Scandalo Weinstein

Scandalo Weinstein

25 Ottobre Ott 2017 1245 25 ottobre 2017

Hollywood e abusi, lo sceneggiatore James Toback accusato da 38 donne

Ma, dopo l'inchiesta del Los Angeles Times, il numero delle accusatrici è salito a 200. Tra loro, anche Julianne Moore: «Voleva farmi un provino, e che andassi nel suo appartamento. Rifiutai».

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James Toback

Il Los Angeles Times ne aveva intervistate 38, ma parrebbero essere molte di più le donne che sono state molestate dal regista e sceneggiatore James Toback: almeno 200. Tra le nuove accusatrici c'è anche un nome di spicco: Julianne Moore. «James Toback mi approcciò negli Anni '80 sulla Columbus Avenue con lo stesso linguaggio. Voleva farmi un provino, e che andassi nel suo appartamento. Rifiutai. Un mese dopo ci riprovò dicendo esattamente le stesse cose. Gli dissi: non ti ricordi che l'hai già fatto prima?».

A CACCIA DI GIOVANI DONNE

Insomma, Harvey Weinstein era solo la punta dell'iceberg. Perché se è vero che il bersaglio più grosso è lui, in quanto potentissimo produttore che ha dominato la scena di Hollywood per almeno 30 anni, è ormai chiaro che nel sottobosco dello showbiz si muovano figuri che fanno del loro potere, smisurato o minuscolo che sia, uno strumento di prevaricazione ai danni delle donne. James Toback farebbe parte di questi.James Toback non è potente come Harvey Weinstein, né lo è mai stato. Ma ha avuto i suoi 15 minuti di celebrità: nel 1991, per la sua sceneggiatura di Bugsy, venne nominato all'Oscar e ai Golden Globes. E, negli anni seguenti, ha continuato a bazzicare l'ambiente, pur con alterne fortune: nel 2017, comunque, il suo ultimo film The private life of a modern woman è stato presentato fuori concorso al Festival di Venezia. Poco o tanto, a James Toback quello che faceva bastava per andare in giro per New York approcciando giovani donne intorno ai vent'anni d'età vantandosi della propria professione e sventolando davanti ai loro occhi il proprio biglietto da visita. A quel punto, Toback passava alla fase due.

LE MOLESTIE SESSUALI

Una volta convinta la ragazza di turno a seguirla per approfondire la conoscenza, Toback non le invitava nel proprio studio o in un ufficio, ma «in una camera d’albergo, in una roulotte su un set, in un parco pubblico». Da quel momento in poi, i colloqui diventavano teatro di svariate molestie sessuali. Domande intime fuori luogo, masturbazioni e eiaculazioni addosso alle malcapitate erano la regola. Nessuna delle 38 donne ha denunciato James Toback alla polizia. Alcune di loro hanno voluto rimanere anonime perché temono per la propria incolumità. Toback, dal canto suo, ha respinto tutte le accuse adducendo problemi fisici che gli avrebbero impedito di tenere i comportamenti di cui è stato accusato.

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