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11 Ottobre Ott 2017 1923 11 ottobre 2017

Parità di genere: in 10 anni l'Italia è migliorata più di tutti

L'EIGE ha pubblicato il Gender Equality Index 2017. Una ricerca che monitora l'andamento dei Paesi europei.

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Gender Equality Index

Quando si parla di disparità di genere, c'è chi ancora storce il naso di fronte al fatto che per uomini e donne ci siano ancora due pesi e due misure. Diversi stipendi per stessi lavori, diversa credibilità a parità di formazione. E via discorrendo. Per convincere i più scettici, la cosa migliore è parlare dati alla mano. E conoscere le statistiche. L'EIGE, Istituto Europeo per la parità di genere, ha pubblicato, il 10 ottobre, un nuovo aggiornamento del Gender Equality Index, insieme delle ricerche condotte periodicamente fra i 28 Stati membri. Uno studio che cerca di raccoglie i trend rilevati negli ultimi 10 anni, evidenziando i cambiamenti avvenuti fra il 2005 e il 2015. Un confronto che ha registrato dei progressi, ma decisamente marginali. L'ente, infatti, l'ha definito un avanzamento a passo di lumaca. La sopresa di quest'anno riguarda proprio l'Italia, che fra tutti è il Paese che ha registrato il miglioramento più significativo in fatto di uguaglianza fra uomini e donne. Siamo infatti passati dal 26esimo posto al 14esimo, acquisendo quasi 13 punti in più rispetto agli indicatori del 2005. Il sistema di valutazione si basa su sei macroaree di interesse (lavoro, soldi, educazione, tempo, potere, salute, violenza), in cui ogni nazione può totalizzare un risultato che va dall'1 (massimo livello di disparità) al 100 (condizione di parità). La classifica è, come sempre, dominata da Svezia, mentre l'ultima posizione spetta alla Grecia.

DOVE SIAMO MIGLIORATI

Seguendo un trend generale europeo, l'Italia è migliorata soprattutto nell'area del potere e del decision making: le amministrazioni pubbliche e private hanno visto un aumento delle quote rosa significativa. Il merito, nel nostro Paese, è da ricondurre alla legge Golfo-Mosca che dall'agosto 2011 ha sancito che un terzo dei posti di lavoro nei consigli di amministrazione debba esser ricoperto dal sesso meno rappresentato. Lo dimostra, per esempio, il fatto che le donne in parlamento siano passate dal 12% del 2005 al 30% del 2015. L'altra macro area in salita è quella dell'educazione, dove le laureate superano di due punti di percentuale i loro colleghi.

DOVE SIAMO PEGGIORATI

La peggiore prestazione l'Italia la registra nell'area del tempo, che nello specifico riguarda il tempo libero e la divisione dei compiti famigliari fra uomini e donne. Qui, rispetto agli anni passati, il Gender Equality Index ha registrato addirittura una regressione: siamo passati dalla 19esima posizione alla 23esima. La disparità più grande si ha in merito ai lavori domestici e alla cucina. Spettano ancora tutti all'80% della popolazione femminile. Che è anche quella che ha sulle proprie spalle la cura di bambini e anziani. Qui il divario si accorcia: se ne occupa il 34% delle donne e il 24% degli uomini.

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