Scandalo Weinstein

Scandalo Weinstein

24 Ottobre Ott 2017 1737 24 ottobre 2017

Caso Weinstein, Asia Argento: le accuse e le reazioni italiane

Gianna Nannini si schiera con l'attrice: «Sono solidale». Parere opposto quello di Rocco Siffredi. Dalle denunce al New Yorker agli attacchi e alle critiche della stampa e dei vip italiani, tutti i dettagli della vicenda.

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Gianna Nannini

Asia Argento ha deciso di andare via dall'Italia. Una decisione che l'attrice ha annunciato in un'intervista mandata in onda il 17 ottobre a Cartabianca, condotto da Bianca Berlinguer: «Sono a Berlino perché avevo bisogno di andarmene un po’ dall’Italia, dove il clima di tensione è abbastanza pesante su me e sulla mia famiglia». Il riferimento è ovviamente a quanto accaduto in seguito al divampare dello scandalo Weinstein, dove le accuse di stupro da parte di Asia Argento hanno avuto un ruolo di primo piano. In Italia, però, la testimonianza dell'attrice è stata accolta con tutta una serie di perplessità, se non addirittura di condanna nei confronti dell'attrice, accusata di aver parlato troppo tardi o di aver intrattenuto un rapporto ambiguo con quello che accusa essere il suo carnefice. Di seguito ricostruiamo la vicenda punto per punto, dalle denunce di Asia alle reazioni di vip e giornalisti italiani.

SCANDALO WEINSTEIN: LA TESTIMONIANZA DI ASIA ARGENTO

Il 10 ottobre 2017, appena cinque giorni dopo la pubblicazione dell'inchiesta del New York Times sul caso Weinstein, sul sito del New Yorker viene pubblicata un'inchiesta di Ronan Farrow (il figlio di Woody Allen) che raccoglie le testimonianze di diverse donne che in passato avevano avuto a che fare con il potente produttore hollywoodiano. Tra i racconti più crudi e che destano più scalpore c'è proprio quello di Asia Argento, perché descrive quello che, di fatto, è uno stupro: «Argento racconta che, dopo aver acconsentito con riluttanza a fare un massaggio a Weinstein, lui le tirò su la gonna, le divaricò le gambe con la forza e le praticò sesso orale mentre lei gli diceva ripetutamente di fermarsi». Accadde nel 1997; Asia Argento non aveva ancora compiuto 22 anni. La sua carriera cinematografica in Italia era già avviata («aveva vinto due volte l'equivalente italiano degli Oscar»), ma sulla scena internazionale doveva ancora affermarsi. Argento ha detto a Farrow di aver atteso 20 anni prima di raccontare la propria esperienza perché temeva che Weinstein potesse distruggere la sua carriera.
Come spiega Farrow, è la stessa Asia Argento ad ammettere che quanto accaduto in seguito abbia complicato gli aspetti della vicenda. Weinstein infatti continuò a contattarla e ad offrirle doni costosi: «infine lei cedette alle successive avances di Weinstein e addirittura si avvicinò a lui. Weinstein cenò con lei e la presentò a sua madre [...]. Lei ha raccontato di aver avuto con lui incontri sessuali consenzienti diverse volte nel corso dei cinque anni seguenti, anche se li ha descritti come incontri a senso unico e 'onanistici'. La prima occasione, molti mesi dopo la presunta violenza, fu prima del rilascio di B. Monkey. 'Sentivo che dovevo', dice lei. 'Perché avevo il film in uscita e non volevo farlo arrabbiare'. Credeva che Weinstein avrebbe rovinato la sua carriera se non l'avesse assecondato. Anni dopo, quando lei era una madre single che doveva occuparsi della cura del figlio, Weinstein le offrì di pagarle una tata. Lei dice che si sentì 'in dovere' di sottomettersi alle sue avances sessuali».
Secondo Asia Argento, la scena di stupro che lei stessa ha messo in scena nel film del 2000 da lei scritto e diretto Scarlet Diva racconta proprio il primo episodio di stupro. Quando Weinstein la vide, si riconobbe definendola «molto divertente», salvo poi dirsi «dispiaciuto per tutto quello che era successo».

