25 Ottobre Ott 2017 1334 25 ottobre 2017

La tavola delle vulve: in mostra The Dinner Party di Judy Chicago

Nel 1979 fu la prima opera d'arte del movimento femminista. Fece scandalo, ma raccolse anche consensi. Fino al 4 marzo 2018 è in mostra al Brooklyn Museum.

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Judy Chicago The Dinner Party

Fino a dove vi spinge il vostro femminismo, senza farvi storcere il naso? Mangereste in un piatto decorato a vulva, per esempio? E non un motivo leggero, appena accennato. Ma tutto il corredo: grandi labbra, piccole labbra, vagina. Disegni pelosi ovunque. Quelle cose lì. In realtà, tranquille. Non è la nuova moda del momento, né una linea eccentrica firmata Zara Home o Maison du Monde. Si tratta di The Dinner Party, un’opera di Judy Chicago, fra le artiste femministe più conosciute d’America. A metà fra il table setting e l’installazione, fu concepita dalla scultrice e pittrice nel 1979, che la svelò a Los Angeles suscitando scandalo ed entusiasmi. Il servizio di piatti e calici è solo una minima parte di tutto l’insieme, che è di fatto un grande altare dell’organo sessuale femminile. Una tavola, ovviamente triangolare, attorno alla quale sono posizionati 39 posti a sedere, per 39 donne che hanno cambiato la storia. Un immaginario pasto consumato insieme da Saffo, l’imperatrice Teodora, Elisabetta I, Artemisia Gentileschi e tante altre.

SE VI STATE CHIEDENDO PERCHÉ

Come abbiamo detto, al tempo The Dinner Party fece scandalo. Oggi è riproposta al Brooklyn Museum con una mostra che ripercorre tutta la sua genesi e raccoglie tutto il materiale a riguardo. Nel 1979 molti critici, anche donne, la bollarono come esagerata e fine a se stessa. L'intento di Judy Chicago era quello di rovesciare lo status quo della scena artistica californiana, dove i lavori di punta erano quelli degli uomini. Una gerarchia che toccava anche le discipline stesse. Non è un caso, quindi, che la Chicago si concentrò su ceramiche, arazzi e tessitura, definite già dal Medioevo 'arti minori'. Il suo era un modo per elevare l'artigianato suo e delle colleghe a un livello superiore. Per questo realizzò una tavola in cui solo le vulve trovavano posto a sedere. E che un po' fa senso, e un po' piace.

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