasta, con il matterello, passarla nella macchina che mi ricorda quella di mia nonna, per poi fare straccetti, tagliatelle e tortelli. E questi sono i più elaborati, perché va preparato anche il ripieno con 170 grammi di ricotta, 80 di scamorza, 40 di parmigiano e una scorzetta di limone.
I profumi cominciano a farsi sentire, tentandomi parecchio, e mentre osservo la tavola della cucina, con i vassoi di pasta frescache, per quanto sono belli, sembrano usciti da un programma televisivo, mi dico che forse potrei provarci anche a casa mia. Chissà.
Bè, non ci resta che assaggiare: esperimento riuscito, è tutto davvero delizioso. Alla fine non avanza niente, neppure il pane servito giusto per fare la scarpetta.

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