Femminicidio

Femminicidio

18 Ottobre Ott 2017 1800 18 ottobre 2017

Marie Trintignant: l'assassino Bertrand Cantat in copertina

Polemica in Francia per la vergognosa cover de Les Inrockuptibles dedicata al cantante che uccise l'attrice. La risposta di Elle in omaggio alla vittima.

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BERTRAND MARIE

Vergogna. Non mi vengono altre parole. Perché se un pezzo lo si può anche scrivere di getto, senza pensarci troppo, una copertina no. La si studia, ci si confronta, quasi sempre in una riunione di redazione. Poi si decide. E sono convinto che a Les Inrockuptibles abbiano fatto tutto questo prima di pubblicare un numero dedicato a un assassino. Peggio, dunque, perché alla fine sulla prima della rivista ci è finito Bertrand Cantat, l'ex leader del gruppo musicale Noir Dèsir che nel 2003 uccise a pugni l'attrice francese Marie Trintignant. Un omicidio efferato, compiuto a mani nude, con l'aggravante di aver lasciato la donna agonizzante a terra prima di chiamare i soccorsi la mattina seguente alla violenza.

L'OMICIDIO DI MARIE TRINTIGNANT

La storia è di quelle che, purtroppo, se ne leggono tutti i giorni, ma all'epoca ebbe un risalto mondiale considerata la fama dell'omicida e della vittima. Siamo a Vilnius, in Lituania. La notte tra il 26 e il 27 luglio Marie Trintignant, 41enne figlia di quel Jean-Louis che nel 1962 sedeva accanto a Vittorio Gassman sulla Lancia Aurelia B24 de Il Sorpasso, si trova in una camera d'albergo con l'amante Bertrand Cantat. Lei è ancora sposata con Samuel Benchetrit, il padre della sua bambina (la quarta dei figli avuti da altrettanti compagni), ma al momento l'attrice - già una ventina i film alle spalle - si frequenta con il turbolento rocker. I due litigano, i motivi non sono chiari e sinceramente non ci interessano. Quello che conta, invece, è la violenza con cui l'uomo inizia a picchiare la Trintignant: 19 pugni scagliati con tutta la forza che mandano in coma Marie. Lui, ubriaco, se ne esce dalla stanza senza preoccuparsi delle condizioni della donna (gli avvocati diranno «sottovalutando il gesto»). Il giorno dopo, la corsa all'ospedale serve a poco: dopo due operazioni per ridurre l'edema cerebrale e cinque giorni di agonia, Marie Trintignant muore l'1 agosto.

Bertrand Cantat, l'ex leader dei Noir Dèsir che nel 2003 uccise l'attrice Marie Trintignant.

LA CONDANNA

La condanna, otto anni di cui quattro scontati in carcere e gli altri in libertà vigilata, fa indignare la Francia intera. Troppo poco soprattutto per chi, a distanza di 14 anni, dimostra di non essersi minimamente pentito. Entrare nel merito della sentenza, però, sarebbe quantomeno fuori tempo e, soprattutto, non è il mio campo - se proprio volete un mio parere, per me che ho un'idea del perdono non sempre in sintonia con i principi cristiani e che una seconda possibilità la concederei a tutti tranne agli assassini consapevoli, per reati del genere bisognerebbe chiudere la cella e buttare via la chiave senza pensarci troppo -.

LA VERGOGNA

Giudicare vergognosa la copertina di una rivista pensata dai colleghi, invece, posso farlo eccome. Perché sono giornalista, perché conosco i meccanismi che spingono a pubblicare una copertina del genere, perché, se anche fossero stati considerati tutti gli aspetti positivi di tale pubblicazione - non intendo le vendite, ma dare quella seconda possibilità di cui dicevo sopra -, non si è minimamente tenuto conto della vittima. Non lo ha fatto Bertrand Cantat, che dice di volere soltanto tornare a fare musica promuovendo il suo nuovo album, e non lo ha fatto Les Inrockuptibles, che non chiede niente di Marie Trintignant e, peggio, non dice niente di Marie Trintignant. Salvo scusarsi, dopo una pioggia di critiche, con la famiglia di Marie e con le persone che si sono sentite disgustate dalla vicenda.
Vergogna. Meno male che ci ha pensato Elle, che in tutta risposta in copertina ci ha messo Marie Trintignant, simbolo di tutte le donne vittime di violenza.

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