23 Ottobre Ott 2017 1614 23 ottobre 2017

Molestie sessuali: le italiane che hanno parlato

Scandalo Weinstein e non solo: Mara Venier racconta di essere stata molestata da un politico 25 anni fa.

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Mara Venier

Lo scandalo Weinstein continua ad arricchirsi ogni giorno di nuove dichiarazioni e denunce da parte di attrici e donne di tutto il mondo. Nel versante italiano della vicenda, dopo le primissime accuse di Ambra Battilana, la voce che più ha fatto discutere è stata quella di Asia Argento. Condannata, insultata, chiamata «prostituta d'alto bordo» e complice del produttore. Le confessioni dell'attrice hanno poi dato il là a tutta una serie di nuove testimonianze da parte di altre italiane, appartenenti al mondo dello spettacolo, che hanno voluto condividere a loro volta simili esperienze di molestie sessuali vissute sulla propria pelle. Qui le storie di Gina Lollobrigida, Lory Del Santo, Miriana Trevisan e Giovanna Rei, vittima, quest'ultima, proprio di Weinstein.

ALESSIO BONI E L'INCONTRO CON IL PRODUTTORE INGLESE

Ma oltre alle donne, ci sono gli uomini. Anche l'attore Alessio Boni ha dichiarato in un'intervista a Rai News 24 di essere stato molestato: «Avevo 24 anni. Ero con un produttore inglese. Era gay e visto che io non sono gay, tranquillamente gli ho detto: 'No, guarda'. Ed è finita lì: ho ripreso il mio aereo e sono tornato a casa». Non ha solo raccontato la sua esperienza, ha anche dato un consiglio su come affrontare le molestie sessuali. Soprattutto se riguardano i giovani: «Dobbiamo costruire una forza sociale da parte del ragazzo o della ragazza in modo che anche a 19-20 anni possano dire 'no, grazie'. E distinguere tra avance e abuso perché a volte il predatore con la preda è machiavellico, è talmente intelligente e ha una capacità di poterla circuire».

CLARISSA MARCHESE E FAUSTO BRIZI

«'Io non posso darti un film se non so che sei disposta a tutto. Adesso ti puoi spogliare?'». Inizia così il racconto di Clarissa Marchese, Miss Italia 2014, che nella puntata del 12 novembre 2017 de Le Iene racconta un incontro avuto con il regista Fausto Brizi, accusato di molestie sessuali. E la modella continua: «Ma io a spogliarmi nuda qua, da soli, in casa tua, non lo faccio». Lei è riuscita a dire di no ma altre sue colleghe, intervistate sempre dal programma di Italia 1 (con volti oscurati e voci camuffate) hanno anche raccontato di episodi spiacevoli, cioè quando la molestia c'è stata.

GINA LOLLOBRIGIDA E LE VIOLENZE SESSUALI

Più che un commento allo scandalo Weinstein, Gina Lollobrigida ha tirato una bacchettata alle colleghe, vittime delle molestie e violenze sessuali del produttore americano: «Quello che sta accadendo? Credo che avrebbero dovuto denunciare per tempo ma non hanno avuto il coraggio». E lo fa da uno dei salotti più importanti (e longevi) della tv italiana: Porta a Porta, condotto da Bruno Vespa (la puntata è in programma il 9 novembre 2017). Ma l'attacco è servito a scavare più a fondo nella sua carriera: «Ma neanch’io l’ho avuto. Anche io ho subito molestie, anzi di più, e non ho denunciato», racconta Gina Lollobrigida al conduttore. E continua: «La prima volta avevo 19 anni, andavo ancora a scuola. Della seconda meglio non parlare...». Due uomini, «uno straniero e uno italiano. Quando la molestia non è molestia ma è di più, non la puoi eliminare, rimane dentro e condiziona il tuo carattere, le tue azioni sono sempre soggette a questo ricordo. La prima volta ero innocente non conoscevo l’amore, non conoscevo niente. Quindi era grave. E la persona era molto conosciuta. Non li ho denunciati per non rivelare una cosa mia ma erano due cose abbastanza gravi. La seconda volta ero già sposata cominciavo a fare il cinema».

LORY DEL SANTO E IL REGISTA IN PERIZOMA

Fuori dal coro, come spesso accade, è Lory Del Santo. In un intervento a La Zanzara, programma di Radio 24, la showgirl italiana ha raccontato delle molestie che affrontò a inizio carriera. Ma facendolo ha preso le distanze da Asia Argento e dalle altre donne coinvolte nello scandalo Weinstein. La Del Santo si è detta «spaventata» che dopo 20 anni si possa accusare una persona in tale maniera. Per lei, sarebbero cose da raccontare e ricordare con una risata, senza correre il rischio di rovinare una famiglia intera. Niente più di questo, di un aneddoto da dire col sorriso. Perché «a chi non è capitato. Gli uomini ci provano, questo è chiaro: c'è chi lo fa più porcamente, c'è chi manda i fiori. Ma una può sottrarsi tranquillamente». Parole che fanno discutere e confondono, soprattutto perché subito dopo confessa di aver subito un approccio simile, quando appena arrivata a Roma era in cerca dei primi lavori. Nel suo caso, a cercare di portarla a letto sarebbe stato «un noto regista italiano del tempo», conosciuto a livello internazionale e già morto. Lory Del Santo non ha voluto aggiungere altro, se non smentire il nome di Fellini, uscito subito dopo la sua descrizione del personaggio. Durante un provino, ha spiegato, l'uomo le si era presentato con indosso un «perizoma rosso, come un tanga, con un filo rosso nella parte dietro». «Era un ciccione, mi faceva ribrezzo. Non mi ha costretto, e mi sono velocemente e gentilmente divincolata dal tentativo di abbraccio e sono andata via», ha concluso. Una testimonianza forse più seria di quello che lei crede.

MIRIANA TREVISAN E LA LETTERA APERTA

«È proprio vero che tutto si accende (o si riaccende) come un virus latente». Esordisce così, Miriana Trevisan, nella lettera confessione-sfogo pubblicata su Linkiesta . Il riferimento è, ovviamente, alle denunce degli ultimi giorni, che l'hanno spinta a parlare a sua volta. E se Lory Del Santo non condivide le posizioni di Asia Argento, la Trevisan le dà assolutamente ragione. Confermando le parole dell'attrice: le pressioni sessuali nel mondo dello spettacolo esistono, eccome, e chi non cede non fa carriera. «Basta un articolo e le parole diventano fuoco e ti svegli una mattina con il sapore amaro in bocca e la consapevolezza che quello stesso attacco l’hai subito anche tu», scrive la showgirl. Che negli anni successivi a Non è la Rai e Striscia la Notizia, quando era all'apice della sua carriera, si è trovata di fronte a situazioni simili alle vittime di Weinstein. Approcci sessuali mascherati da offerte di lavoro, accordi sottintesi, tentativi di sfuggire a situazioni spiacevoli: «Ti fai le feste ma eviti gli incontri, prendi il taxi per tornare a casa piuttosto di qualche auto di lusso; fai finta di non avere capito di essere stata invitata sullo yacht finché alla fine non ti invitano più davvero». Chi non ci sta, viene cancellato lentamente dalle liste degli inviti, dai casting dei programmi. «Hai potenzialità (dicevano bellezza ma intendevano la figa) e non la sfrutti, sei un pazza», le rinfacciavano le colleghe. Una continua a lavorare, cercando di non pensar al peggio, cercando di convicersi che se anche non accetta quelle avance pesanti potrà comunque trovare ingaggi. Fino a che «ti succede di uscire da un camerino, dopo un’imbarazzante chiacchierata con un mostro sacro della televisione, e una sua dolce collaboratrice ti dice: “hai ancora il rossetto, non ti vedremo più” e con un sorriso di pena ti congeda».

