24 Ottobre Ott 2017 1245 24 ottobre 2017

Molestie sessuali: scandalo al Parlamento europeo

La denuncia di due ministre svedesi, palpeggiate da «colleghi di alto rango». E a Bruxelles i casi potrebbero non essere isolati.

  • ...
Parlamento Europeo Strasburgo

Magari non avrà lo stesso scalpore, perché non siamo a Hollywood e perché l'Europa, intesa come istituzioni, non suscita tutto questo interesse. Ma se il caso Weinstein ha scosso il mondo intero, riempiendo le pagine di giornali e siti web e creando dibattito, altrettanto - e forse anche di più - dovrebbe indignare lo scandalo che arriva da Bruxelles e Strasburgo, sedi (la terza è il Lussemburgo, ndr) del Parlamento europeo. Le accuse sono pesantissime: molestie sessuali. A perpetrarle, a margine o in occasione di vertici dell'Unione europea, sarebbero stati colleghi di pari alto rango di altri Paesi membri delle vittime: ovvero, le attuali titolari dei dicasteri svedesi delle Pari Opportunità e degli Affari Esteri, Asa Charlotte Regnér e Margot Elisabeth Wallström. Uno tsunami che investe le istituzioni Ue e che, stando a quanto riportano i quotidiani esteri, potrebbe essere soltanto la cosiddetta punta dell'iceberg.

LE ACCUSE DELLA WALLSTRÖM

La prima a parlare è stata Margot Elisabeth Wallström, 63enne primo vicepresidente della Commissione europea durante il mandato di José Manuel Barroso (2004-2010), già commissario per l'ambiente con Romano Prodi e politica stimata, non solo in Svezia, tanto da essere definita il «commissario dei cittadini» anche per la sua attività sul blog aperto nel 2004 proprio per discutere delle questioni europee. Rappresentante speciale delle Nazioni Unite sulla violenza sessuale in conflitto (2010-2012) e femminista convinta da volerne portare i principi anche in politica, la Wallström ha lanciato le accuse di molestie sessuali («subite da un collega europeo del massimo livello») unendosi su Facebook al movimento #metoo: «Improvvisamente mi sono accorta che quella persona stava palpeggiando le mie cosce e le mie gambe, era violenza sessuale al massimo livello politico», ha raccontato la ministra degli Affari Esteri riferendosi a un fatto avvenuto nel 2014.

E QUELLE DELLA REGNÉR

Wallström, tuttavia, non fa né il nome del molestatore né il Paese. Come lei la ministra delle Pari Opportunità svedese Asa Regnér, 53 anni, che il 23 ottobre, a distanza di una settimana dalle dichiarazioni della collega, ha raccontato la sua esperienza al quotidiano popolare Expressen: «Allora ero giovane, partecipai a un vertice europeo. Dopo la riunione, un collega d'alto rango di un altro Paese mi invitò a uscire, ad andare insieme in un locale a bere un drink. Mi aveva detto che le mie idee e posizioni lo interessavano, e che intendeva ascoltarmi per apprendere di più. Ero giovane, ambiziosa e forse ingenua, accettai l'invito. Ma poi la situazione prese ben altra piega rispetto a quello che potevo immaginarmi. Oggi, passati i 50 anni, e sull'onda dei molti scandali di questo genere a Hollywood e della denuncia della collega ministra degli Esteri Wallström, mi sono decisa a parlare». E ancora: «All'improvviso mi accorsi che ci trovavamo in un locale buio, e da un momento all'altro lui cominciò a palpeggiarmi, sentii inorridita le sue mani ovunque, in ogni angolo del mio corpo. Ero inorridita, mi sentii paralizzata dal disgusto e dall'ira. Di colpo mi fu chiaro che quel collega cercava ben altro che uno scambio di idee. Oggi mi chiedo quante altre donne in politica abbiano dovuto subire simili attacchi. Non posso escludere che in altri casi i politici usi a invitare in angoli bui di locali le colleghe siano riusciti in un modo o nell'altro ad andare oltre».

SOTTO LA PUNTA DELL'ICEBERG

Non può escluderlo la Regnér e non lo escludono le voci che circolano nell'ambiente e riportate da alcuni quotidiani stranieri. Dal settimanale Sunday Times di Londra, al quotidiano Figaro di Parigi, fino al sito Politico.eu di Bruxelles, sarebbero decine le segnalazioni di assistenti europarlamentari che avrebbero lamentato molestie o comportamenti inappropriati di politici durante le attività dell'Unione europea. Addirittura 54 le accuse raccolte da Parlamento.eu, di cui due da parte di uomini, con un denominatore comune: tra Commissione europea e Consiglio dei governi, a rischio sarebbero soprattutto stagiste e stagisti. Casi non più isolati e che, dopo le denunce di Wallström e Regnér hanno portato il Parlamento Europeo ad aprire un dibattito. « È con turbamento e indignazione che ho appreso le recenti accuse sui media di molestie sessuali nel Parlamento europeo», ha dichiarato il presidente Antonio Tajani. «Ma lo shock da solo non può essere la risposta. Sebbene passi siano stati fatti già un anno fa, è necessario accrescere ulteriormente la conoscenza delle soluzioni disponibili».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso