24 Ottobre Ott 2017 1900 24 ottobre 2017

Molestie sessuali: Terry Richardson come Harvey Weinstein

Il gruppo editoriale Condé Nast ha preventivamente interrotto le collaborazioni con il fotografo delle celebrità. Come il produttore, anche lui è accusato di abusi.

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Terry Richardson

Lo scandalo Weinstein è solo la prima pietra che ha iniziato a cadere di quello che si preannuncia come un vero e proprio terremoto dello star system internazionale. Dopo le accuse sempre più numerose al produttore hollywoodiano, è arrivato ora l’annuncio della fine dei rapporti con il fotografo Terry Richardson da parte del gruppo editoriale Condé Nast. La motivazione è simile: più di una volta, infatti, l’artista che ha immortalato centinaia di celebrità fra cui Madonna, Lady Gaga, Miley Cyrus e Beyoncé, è stato incolpato di molestie sessuali. Lui ha sempre respinto ogni attacco ma, vista l’aria che tira, il gruppo che possiede le riviste Vogue, Vanity Fair, GQ, Glamour e Wired ha deciso di muoversi con anticipo e annullare ogni tipo di impegno.

CONFERMA DI LETTURA

Con una mail, arrivata poi sulle scrivanie del Daily Telegraph, il vicepresidente James Woolhouse ha chiesto infatti alle testate appartenenti alla società che «tutti i servizi commissionati (a Terry Richardson ndr), o quelli già conclusi ma non ancora pubblicati, fossero distrutti e sostituiti con altro materiale». Il responsabile ha inoltre concluso la comunicazione interna chiedendo ai colleghi la conferma che la sua richiesta fosse messa in vigore «immediatamente».

TERRY RICHARDSON SOTTO I RIFLETTORI

Che i rapporti tra il fotografo e il gruppo Condé Nast non fossero ottimi si sa già da tempo. Tuttavia, ancora recentemente, Terry Richardson era stato visto insieme al nuovo direttore di Vogue UK Edward Enninful, e a settembre 2017 aveva partecipato alla Fashion Week di New York. Segno che quindi, nonostante gli attriti, la collaborazione andava avanti. Una situazione su cui il 22 ottobre il britannico Sunday Times aveva puntato i riflettori, chiedendosi come mai, mentre il mondo occidentale si scagliava contro gli abusi sessuali degli uomini di potere, Terry Richardson continuasse a lavorare indisturbato

TUTTO IL MARCIO DELLO STAR SYSTEM

Un’analogia fra il mondo della moda e quello del cinema sottolineata pochi giorni fa anche dall’indossatrice Christy Turlington. Per la quale non solo le violenze contro le modelle solo molto diffuse, ma anche largamente tollerate. Per questo, dopo la campagna Instagram di Alyssia Milano #MeeToo, la top model Cameron Russell ha lanciato un’iniziativa analoga con l’hashtag #MyJobShouldNotIncludeAbuse, per raccogliere le storie di chi lavora con il proprio corpo. (Noi avevamo già indagato su cosa succede in questo ambiente e purtroppo è così: le molestie sessuali spesso segnano l’inizio, o la fine, di molte carriere).

LE MOLESTIE SESSUALI

Terry Richardson, però, ha sempre negato qualsiasi tipo di violenza. E nel 2014 aveva pubblicato una lettera aperta sull’Huffington Post per replicare alle accuse di modelle come Jamie Peck e Anna Del Gaizo, che durante uno shooting si sono ritrovate davanti l’uomo «coperto solo dai suoi tatuaggi che mi premeva contro il suo pene in erezione». E come lei molte altre. «Ho collaborato con donne adulte consenzienti che erano pienamente consapevoli della natura del lavoro. Non ho mai usato un'offerta di lavoro o minacce per costringere qualcuno a fare qualcosa che non volesse. Rispetto sempre quanti lavorano con me, riconoscendo loro libertà di scelta e accettando le loro decisioni», aveva replicato ai tempi il fotografo.

AVANTI IL PROSSIMO

Famoso per le sue scelte provocatorie, nella sua carriera l’artista ha immortalato fra gli altri il suo pene (nel libro del 2004 Kibosh), il cantante satanico Marilyn Manson e girato il video della canzone Wrecking Ball di Miley Cyrus (quello in cui lei lecca una palla per demolizioni). Limitandosi sempre, secondo la sua versione, a un rapporto lavorativo. La difesa di Terry Richardson, però, non ha convinto fino in fondo il gruppo editoriale Condé Nast, che ha preferito prendere subito le distanze. E mentre il 52enne fotografo dall’immancabile camicia a quadri deve ora riflettere sul suo futuro, si apre il totovoto su chi sarà il prossimo personaggio dello star system a essere detronizzato.

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