MIRIANA TREVISAN E GIUSEPPE TORNATORE

A quasi un mese di distanza dalla lettera aperta, Miriana Trevisan in un'intervista a Vanity Fair ha raccontato di essere stata molestata in passato da Giuseppe Tornatore, regista di film come Nuovo Cinema Paradiso (che venne distribuito negli Usa proprio da Harvey Weinstein) e Baarìa: «Vent'anni fa andai negli uffici di Tornatore. Era un appuntamento che mi aveva organizzato il mio agente. Non era un provino, ma un primo incontro in vista di un film in lavorazione, La leggenda del pianista sull'Oceano. [...] Dopo qualche tranquilla chiacchiera sul film, quando ci stavamo salutando, il regista mi chiese di uscire con lui quella sera per andare a mangiare una pizza. Io risposi che avevo già un impegno, lo ringraziai e mi alzai per andarmene. Lui mi seguì fino alla porta, mi appoggiò al muro e cominciò a baciarmi collo e orecchie, le mani sul seno, in modo abbastanza aggressivo. Riuscii a sfilarmi e scappai via. Ero entrata sentendomi una principessa, a un passo da un sogno che si realizzava, pensavo 'forse farò un film con un regista premio Oscar' e sono uscita sentendomi uno straccio».
Giuseppe Tornatore ha risposto così: «Sono lusingato che una giovane donna si ricordi di me dopo tanti anni. Io rammento solo un incontro cordiale, pertanto respingo le insinuazioni mosse nei miei confronti riservandomi di agire nelle competenti sedi a tutela della mia onorabilità».

GIOVANNA REI E HARVEY WEINSTEIN

Chi invece ha conosciuto, suo malgrado, Harvey Weinstein, è Giovanna Rei. L'attrice napoletana ha condiviso la sua esperienza con il produttore hollywoodiano, in un racconto che si avvicina moltissimo a quelli delle altre donne molestate dall'uomo. A prova del fatto che quello di Weinstein era un vero e proprio modus operandi. Come sempre in albergo, come sempre in una stanza dove la vittima di turno veniva lasciata sola dagli altri presenti. «Mi è bastato trattenermi in bagno per pochi minuti, per scoprire una volta uscita che tutti gli altri erano spariti. Alla mia domandasu dove fossero, mi rassicurò dicendomi che erano scesi nella hall, ma che sarebbero presto saliti», scrive Giovanna Rei. Da quel momento, la consapevolezza che nessuno sarebbe più salito in quella stanza. «Mi sono guardata attorno e nello sconforto ho compreso che non avevo vie d'uscita. Non esisteva porta d'ingresso, ma un ascensore privato di cui non vedevo la chiave». E dopo la promessa di farla recitare come protagonista di Chocolat, il film con Johnny Depp e Juliette Binoche, arrivò l'altro lato della medaglia: «Lui è ritornato nudo davanti a me con in mano una crema per il corpo, chiedendomi gentilmente un massaggio». Una situazione da cui Giovanna Rei riuscì a liberarsi iniziando a urlare e prendendo a calci Weinstein. Che poi, spaventato, l'ha riaccompagnata nella hall chiedendole di mantenere il silenzio. E in ascensore le disse: «Allora è vero che le donne napoletane sono così toste».

SANDRA MILO

L'attrice ha affrontato il tema delle violenze sessuali sulle donne alla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora: «Noi donne, più o meno, siamo state tutte violentate almeno una volta [...] Ma sì, prima o poi è successo a tutte ed è sempre successo». I conduttori le hanno chiesto dunque se le fosse mai capitato nel corso della sua carriera cinematografica: «Certo, come a tutte le donne, sia nel mondo del cinema che fuori. [Ho reagito] come ho potuto, in ogni modo: con i morsi, coi calci, in tutti i modi. Ma qualche volta non mi è andata bene. Non ho mai denunciato però, avrei dovuto farlo allora, ma non l'ho fatto per paura, per paura che la gente pensasse non fosse vero, paura di non lavorare più [...] Le donne mi piacciono perché hanno coraggio, ma quelle che hanno denunciato, dopo tanti anni, non è che mi proprio mi rallegrino. [...] Dovevano farlo prima, tutte».

