Scandalo Weinstein

Scandalo Weinstein

13 Ottobre Ott 2017 1200 13 ottobre 2017

Scandalo abusi, Hollywood condanna Harvey Weinstein. L'Italia no

Jane Fonda: «Sapevo ma non ho detto nulla». Cara Delevingne e Léa Seydoux raccontano le loro esperienze negative col produttore. Il jet set lo criticia e prende le distanze. In Italia, però, le reazioni di Scamarcio, Luxuria e Lucarelli non sono dello stesso tenore.

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Harvey Weinstein (2)

«Signore di Hollywood, dove siete?», si chiedeva su Twitter Rose McGowan commentando l'iniziale, palpabile imbarazzo del mondo del cinema nell'esporsi e condannare Harvey Weinstein, accusato da un editoriale del New York Times di aver commesso una lunga serie di abusi e molestie nel corso della sua trentennale carriera. Dopo quattro, cinque giorni di silenzio «assordante», come l'ha definito sempre la McGowan, le signore e i signori di Hollywood hanno cominciato a dire la loro. Meryl Streep, Jennifer Lawrence, Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie: sono solo alcuni dei grandi nomi che, con i loro modi e i loro tempi, hanno condannato il produttore.

LE 24 DONNE CHE PER ORA HANNO ACCUSATO HARVEY WEINSTEIN

Per Harvey Weinstein, insomma, sembra finita per davvero. La Weinstein Company, compagnia che lui stesso aveva fondato insieme al fratello, l'ha licenziato. Lui, Harvey, dopo aver chiesto scusa è già diretto verso l'Europa, dove cercherà di disintossicarsi dalla dipendenza dal sesso. In patria, ormai, è tutta una corsa a scaricarlo. E ad accusarlo. La lista delle vittime di Weinstein è tristemente e orribilmente lunga: le righe che state per leggere comprendono ben 22 nomi.

Oltre alle donne citate nell'inchiesta del New York Times (le attrici Rose McGowan e Ashley Judd, e l'impiegata Lauren O'Connor), si sono fatte avanti le impiegate Emily Nestor e Lauren Madden. Nestor ha raccontato di aver dovuto respingere numerose avances, mentre Madden ha dovuto chiudersi in bagno per farlo desistere.

Rose McGowan, però, ha aspettato qualche giorno prima di accusare esplicitamente Harvey Weinstein di stupro. Non solo: contestualmente, ha raccontato che quando denunciò la cosa agli Amazon Studios, che finanziavano Weinstein, non solo non venne presa in considerazione, ma vide anche chiudere lo show a cui stava lavorando.

L'attrice italian Lucia Stoller (che ora si fa chiamare Laura Evans) ha raccontato di essere stata obbligata da Harvey Weinstein a praticargli sesso orale.
Asia Argento ha invece dichiarato di essere stata costretta a subire sesso orale.
Mira Sorvino se lo ritrovò in casa: prima le massaggiò il collo, ma lei riuscì a respingerlo e mandarlo via.
Tra le vittime ci sarebbero poi l'italiana Ambra Battilana e l'attrice francese Emma De Caunes (da cui Weinstein si fece vedere nudo dopo una doccia, chiedendole di sdraiarsi sul letto).
E ancora: l'attrice Jessica Barth ha denunciato delle avances sessuali. La conduttrice tv Lauren Sivan ha raccontato che Harvey Weinstein si è masturbato davanti a lei.

L'attrice Romola Garai se l'è ritrovato in vestaglia nella propria camera d'albergo. Louise Godbold, responsabile di una non profit, si è vista richiedere un massaggio durante una riunione a due.L'attrice Katherine Kendall fu rincorsa nella sua stanza d'albergo.
L'allora aspirante attrice Tomi-Ann Roberts dovette respingere la richiesta di denudare la parte superiore del proprio corpo.
L'attrice Judith Godrèche vide chiedersi il solito massaggio. La costume designer Dawn Dunning fu costretta da un Weinstein in accappatoio a entrare nella sua stanza d'albergo.