ASIA ARGENTO E LE ACCUSE A DUE REGISTI

Quelle di Weinstein non sarebbero però le uniche molestie che Asia Argento avrebbe subito nel corso della sua carriera. Il 15 ottobre l'attrice ha infatti pubblicato due tweet in cui ha denunciato una molestia e uno stupro. Lo stupro sarebbe stato commesso da un regista hollywoodiano con il «complesso di Napoleone» che l'avrebbe drogata con il GHB e poi violentata mentre lei si trovava in uno stato d'incoscienza.
La molestia si sarebbe invece consumata quando lei aveva 16 anni. A commetterla sarebbe stata un regista italiano che le avrebbe mostrato il pene nella sua roulotte. Asia Argento non ha fatto i nomi dei due registi, ma in seguito ha precisato che non è detto che facesse riferimento a registi con cui abbia poi effettivamente lavorato. La precisazione si è resa necessaria perché molti giornalisti e utenti, incrociando i dati anagrafici con la sua filmografia, avevano fatto riferimento a due nomi ben precisi. Vincenzo Bonomo, assistente di Michele Placido, come riporta Libero ha smentito tutto: «Il maestro non ritiene di rilasciare nessuna dichiarazione, perché è totalmente estraneo ai fatti. Aggiungiamo che ci dispiace per la persona che ha portato alla luce l'episodio».

LE REAZIONI ITALIANE AL CASO WEINSTEIN

Anche se Asia Argento ha comunque ricevuto diversi messaggi di solidarietà, in Italia sono stati in molti a mettere in dubbio o contestare apertamente la sua versione dei fatti o le tempistiche della sua denuncia. Una serie di reazioni che lei stessa ha criticato con un tweet durissimo:

Tra le prime persone a contestare l'attrice è stata Selvaggia Lucarelli, che ha affrontato il tema in due lunghi post su Facebook:

Questa faccenda di Weinstein, produttore potente e bavoso di Hollywood, che molesta le attrici presenta numerosi punti...

Geplaatst door Selvaggia Lucarelli op woensdag 11 oktober 2017

Torno una seconda e ultima volta, spero, sul caso Asia Argento perché ho letto un sufficiente numero di pareri in giro...

Geplaatst door Selvaggia Lucarelli op zondag 15 oktober 2017

Anche Vladimir Luxuria, con una serie di tweet e post su Instagram, ha criticato Asia Argento per come ha gestito l'intera faccenda, dicendo che avrebbe potuto opporsi dicendo a Weinstein un semplice «no».

Vittorio Feltri, direttore di Libero, ai microfoni de La Zanzara su Radio 24 ha definito lo stupro orale denunciato da Asia Argento come «una leccatina. Era un cunnilingus, dunque doveva dare lei qualcosa al produttore. E poi, una leccatina fa sempre piacere». Proprio su Libero è stato anche pubblicato un editoriale firmato da Renato Farina dal titolo «Prima la danno via poi frignano e fingono di pentirsi». Asia Argento ha annunciato di aver querelato il quotidiano e di voler querelare anche Feltri.

Commentando l'intervista di Asia Argento a Bianca Berlinguer, Mario Adinolfi ha paragonato l'esperienza raccontata da Asia Argento alla «prostituzione d'alto bordo».

L'attore Riccardo Scamarcio, parlando più in generale del caso Weinstein, ha detto alla trasmissione di Radio Uno Un giorno da pecora: «Le reazioni di chi ha preso le distanze dai comportamenti di Weinstein, certamente e assolutamente condannabili, in questo momento mi sembrano altrettanto sgradevoli. Ci sono artisti che parlano adesso e che comunque hanno fatto la loro carriera. [Avrebbero dovuto parlare prima?] Sì.»

L'attrice Maria Grazia Cucinotta ha espresso una posizione simile parlando con La 27esima ora: «Occorre avere il coraggio di denunciare subito e non aspettare vent’anni, altrimenti a che serve? A meno che non ti piaccia la persona che ti corteggia, e questa è un’altra questione. Insomma, in queste vicende non si sa mai dove finisce il gossip e dove inizia la storia vera».

Lory Del Santo ha anch'essa criticato Asia Argento per aver atteso 20 anni prima di denunciare, estendendo il suo giudizio anche alle altre attrici in un'intervista rilasciata a La Zanzara: «Mi spaventa che dopo vent'anni una se ne esca con delle accuse pesanti. Se è passato tutto questo tempo puoi parlarne in modo scherzoso, non così. Per far ridere va bene, a chi non è capitato. Gli uomini ci provano, questo è chiaro: c'è chi lo fa più porcamente, c'è chi manda i fiori. Ma una può sottrarsi tranquillamente [...] Trovo osceno che tutte le attrici in blocco abbiano denunciato Weinstein. È uno schifo, una vergogna. Se uno ti invita a farlo va bene, se invece c'è costrizione devi denunciarlo subito. Non si può rovinare una persona dopo tanti anni che è successo».

Anche da Marina Ripa di Meana sono arrivate le critiche nei confronti di Asia Argento, in un articolo scritto per La 27esima Ora: «Tutte queste attrici che oggi accusano Weinstein di 'molestie' hanno a mio parere il torto di allinearsi, di fare fronte comune. Una specie di class action. Io preferisco l’azione individuale, libera. E mi ha deluso Asia Argento. La considero la migliore attrice italiana, la più intelligente, la più estrosa, con quella sua bella voce un po’ roca e quell’arietta torbida da baby delinquente. Dice che ha accettato le avances di Weinstein solo per non farsi rovinare la carriera. Lei però a vent’anni ne sapeva una più del diavolo. Trovo che accanirsi contro il produttore americano non faccia un buon servizio al femminismo. Credo che la cosa davvero grave siano le donne picchiate e violentate in famiglia o uccise dai loro ex, le ragazze ammazzate per strada, o irretite magari da due carabinieri in divisa».

Un messaggio di solidarietà arriva invece dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, che in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha detto: «Cara Asia, non è il momento di arrendersi, devi restare in Italia, la stragrande maggioranza delle donne ti appoggerà». Al contrario di quanto sostiene Marina Ripa di Meana, per Laura Boldrini «è il momento di fare squadra tra le donne». Idee chiare anche su chi siano colpevoli e vittime in questa storia e in tante altre: «Il problema sono gli uomini e il loro comportamento. Invece in questa vicenda stiamo sentendo cose inaccettabili: aveva la minigonna? Era provocante? Perché ha denunciato così tardi? Inaccettabile, lo ripeto. Noi dobbiamo spostare l'attenzione dalle vittime ai colpevoli».

Dalla parte di Asia Argento c'è anche la scrittrice Melissa Panarello, famosa per essere l'autrice di 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire: l'ha fatto il 12 ottobre con un post su Facebook, e l'ha ribadito in un'intervista rilasciata all'Huffington Post. «Non mi stupisce, ma mi fa molto arrabbiare, la reazione di quanti, soprattutto donne, accusano Asia Argento e tutte le attrici come lei perché hanno scelto di parlare degli abusi subiti a distanza di 20 anni [...] in Italia soprattutto, c'è questo pregiudizio che se una donna è bella, ricca e di successo, probabilmente ha fatto carriera scendendo a compromessi, vendendosi. A maggior ragione se ha un atteggiamento 'trasgressivo' e 'sopra le righe' come Asia».

C'è un altro punto secondo me degno di nota: noi donne siamo purtroppo state educate a essere accondiscendenti,...

Geplaatst door Melissa Panarello op donderdag 12 oktober 2017

Non sta invece dalla parte di Asia Argento Rossella Brescia, che ha affidato a Facebook il suo punto di vista sul caso: «.....Comunque le cose sono due o sono una cessa oppure c’è qualcosa che non mi torna.....🤔
...Oppure sono davvero una che ha intuito.Come mai non ho mai incontrato i vari #Weinstein nella mia vita?[...] #quellavoltache ....allora vediamo. [...] #quellavoltache un regista che non conoscevo mi ha dato un appuntamento al ristorante di sera ,solo noi due per parlare di lavoro (ma che scherzi,come no) col cacchio che mi sono presentata
E ne avrei altri di #quellavoltache.....».
Il post, che ha ricevuto il like di Selvaggia Lucarelli, utilizza anche l'hashtag #quellavoltache, che inizialmente era stato lanciato dalla scrittrice Giulia Blasi per permettere alle donne su Twitter di raccontare le proprie esperienze negative. Asia Argento ha risposto così a Rossella Brescia:

Più sfumato il giudizio dell'avvocata Giulia Bongiorno, che ha affrontato il tema in un'intervista rilasciata a il Giornale: «Se una donna mossa da ambizioni di carriera sceglie, mossa da questa ambizioni, di accettare quello che chiede l' uomo anche se non ne ha particolarmente voglia, siamo di fronte alla ricerca di scorciatoie, non a una violenza carnale». Poi continua: «[Asia Argento e le altre] non hanno affatto torto, fanno benissimo [a lamentarsi]. Perché quello che è mancato loro, ed è una assenza decisiva, è la possibilità di scegliere, di dire di no. Se non c' è libertà reale di autodeterminazione allora sì che c' è violenza, esattamente come nei casi di sopraffazione fisica. A me non sta simpatica la Argento [...]. Ma oggi viene messa in croce e non creduta solo per il personaggio che è, e questo è inaccettabile [...] Il fatto che abbia subito e non denunciato non mi stupisce affatto, perché lui era un uomo potente e perché all'epoca nessuna vittima denunciava. Stiamo parlando di 20 anni fa, e il clima era quello: non si denunciava per vergogna e perché si temeva di non essere credute».

Decisamente contro Asia Argento si è schierato invece Rocco Siffredi, che ha detto la sua ai microfoni de La Zanzara: «Non capisco perché ci ha messo 20 anni per uscire fuori, perché Asia Argento fa la vittima. [...] Perché parlare le violenze sulle donne che non c’entra un cazzo, è una strumentalizzazione. Sei tu che hai deciso di farlo per ottenere una parte. [...] E ora arrivano queste poverine che dicono di aver sofferto… Poverine cosa? Poverine ‘sto cazzo. [...] Sei in un grande hotel a cinque stelle, trattata come una super star e non hai il coraggio di dire: brutto stronzo il tuo film te lo metti nel culo e non lo faccio! [...] Ma basta con le stronzate di una ragazza maggiorenne con un’esperienza di vita, la madre attrice, il papà regista famosa, conosce il set, che ha avuto paura e si è messa paura di fronte al produttore di Hollywood. E non una sola volta, ma più volte. È recidiva la signorina [...] Sei stata tu a decidere di farlo per essere sicura di avere una parte».

Molto critica nei confronti dell'attrice anche Franca Valeri, che a 97 anni si è così espressa intervistata da Vanity Fair: «[Asia Argento] È un’attrice simpatica e ha un padre intelligente e curioso. Ma trovo che tirare fuori questa storia a vent’anni di distanza non abbia niente di positivo. Né per lei, né per gli altri. Avrebbe dovuto parlare prima. D’altra parte alcuni film, anche importanti, con quel produttore li ha realizzati. O No?».

Condanna tutti Antonio Razzi, in linea a Radio Cusano Campus: «Quel produttore era un maiale, si è approfittato allungando le mani di ragazze giovani e innocenti. Però condanno il fatto che sia stato raccontato tutto dopo 20 anni. Ci volevano 20 anni per azionare il cervello? Io sono un difensore delle donne, gli dico che dovevano denunciarlo prima. Devono reagire subito. Specialmente in America, dove la legge funziona. Perché non l’hanno denunciato subito? Potevano essere protette dalla polizia. Non mi venissero a dire che a 20 anni avevano paura di repressioni o cose simili. Ha sbagliato Asia Argento a raccontare dopo 20 anni che è stata molestata. Doveva dirlo prima»

Di tutt'altro parere Gianna Nannini, che dice la sua qualche giorno prima dell'uscita del suo nuovo album Amore gigante: «Sono solidale con Asia Argento, che ha subito attacchi ingiusti soprattutto dalle donne. Al di là dei pregiudizi, ha fatto bene a denunciare gli abusi [...] Asia ha aperto la strada alla voglia di raccontare di altre donne, che possono scegliere di non nascondersi più».

Decisamente tiepido il giudizio di Valeria Marini nei confronti del produttore. A Mattino 5 ha commentato così la vicenda, criticando chi ha denunciato i fatti ad anni di distanza (e quindi anche Asia Argento): «Ho incontrato Weinstein tante volte per lavoro, è sempre stato un grande personaggio, molto bravo nel suo lavoro. Era circondato sempre da tantissime persone e da tante donne. Era molto ricercato [...] Avere la sua amicizia era qualcosa di importante e adesso si trova tutti contro per via dei suoi comportamenti sbagliati e di un carattere non facile [...] Bisogna ribellarsi, è giusto che ci si ribelli ma bisogna farlo al momento. Ciò che trovo sbagliato è che uno si ricordi dopo 10 o 15 anni. Io mi sono trovata in situazioni simili ma ho girato i tacchi e me ne sono andata».

Sempre a Mattino Cinque si è consumata un'accesa discussione tra Lory Del Santo, che ha ribadito i concetti già espressi in precedenza, e Alessandro Cecchi Paone, di parere contrario: «Questa è la prova per cui le donne non denunciano, perché invece di essere aiutate nella loro tragedia fisica e psicologica vengono messe sotto accusa da altre donne [...] Qui ci sono più di 50 donne che dicono di essere state molestate e violentate, te lo devo dire io da uomo per farti arrabbiare come donna?».

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