TEA FALCO

L'attrice, famosa soprattutto per aver interpretato Beatrice Mainaghi nella serie tv1992 e nel sequel 1993, ha raccontato la propria esperienza a Le Iene, risalente a quando aveva 21 anni: «Un giorno tra i vari contatti di Facebook mi aggiunge un regista, dopo aver visto un mio video in cui imito Robert De Niro in Taxi Driver. Mi dice di andare nel suo studio e di portare con me le mie fotografie. Non quelle d’attrice ma le foto artistiche, in bianco e nero [...] Quando arrivo lì, mi accorgo che in realtà era la sua casa. Lui guarda i miei lavori e dice: 'Non dovresti fare l’attrice, ma la regista'. A un certo punto dico che ho mal di pancia, che è meglio che vada. Ma lui aggiunge che è un pranoterapeuta e inizia a farmi un massaggio allo stomaco. Dalla pancia, però, inizia ad andare sempre più giù, fino alle parti intime [...] Mi rendo conto di ciò che stava accadendo e lo blocco, gli dico: 'No, questo no'. E lui: 'Ah, ok', e si ferma. Usciamo dalla stanza e dice che vuol farmi un regalo, un libro di fotografie. Libro che poi ho buttato [...] Questi sono atti di violenza che ti segnano. Quando succedono, bisognerebbe denunciare subito. Io non lo sapevo e non l’ho fatto. Se siamo in tante a farlo, tutto questo finirà».

GIORGIA FERRERO

Sempre alle Iene, l'attrice teatrale ha raccontato la propria esperienza con un regista napoletano che le ha chiesto di inviargli via Whatsapp le foto del seno e del sedere, chiedendole un «coinvolgimento assoluto» in cambio della parte in un film. L'attrice, però, si è rifiutata. Il regista le ha così risposto: «Forse questo film non è proprio adatto a te [...] Sei una mammoletta».

ALBA PARIETTI

L'attrice ha raccontato a Le Iene la sua esperienza: «Mi è successa una cosa così quando ero una ragazzina, con un famosissimo produttore. Avevo 17 anni e il mio sogno era fare cinema. Questo signore mi invitò nel suo ufficio, mi spiegò il copione e poi disse: 'ora c'è la scena del bacio'. Si avvicinò e mi diede un bacio. Ricordo quella sensazione, non l'ho mai raccontato a nessuno, a mio padre tanto meno, perché mi vergognavo». La dichiarazione di Alba Parietti ha fatto doppiamente scalpore perché pochi giorni prima aveva raccontato di non essere mai stata molestata.

MARA VENIER

L'attrice e conduttrice televisiva Mara Venier ha raccontato a Oggi di aver subito molestie e avances piuttosto spinte nel corso della sua carriera: «Se avessi dovuto denunciare tutti quelli che mi sono zompati addosso per provarci, avrei riempito le galere. Invece ho reagito, ho anche dato due ceffoni quando sono serviti, e me ne sono andata [...] Stiamo assistendo a un’ondata di denunce ricordi, segnalazioni molto composita in cui si sta perdendo un po’ la distinzione tra i vari episodi che la compongono. Un conto sono gli stupri, un conto le molestie sessuali e un altro quelle che io chiamo 'avances esuberanti'». Poi continua: «Una sera, circa 25 anni fa, con due amici e altre 10 persone andai a cena a casa di un politico molto importante. A fine cena, mi dice: 'Vieni a vedere i miei quadri?'. Io vado, vediamo ‘sti quadri. Poi, quando torniamo in sala da pranzo scopro che gli altri, anche i miei due amici, sono andati via. Erano tutti d’accordo fin dall’inizio… Gli dissi: 'Guarda che hai capito male', e me ne andai. Non ero arrabbiata con lui, che avevo messo a posto in un attimo, ma con gli amici che mi avevano tradita. Ero giovane, agli inizi, avevo difficoltà a lavorare e quel politico avrebbe potuto dare una svolta alla mia vita. Eppure andai via».

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