Infine (per ora), i quattro nomi più grossi. Gwyneth Paltrow, che ha ammesso di essere stata molestata da Harvey Weinstein a 22 anni, durante le riprese di Emma. Lui le mise le mani addosso e cerco di portarla nella propria camera da letto, senza riuscirci.
Sul finire degli Anni '90, una giovane Angelina Jolie dovette subire le avances sessuali del produttore nella solita camera d'albergo.
Eather Graham ebbe una conversazione che la lasciò a disagio, dove secondo lei era implicato che Weinstein l'avrebbe aiutata nella carriera in cambio di favori sessuali. Rosanna Arquette, anche lei, se lo vide nudo davanti agli occhi in una stanza d'albergo.
Nelle ore successive, a questi nomi si sono aggiunti quelli di Cara Delevingne e Léa Seydoux.

Cara Delevingne ha raccontato che Weinstein la costrinse, nonostante le sue rimostranze, a seguirla in una camera d'albergo, dove era già presente una donna che faceva avances sessuali al produttore. Harvey Weinstein chiese alle due donne di baciarsi, Cara per trarsi fuori dalla situazione cercò di cantare per fare assomigliare quell'incontro a un provino. Poi tentò di uscire dalla stanza. Nel mentre, Weinstein tentò di baciarla, ma lei riuscì ad evitarlo.

Léa Seydoux invece ha raccontato la sua esperienza in un editoriale per il Guardian. Dopo averla guardata per tutta la sera, Harvey la invitò al suo albergo. Léa sapeva che non si sarebbe parlato di lavoro, ma ci andò lo stesso. Nel Guardian spiega di aver accettato perché Harvey Weinstein era un uomo potentissimo e tutte le altre attrici lo temevano molto. Una volta rimasti soli nella camera d'albergo del produttore, Léa racconta che lui le saltò letteralmente addosso. Lei riuscì a respingerlo, quindi se ne andò.

QUELLE CHE CONTANO

Queste le vittime, o comunque le donne che hanno avuto esperienza negative con Weinstein. Come dicevamo all'inizio, dopo qualche giorno sono cominciate ad arrivare anche le parole di condanna da parte delle grandi star. Meryl Streep ha definito il comportamento di Weinstein come «disgustoso», e ha tenuto a precisare che non tutti, lei compresa, erano a conoscenza dei comportamenti del produttore.
Nicole Kidman si è unita al coro di condanna, senza però fare nomi. Ha lodato il coraggio delle donne che hanno denunciato i fatti, ma nella propria dichiarazione non fa mai il nome del produttore, che conosce personalmente e con cui era in rapporti d'amicizia: Harvey Weinstein ha prodotto film come Nine, Cold Mountain, The Others, tutti film dove la Kidman era protagonista.
Jennifer Lawrence, che nel 2012 vinse l'Oscar grazie al film Il lato positivo, prodotto da Weinstein, ha condannato più esplicitamente il produttore, spiegando però che era anche lei ignara di tutto.
Jessica Chastain, al contrario, ha rivelato di essere sempre stata al corrente dei comportamenti di Harvey Weinstein.
Tra le condanne più interessanti, però, c'è sicuramente quella di Jane Fonda, perché suona come una confessione: «Ho scoperto tutto su Harvey circa un anno fa. Mi vergogno di non aver detto nulla allora», ha detto in un'intervista alla Cnn. Era stata Rosanna Arquette a raccontarle di quanto accadutole, ma Fonda non aveva voluto discuterne perché «immagino non essendo una cosa accaduta a me, pensai che non mi riguardasse».

ANCHE GLI UOMINI NEL LORO PICCOLO CONDANNANO

Pian piano, anche la metà maschile di Hollywood sembra che stia trovando il coraggio di condannare gli atti di Weinstein. Senza affollarsi. Per George Clooney, Weinstein è «indifendibile», mentre Jeff Bridges ha detto: «Dovrà affrontare i propri demoni adesso. Gli auguro buona fortuna, dovrà affrontare tutto questo». Il regista Kevin Smith ha dichiarato su Twitter di provare grande vergogna sapendo che l'uomo che ha finanziato i suoi primi 14 anni di carriera, contemporaneamente, causava dolore ad altre persone. Leonardo DiCaprio, dal canto suo, ha seguito la linea Kidman, una condanna a mezzo social senza fare nomi.

Proseguendo, la faccenda si complica. Perché, ad esempio, anche Ben Affleck ha condannato Harvey Weinstein, sostenendo di non essere a conoscenza di quanto accaduto. Un tweet smentito immediatamente da Rose McGowan prima con un secco «Fuck you!», e poi con un tweet dove raccontava di come Ben Affleck, dopo aver ascoltato le sue lamentele, le rispose: «Dannazione, gli ho già detto che deve piantarla di comportarsi così». Secondo questa ricostruzione, quindi, Affleck sapeva.
Sapeva anche Brad Pitt, che era fidanzato con Gwyneth Paltrow quando questa fu molestata. Pitt aggredì Weinstein intimandogli di non azzardarsi più a toccare Gwyneth.

Per qualche ora, però, ha vacillato anche Matt Damon: nella giornata del 10 ottobre, una ex giornalista del New York Times ha raccontato che già nel 2004 stava tentando di mettere in piedi un'inchiesta su Weinstein, e che Matt Damon e Russell Crowe erano intervenuti per difendere Weinstein. Nelle ore successive, la cosa si è chiarita. Damon ha dichiarato che parlò a favore di Harvey Weinstein senza sapere quale fosse il tema dell'inchiesta, e la giornalista ha accettato la sua versione dei fatti.

Quentin Tarantino, invece, ha dichiarato che si esprimerà pubblicamente a breve. Nel frattempo, ha chiesto alla sua amica Amber Tamblyn di condividere a suo nome un messaggio in cui si dichiara sbalordito e col cuore spezzato, chiedendo qualche giorno di tempo per stabilizzare le sue emozioni, che descrive come dolore e rabbia,

DEMOCRATICI IN FUGA

Il caso Weinstein però non è rimasto circoscritto agli ambienti del cinema, bensì anche a quelli della politica. È noto che Weinstein sia da sempre un grande sostenitore dei democratici, che ha appoggiato anche con generose donazioni. Nemmeno lì le reazioni sono state delle più rapide: Hillary Clinton, supposta paladina dei diritti delle donne, ci ha messo ben cinque giorni a condannare Harvey Weinstein, che ha degli stretti legami con la sua famiglia. Anche i coniugi Obama non hanno brillato per sollecitudine, dichiarandosi disgustati. Una curiosità: Malia Obama ha svolto uno stage alla corte di Weinstein. Nel frattempo, i democratici si stanno muovendo per restituire i fondi donati da Weinstein o comunque ridistribuirli alle associazioni che si occupano dei diritti delle donne: una strada intrapresa, ad esempio, da Mario Cuomo, governatore di New York, a unlungo elenco di senatori: Debbie Stabenow, Kamala Harris, Al Franken, Elizabeth Warren, Cory Booker, Patrick Leahy, Martin Heinrich, Richard Blumenthal, Rosa DeLauro, Chuck Schumer, Bob Casey, Kirsten Gillibrand, Sheldon Whitehouse.

GLI ENDORSEMENT CHE NON TI ASPETTI

Incredibilmente, però, ci sono anche due donne che si sono schierate dalla parte di Harvey Weinstein, salvo poi pentirse nel giro di poche ore. La prima è stata la stilista Donna Karan, che ha dato la colpa alle attrici che si vestono in maniera provocante. La seconda è stata Lindsay Lohan, che aveva pubblicato un video su Instagram in cui diceva che Harvey non merita quanto gli sta accadendo e che sua moglie Georgina Chapman, invece di lasciarlo come ha effettivamente fatto, avrebbe dovuto rimanere al suo fianco.

E IN ITALIA?

E in Italia i giudizi sono stati meno netti e più sfumati. Asia Argento, ad esempio, che aveva raccolto la solidarietà di buona parte del jet set statunitense, in Italia è stata trattata diversamente, come ha denunciato lei stessa. Non l'ha difesa, ad esempio, Selvaggia Lucarelli:

Questa faccenda di Weinstein, produttore potente e bavoso di Hollywood, che molesta le attrici presenta numerosi punti...

Geplaatst door Selvaggia Lucarelli op woensdag 11 oktober 2017

Anche Vladimir Luxuria si è espressa contro la figlia di Dario Argento:

Infine, anche Riccardo Scamarcio non se l'è sentita di condannare in toto il produttore americano, rilasciando alla trasmissione Un giorna da pecora di Radio 1 parole destinate a far discutere, come riporta l'Huffington Post: «Le reazioni di chi ha preso le distanze dai comportamenti di Weinstein, certamente e assolutamente condannabili, in questo momento mi sembrano altrettanto sgradevoli. Ci sono artisti che parlano adesso e che comunque hanno fatto la loro carriera [...] Ora lo stanno massacrando e ora giù tutti a massacrarlo e non si capisce che dietro c'è un uomo che ha una patologia, che si è comportato in maniera deplorevole ma che rimane un essere umano».

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